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Additivi chimici in cucina addio È scontro fra Governo e Selecta

Pubblicato il 24 dicembre 2009 | 13:01

Niente più additivi chimici nei piatti. Lo ha sancito il sottosegretario alla Salute Martini firmando un'ordinanza davanti alle telecamere di "Striscia la notizia". Immediate le reazioni di Selecta Spa, azienda importatrice di prodotti per l’alta ristorazione: presenteremo un ricorso amministrativo




Di seguito il servizio di Striscia la notizia del 22/12/2009:



Francesca MartiniDa oggi niente più additivi chimici nei piatti. è stata infatti firmata il 22 dicembre scorso, davanti alle telecamere di Striscia la notizia - la popolare trasmissione diretta da Antonio Ricci, in onda ogni sera su Canale 5 - l'ordinanza del sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali Francesca Martini (nella foto), che vieta l'uso di sostanze sofisticate in tutte le cucine dei ristoranti italiani. «Abbiamo assoluto bisogno di garantire la sicurezza degli alimenti che vengono somministrati ai nostri cittadini quando vanno in qualsiasi ristorante o esercizio pubblico», ha detto l'on. Martini. «Questa ordinanza riguarda la possibilità di escludere dai piatti serviti in tutti i ristoranti italiani quei prodotti chimici che fanno parte di quella cucina molecolare o destrutturata. L'industria li utilizza calibrandoli con processi di controllo ad altissimo livello, cosa che non può accadere nelle cucina di un ristorante. Lo stesso vale anche per le sostanze gassose che hanno provocato tra le altre cose problemi di sicurezza sul lavoro».

Era iniziata il 20 aprile scorso la famosa inchiesta 'Fornelli polemici” del noto programma satirico: in quella data fu mandata in onda la testimonianza di Jorg Zipprich, giornalista tedesco che denunciava: «Molti chef stanno usando sempre più additivi chimici, sia per motivi economici, perché puoi mettere molto meno cibo nel piatto, sia perché credono di essere molto creativi con l'ausilio di nuove formule e sapori e così via». Con l'ausilio della chimica, secondo Zipprich, 12 grammi di pesce possono sembrare al cliente una normale razione da 120 grammi. Niente di illegale dunque, fino a ieri, ma sicuramente totale mancanza di onestà da parte degli chef, che ritenevano 'poco importante” avvertire preventivamente il cliente della presenza di sostanze chimiche nel proprio cibo.

Secondo Striscia, è considerevole anche il business che gira intorno a un certo tipo di cucina: Zipprich ha più volte affermato che gli chef beneficiano del denaro proveniente dalle industrie chimiche e da un programma dell'Ue per lo sviluppo dell'uso degli additivi nella cucina, chiamato Inicon, che dal 2003 al 2005 è stato finanziato per 1,2 milioni di euro. Problema fondamentale è che questi additivi chimici possono far male alla salute.

Secondo Veniero Gambaro, docente di analisi chimica dell'Università degli studi di Milano, «gli additivi chimici possono essere utilizzati in determinate situazioni e di solito l'uso è regolamentato. Alcuni possono essere considerati prodotti di sintesi e possono dare origine a delle allergie quando non si conosca bene il tipo di derivazione del prodotto». Di qui il sequestro da parte dei Nas, nel giugno scorso, di oltre 600 confezioni di additivi e prodotti similari destinati all'impiego come ingredienti in preparazioni alimentari nell'ambito della cucina molecolare.

Immediate le reazioni di Selecta Spa, azienda importatrice di prodotti per l'alta ristorazione, dopo l'ultimo servizio messo in onda da Striscia la notizia. Il responsabile dell'ufficio acquisti Guido Bruzzo ha subito scritto delle lettere ai media, ad Assocarni-Confindustria e ai collaboratori esterni, come preavviso a chi non avesse ancora avuto notizia della trasmissione tv e come primo argomento ai più che hanno iniziato a ricevere telefonate dai clienti.

«In merito all'uso degli additivi alimentari - si legge in una comunicazione di Bruzzo alla direzione di Assocarni - nonostante le notizie che circolano nei programmi televisivi, l'Unione europea si è già espressa con la pubblicazione, sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 6/5/2008, della POSIZIONE COMUNE (CE) N.7/2008. Il Governo italiano non può essere all'oscuro dell'esistenza e del contenuto di questo documento, se non altro per il fatto che all'allegato IV esistono deroghe specifiche per 'alimenti tradizionali” quali 'Mortadella” tradizionale italiana e 'Cotechino e zampone” tradizionale italiano. Gli eventuali motivi di dissenso del sottosegretario Martini avrebbero, per essere espressi, sedi più opportune di una trasmissione scandalistica durante la quale, da alcuni mesi, si procede a criminalizzare un marchio commerciale e screditare la categoria dei ristoratori. Certi che questa volta le parti interessate sapranno reagire con fermezza anche attraverso le associazioni di categoria, riconfermiamo che i prodotti da noi distribuiti sono corretti dal punto di vista normativo e sicuri dal punto di vista della salute dei consumatori».

«Faccio seguito - ha scritto in una nota ai media il responsabile dell'ufficio acquisti di Selecta Spa - al contatto del 25 luglio relativo alla trasmissione de 'Il Gastronauta” sui sequestri di additivi nella ristorazione. Credevamo che, dopo uno scandalo chiuso con l'ammissione del riscontro di irregolarità di etichettatura, il sottosegretario Martini preferisse disinteressarsi di un argomento che rischia di ricoprirla di ridicolo. è stata una pia illusione, ora siamo passati a regolamentare l'uso degli additivi per categoria di utilizzatore (vedi trasmissione di Striscia... di ieri); non siamo disposti ad accettare queste follie (ordinanze firmate in tv!). Appena in possesso di questa fantomatica ordinanza, con l'appoggio della nostra organizzazione professionale Assocarni-Confindustria, presenteremo un ricorso amministrativo. Sarei felice di vedere le organizzazioni professionali dei ristoratori pronunciarsi in merito. Pensate che il signor Davide Paolini ritenga l'argomento di interesse generale, al punto da dedicargli qualche minuto in trasmissione?. PS: il dott. Tomei, direttore di Assocarni, si è già attivato nella ricerca dell'ordinanza».

Per vedere il servizio di Striscia la notizia clicca qui.


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