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di Carla Latini
di Carla Latini

L'anconetana Maria Letizia Gardoni
alla guida di Coldiretti Giovani

Pubblicato il 17 marzo 2017 | 18:15

A ventotto anni è stata eletta presidente di Coldiretti Giovani Impresa. Conduce Podere sul fiume ad Osimo (An) e da sempre ha avuto il “pallino” dell’agricoltura che, a detta sua, riguarda la vita di tutti


Cosa vuoi fare da grande? O la guardia forestale a cavallo o vivere e lavorare in una fattoria. Era piccola e aveva già le idee molto chiare la neo-presidente di Coldiretti Giovani Impresa. Maria Letizia Gardoni conduce il suo "Un podere sul fiume" ad Osimo (An). La ricordo quando il nonno la portava all’asilo. Lei e la mia Teresa, le più piccole e le più caparbie. Sarà stato il nonno a farle sentire subito il profumo ed il sapore della terra?

Maria Letizia Gardoni - Nuova guida per Coldiretti Giovani Eletta l'anconetana Maria Letizia Gardoni
Maria Letizia Gardoni

Quando è scattata la voglia di campagna?
Credo di averla sempre avuta. Ho studiato, ho fatto il classico, l’università, scienze tecnologiche agrarie. Poi un giorno, mentre ero in aula, ho sentito una spinta fra cuore e pancia. Dovevo dare un altro senso alla mia vita. Mi sono alzata, sono uscita e sono tornata a casa. Ho riorganizzato le idee e ho deciso di investire in un terreno vicino. Il mio "Un podere sul fiume". Avevo 19 anni. Ho provato subito il piacere di toccare e lavorare la terra con le mie mani. Ho cominciato a coltivare frutta e ortaggi seguendo il disciplinare macrobiotico.

Vicino al biologico, biodinamico, fammi capire…
La filiera macrobiotica è rigidissima. Nasce dal pieno rispetto della terra e della natura. Si avvale di antiche varietà recuperate, si basa sul concetto dell’autoriproduzione di alcuni semi. È un modello agricolo quasi perfetto che credo possa salvare l’agricoltura italiana. Dobbiamo puntare i piedi con competenza. Coltivazioni alternative fra i meravigliosi filari di un frutteto possono essere un modello agricolo da seguire.

I contadini, gli agricoltori, vengono spesso accusati di inquinare, condizionati dall’industria?
Ecco perché dobbiamo puntare i piedi. Voglio far capire agli agricoltori, e i giovani sono tutti su questa strada, che non si tratta di un lavoro e basta. Si tratta della vita di ognuno di loro. Tempo fa ci si condizionava in campagna con gli interventi (nitrati spesso) chiamati a calendario. Anche se il campo era sano. Quel calendario ha fatto molti danni. Oggi i coltivatori hanno preso coscienza di essere i primi tutori e responsabili del loro territorio. Una terra da lasciare alle generazioni che verranno. Una terra sana.

Come ti senti in questo ruolo così importante e di grande responsabilità?
Fare la presidentessa dei Giovani Coldiretti mi entusiasma ogni giorno di più. Cresco con loro. Sono più di 70mila giovani fra i 18 e i 30 anni. Preparati, colti, pieni di energia, di voglia di fare e di idee. Che facciamo generosamente circolare. È una fucina sempre in attività. Li sostengo, li difendo, li appoggio e li aiuto in ogni modo.
 
Torniamo ai frutti macrobiotici della tua terra. Che canale di vendita seguono?
Tutti i canali che desiderano distinguersi e fare dell’alimentazione una sana alimentazione. Un’alimentazione che previene e ti fa stare bene. Sono i ristoranti, i punti vendita, i centri macrobiotici. Dove non si mangia e basta ma si fa cultura alimentare.

A proposito, cosa mangia Maria Letizia Gardoni?
Tutti i prodotti sani della terra con una carta di identità. Amo il riso integrale dei miei amici in nord Italia. Lo abbino alle verdure del mio orto. Mangio sempre e solo stagionale. Mi faccio il pane in casa. Mi nutro di olio extra vergine marchigiano. Dei formaggi dei nostri allevamenti. Girando l’Italia agricola, conosco prodotti di tante varietà antiche recuperate. Dagli ortaggi alla frutta, dai legumi ai cereali, dalle carni ai formaggi. Il meglio che la biodiversità italiana ci offre.

Per informazioni: giovanimpresa.coldiretti.it

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