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31/10/2009 14.00.00
Un viaggio da sogno tra i vigneti
sospesi tra il cielo e il lago Lemano
di Julia Sandra Virsta
Chi immagina che la Svizzera sia solo il paese degli orologi, del cioccolato, delle banche e dello sci si sbaglia di grosso! È anche il paese del vino, basta recarsi nella regione del lago Lemano per capire quanto forte sia la tradizione enologica elvetica, così radicata da connotare il paesaggio
«Trovo la campagna più raggiante, la vegetazione più fresca e viva, l’aria più pura, il cielo più sereno; il canto degli uccelli sembra averne più tenerezza e voluttà; il mormorio delle acque, ispirano un languore più amoroso, la vigna in fiore esala da lontano profumi dolcissimi; uno charme segreto abbellisce tutti gli oggetti che mi affascinano i sensi».
Jean-Jacques Rousseau, "Julie ou La Nouvelle Heloise"
Clarens, Montreux (Svizzera), 1761


 Chi immagina che la Svizzera sia solo il paese degli orologi, del cioccolato, delle banche e dello sci si sbaglia di grosso! È anche il paese del vino, basta recarsi nella regione del lago Lemano per capire quanto forte sia la tradizione enologica elvetica. Così tanto radicata e sentita da connotare persino il paesaggio, con quei terrazzamenti mozzafiato che si affacciano in rapida successione sullo specchio lacustre.

Avete voglia di scappare, di vedere nuovi orizzonti? Allora venite, qualche giorno almeno, in Svizzera, precisamente nella regione del Lemano (Vaud). Troverete una diversità infinita di paesaggi, da panorami da sogno con le cime innevate delle Alpi che si specchiano nel purissimo Lago di Lemano (o di Ginevra) a villaggetti a bordo lago, stazioni sciistiche nelle Alpi, passando per Jura e la campagna. Immagini da cartolina, sono le prime cose che si affacciano allo sguardo curioso che fruga dai finestrini del treno, treno che corre lungo il lago di smeraldo. Aprendo le porte dei suoi quattro “mondi” vicini, ma diversi tra loro, il Cantone di Vaud è stato da sempre famoso per la sua ospitalità, aperto al mondo, grazie alla sua posizione geografica centrale e da tempo, luogo di villeggiatura e di residenza particolarmente apprezzata da artisti, cantanti, pittori, scultori, cineasti di tutto il mondo. I compositori e musicisti: Wagner, Tchaikovski, Nabukov, Igor Stravinski e Clara Haskil, il pittore Gustave Coubert, gli attori Yul Bryner, Audrey Hepburn e David Nieven, hanno passato tanti anni della loro vita qui.

Poi uomini politici come Paul Kruger o Paul de Coubertain e molti scrittori: J.J. Rousseau, Voltaire, Goethe, Dickens, Victor Hugo, Lev Tolstoi, Mihai Eminescu (l’ultimo romantico, il più grande poeta dei Romeni), G.Simenon, E.Hemingway, Graham Greene, hanno cercato qui l’ispirazione. Barbara Hendrix, Shania Twain. Freddie Mercury innamorato di Montreaux, ha composto qui l’ultimo album e la sua statua rivolta verso il Monte Bianco, saluta i fans dalla riva. Insieme a lui, ci vegliano la riviera di Montreux: B.B.King, Ray Charles, Miles Davis e Ella Fitzgerald.

Charlie Chaplin ha vissuto qui, a Corsier-sur Vevey, gli ultimi 24 anni della sua vita e ha contribuito a dar colore a questo villaggio, che oggi ospita la sua statua di bronzo e dà il buongiorno e la buona notte al lago, ai turisti e protegge la riviera di Vevey insieme al solitario Mihai Eminescu, lontano dai loro paesi. Tra alcuni ricchi e famosi residenti di oggi sulla riva del Le mano, ci sono, tra gli altri: Prince, Phil Collins, Fam.Nestlè, Bertarelli (patron de la Prada-Luna Rossa), Michael Schumacher, etc.

 Dal giugno 2007, la regione viticola di Lavaux, fa parte dal Patrimonio mondiale Unesco, come “paesaggio culturale”, grazie ai vigneti terrazzati sulle sponde del Lago di Ginevra (Lemano) e ai paesaggi straordinariamente belli. Aggrappati ai piedi all’imboccatura della valle del Rodano o a parcelle nella Cotes de l’Orbe, i vigneti vodesi fanno parte integrante del paesaggio che cambia colore insieme alle stagioni e coprono circa 4000 ettari, distinguendosi per una grande varietà di vitigni. Simbolo del patrimonio elvetico, Lavaux prosperò già ai tempi dei Romani prima e dei Cristiani dopo, poi, i quali trasformarono in vigneto una stretta striscia di terra fra il lago e le colline circostanti modellate dall’erosione. Il sito di Lavaux è scolpito dall’uomo nel susseguirsi dei tempi. Sono i vigneti a terrazza per eccellenza che si sviluppano su 825 ettari e 14 comuni, dal Museo Olimpico di Lausanne al Castello di Chillon, dei monaci pionieri delle vigne e della viticoltura, oltre che dei vignaioli, artigiani e artisti che, per mezzo del loro lavoro, hanno formato un “paesaggio costruito” d’eccezione.

Le denominazioni d’origine controllata (Aoc) sono: Calamin, Chardonné, Dézaley, Epesse, Lutry, St-Saphorin, Vevey-Montreux e Villette. I giardini sospesi a strapiombo sul lago, beneficiano delle temperature medie annuali, le più blande dalla Svizzera, ciò che la gente chiama “i tre soli”; l’astro che brilla qui per 1800 ore l’anno, il riverbero dei suoi raggi nel lago e la restituzione del calore accumulato degli innumerevoli muri, mai in ombra, che contengono il terreno tra i 375 e i 600 m altitudine. Il Chasselas, copre i due terzi della produzione (68,7%), vengono poi i Gamay (10,9% della produzione); Pinot noir (11,5%); Pinot Gris e Bianco (8,9%); Riesling Sylvaner. La regione del Lemano vanta 28 denominazioni d’origine controllata e diverse regioni vinicole. La Cote (che si stende da Losanna a Nyon), Lavaux (che domina il lago Lemano fra Lutry e Montreux), Le Chablas (nella zona est del cantone), la Cotes de l’Orbe (nella zona nord) i vigneti di Bonvillars ed i Vully vodesi. Da vedere i vigneti “collinari” di Castello di Luins con le sue bottiglie da 70 cl, tipiche svizzere e uniche al mondo con questa misura.

 Se si vuole fare una passeggiata tra i vigneti, si deve per forza fermare nelle cantine di degustazione, magari al Vinobar BACCHUS a Rivaz o nelle “pintes typiques” (locande tipiche, tipo: osterie romane). Arrivati alla fine dei vignetti, stanchi e affamati, fermatevi a pranzo al Cafè-Restaurant de Riex, da Amalia e Ghislaine Magnin (mamma e figlia), un locale mignon, decoro chic-bizzaro che ci trasporta dietro nel tempo di almeno 40 anni, cioè, nella nostra infanzia, grazie agli innumerevoli giocattolini (inesistenti da comprare oggi): da caleidoscopi-miniatura, a mucche e tori parlanti, pulcini, bamboline e gadgets di tutti i tipi e paesi. I piatti sono tipici e semplici, cucinati dalla mamma Amèlie, ma buonissimi, accompagnati dalla dolcezza della Padrona di casa, Ghislaine, che ti accoglie con l’appellativo affettuoso di: “Bonjour Chouchou”!!! Da ricordare la squisita: “Soupe Magique” (una passata di patate, carote, pomodoro, prezzemolo, sedano e poi, panna acida) e il purè di patate con medaglione di maiale in sugo proprio, e con la “barchetta”sul purè! Una volta entrati qui, il tempo si è fermato e si diventa all’improvviso, più buoni, forse perché ci ricordiamo le nostre radici dell’infanzia... Andando a lavarvi le mani, rimarrete sorpresi dell’unicità della toilette con le sue riflessioni filosofiche scritte su un piccolo poster, dietro la porta.

Paradiso del vino e della gastronomia, i paesi di Vaud coltivano l’autenticità, la verità, la tracciabilità e la qualità dei propri prodotti vinicoli; degli ortaggi, della frutta, delle panetterie, delle pescherie e delle cioccolaterie diffuse. Per fare il giro del lago in mezzo ai vigneti, non a piedi, si può prendere il “Lavaux-Express”, un convoglio su pneumatici con locomotiva e due vagoni e anche con il “Train des vignes” da Vevey per Chexbres fino a Montreux-Chateau du Chillon, sospesi tra cielo e terra.

 I piatti tipici, provenienti dal lago e della terra, sono i “Filetti di persico”, “l’Omble chevalier”, il “Boutefa” (salsiccione) e la “Papet vaudois” (porro), il famoso “Malakoff” (mangiato a Vinzel da Phillippe Wolfsteiner), il “Vacherin Mont-d’Or” (dolce di meringhe), il “Bouchon vaudois” (dolce). La regione del Lemano è tra le più rinomate al mondo per le arti della tavola. In nessun altro posto al mondo c’è una così grande concentrazione di ristoranti di prestigio, riconosciuti dalla guida Michelin o dalla Gault Millau. Primi fra tutti il Ristorante Philippe Rochat a Crissier e il Pont de Brent, gestito da Gerard Rabaey (19 punti ciascuno di Gault Millau), gli unici due ristoranti svizzeri a cui la guida Michelin assegna 3 stelle. La regione vanta per il 2009, un totale di 90 ristoranti che raggruppano 1.236 punti Gault Millau e dei quali 11 sommano ben 17 stelle Michelin. Ma se sognate un tramonto panoramico dei colori arancioni, che rifletta le cime del monte Bianco nel lago di Lemano, scegliete il ristorante-bar “Le Deck” di Chexbres, e rimarrete innamorati per sempre di questi posti da sogno, indimenticabili...


Per saperne di più:
www.region-du-leman.ch
www.regione-del-lemano.ch
www.lavaux.com
www.montreux-vevey.com

Viaggiate comodo, rapido e a buon prezzo con la compagnia svizzera Baboo di Ginevra (www.flybaboo.com).


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