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Primo Piano del 16/09/2009 18.29.00
Talento, 12 aziende lo rilanciano
Più valore al metodo Classico
di Lucio Tordini
Basta con le "bufale": non produciamo più bottiglie che lo Champagne. Le cantine dell'alta gamma delle bollicine rilanciano il "Talento" per creare un marchio per la spumantistica in grado di confrontarsi e distinguersi dai pilastri Asti e Prosecco. Gli obiettivi del presidente Claudio Rizzoli

 Per valorizzare, in Italia così come all’estero, l’alta gamma delle bollicine italiane prodotte con metodo Classico 12 produttori, distribuiti su tutto il territorio nazionale, hanno deciso di rilanciare il nome del Talento ridando nuova linfa all’Istituto nato nel 1975 come “Istituto italiano metodo Champenois”. Il fine è quello di creare un marchio per questo comparto della spumantistica italiana in grado di confrontarsi con i pilastri dell'Asti e del Prosecco.

Uno degli elementi che ha determinato la scesa in campo di alcuni dei nomi più prestigiosi dello spumante italiano è stata la "bufala" che circola da giorni sulla stampa specializzata e non (e rilanciata anche dalla Coldiretti e dal Ministero), così come su vari siti di pretesa informazione online, su un presunto “sorpasso” degli spumanti italiani nei confronti dello Champagne francese. Ricordiamo che “Italia a Tavola” è stata fra le poche testate che si sono astenute dal riportare tali informazioni inesatte. Si tratta, infatti, di dati sbagliati e fuorvianti che non aiutano nessuno dei protagonisti delle eccellenze italiane nel settore dei vini con le bollicine.

La produzione francese di Champagne per il 2008 è scesa da 338 a 322 milioni di bottiglie (-4,8%), dopo una crescita ininterrotta che continuava dal 2000. Ma a fronte di questa cifra l'Italia può metter e in campo, a parità di valore e di prodotto, solo le quasi 24 milioni di bottiglie di metodo Classico (di cui oltre 9 milioni di Franciacorta Docg, quasi 8 milioni di Trentodoc, prodotte in gran parte da Ferrari, e oltre 4 milioni di Berlucchi). Per superare i 320 milioni di bottiglie di Champagne l'Italia deve "barare" e mettere insieme i dati relativi a tutte le bollicine, sia quelle prodotte con metodo Charmat (304 milioni) che i 24 milioni di metodo Classico. Una vera stupidaggine perché su quelle basi (considerando cioè sia metodo Classico che Charmat) in Francia si arriva a quota 435 milioni, numero di gran lunga superiore a quello così enfatizzato in Italia...

Claudio RizzoliAllo scopo di contribuire a fare chiarezza e mettere fine a una confusione che disorienta i consumatori e danneggia tutte le diverse tipologie di vini con le bollicine, 12 fra le aziende e cooperative più rappresentative del settore, distribuite su tutto il territorio nazionale, hanno quindi deciso di rilanciare l’Istituto italiano Talento metodo Classico, ufficialmente trasformatosi in associazione di aziende il 15 luglio scorso, alla cui presidenza è stato eletto Claudio Rizzoli (nella foto). L’iniziativa sembra anche rappresentare una risposta all’eccessiva valorizzazione, da parte del ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, del Prosecco, che recentemente ha visto il riconoscimento della Doc in sede comunitaria, insieme alla Docg per le due sottozone storiche (“Conegliano Valdobbiadene-Prosecco” e “Colli Asolani-Prosecco” o “Asolo-Prosecco”).

«Talento - ha dichiarato il presidente dell’Istituto Talento italiano Claudio Rizzoli - si propone come un marchio collettivo che intende rappresentare il terzo pilastro della spumantistica italiana accanto a Prosecco e Asti. È molto sentita l'esigenza di offrire al consumatore finale una maggiore chiarezza, soprattutto relativamente alla tipologia di prodotto. A nostro avviso è inoltre molto sentita l'esigenza di disporre di un marchio che sia capace di raggiungere una massa critica che dia al metodo Classico italiano la possibilità di affrontare i mercati esteri. Una massa critica che oggi è valutabile in diverse decine di milioni di bottiglie. Attualmente i nostri prodotti riconducibili alla tipologia Talento sono penalizzati da un’eccessiva frammentazione a causa della suddivisione in un numero eccessivo di micro zone che non hanno la capacità di conquistarsi spazi significativi in un contesto internazionale. Per questo motivo oggi 12 aziende di regioni diverse si mettono insieme per affermare la loro fiducia in questo progetto e nella capacità degli spumanti italiani classificabili come Talento di conquistare, grazie a questa identità comune e nel pieno rispetto delle rispettive specificità locali, il successo che meritano al fianco degli altri due pilastri, Asti e Prosecco».

 E a ben guardare la distinzione a cui mirano le aziende del Talento non è solo nei confronti di Prosecco ed Asti, ma anche degli altri marchi "territoriali" con cui si è finora caratterizzata, in modo frazionato, la realtà del metodo Classico italiano. Più in particolare Talento mira a rappresentare tutte le bollicine di alta gamma, indipendentemente dal fatto che queste si possano poi chiamare anche Franciacorta, Trentodoc od Oltrepò. I numeri messi in campo da queste 12 aziende sono già importanti, e potrebbero crescere sensibilmente considerando che in passato altre importanti realtà (fra tutte Ferrari e Gancia) avevano già puntato con forza su Talento, salvo poi metterlo da parte visto che altri produttori "nicchiavano" o preferivano denominazioni di territorio.

Fine principale del rinato Istituto è quindi promuovere il marchio Talento, sancito da un Decreto ministeriale che ne fissa le rigorose condizioni di utilizzo a garanzia della qualità dei vini che lo riportano. Emanato già nel 2004, il decreto ha però avuto finora una scarsa applicazione. Prevede che possano riportare in etichetta la menzione Talento gli spumanti italiani prodotti con uve Chardonnay, Pinot nero o Pinot bianco provenienti da vigneti iscritti agli albi di una Doc o Docg, elaborati con rifermentazione in bottiglia secondo il tradizionale metodo Classico e affinati in sui propri lieviti per almeno 15 mesi. Norme che descrivono quindi una ben precisa tipologia di vino, facendo di Talento un’indicazione che affianca e completa le denominazioni territoriali in modo analogo a quanto avviene oltralpe con i vari Crémant d’Alsace, Crémant de Bordeaux, Crémant de Loire e così via.

Aziende attualmente associate all’Istituto Talento italiano:
• Arunda Vivaldi
• Azienda agricola Cantarutti 
• Bisol 
• Cantina La Versa
• Cantina produttori Cormòns
• Cantina Rotari
• Castello Banfi-Vigne Regali
• Gruppo italiano vini
• Letrari sas 
• Marchesi de’ Frescobaldi
• Santa Margherita
• Vigneti Pittaro 



Produzione e consumi medi annui (raffronto nei principali Paesi produttori)

 Produzione annua (milioni di bottiglie)Consumo interno annuo totale (mil. di bottiglie)Consumatori nazionali dichiarati (milioni)Consumo nazionale procapite (n. di bottiglie) Consumatori nazionali Bubble's Lovers (milioni)
Germania48059050611
Francia4352503256,9
Italia328165172,83,6
Spagna280110102,82,7


Anno 2008 - Produzioni nazionali spedite mercato Italia e totale
(milioni di bottiglie - arrotondato)
Metodo Charmat
Italia
Totale
Asti Docg
13,600
75,400
Prosecco Doc Conegliano Valdobbiadene
35,200
49,000
Spumanti secchi (Docg - Doc - Igt / aromatici / vitigno)
53,900
105,800
Spumanti dolci (Vsq - Vs e vitigno)
30,600
74,600
parziale
133,300
304,800
Metodo Classico
Italia
Totale
Trentodoc (Ferrari)
7,750
7,980
Talento (Oltrepò Pavese, Alta Langa, Alto Adige, Friuli)
1,800
1,850
Vsq - Vs (Berlucchi)
4,150
4,250
Franciacorta Docg
8,650
9,670
parziale
22,150
23,750
TOTALE
155,450
23,750


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Non scherziamo, non si può paragonare metodo Classico a Charmat
1) Secondo me, paragonare il metodo Charmat al metodo Classico è come paragonare una barbera ad un barbaresco. Sia per il costo che per la qualità, ma non scherziamo, non si può mettere il metodo Charmat allo stesso livello del metodo Classico. I paragoni si fanno con prodotti dello stesso tipo. Sono d'accordo nel valorizzare il metodo Classico, l'altro metodo è si importante ma soprattutto per il n.° di bottiglie consumate, nel metodo Classico è la qualità che emerge. Io la penso così.
Dario Magistrelli
appassionato di vino
Lavoro autonomo
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