La vite è più forte del clima impazzito. Nonostante i cambiamenti climatici che hanno caratterizzato le ultime annate - spiega il dottor Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi - la vite manifesta la sua capacità di adattamento, riuscendo a superare i momenti di criti-cità che hanno invece compromesso l'esito di altre culture.
Prova ne è l'andamento di questa vendemmia che, seppure abbia alle spalle un annata caratterizzata da sbalzi di temperatura e livelli di piovosità elevati, si sta orientando verso un risultato che, se il mese di settembre decorrerà nel migliore dei modi, non esclude la possibilità di firmare un grande millesimo. Nonostante i risultati produttivi il mercato interno fa registrare una riduzione di circa il 70% rispetto agli anni Settanta. Fortunatamente nei primi cinque mesi del 2010 le nostre esportazioni sono tornate a volare.

Nel 2010 si produrranno 45,5 milioni di ettolitri di vino e mosti, praticamente un quantitativo uguale a quello del 2009 (45.422.000), a fronte della media quinquennale (2005/2009) di 46.885.000 di ettolitri e a quella decennale (2000/2009) di 48.263.000 di ettolitri.
L'Italia risulta divisa in tre parti. Il nord manifesta incrementi di produzione abbastanza omo-genei che vanno da +5 a +10%. Gli incrementi maggiori sono registrati in Piemonte e in Lom-bardia. Le regioni centrali (Emilia Romagna e Toscana) e le due grandi Isole hanno un abbat-timento che va da -5 a -20%, mentre quelle meridionali un incremento del 5% con punte del 10% in Puglia. Il Veneto (8.585.000 ettolitri) si conferma, per il quarto anno consecutivo, la re-gione italiana più produttiva. Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia insieme producono 26.650.000 ettolitri, ossia quasi il 60% di tutto il vino italiano.
La qualità è alquanto eterogenea, a macchia di leopardo, nel senso che in una stessa re-gione il buono si scontra con l'eccellente e l'ottimo con il mediocre. Complessivamente è buona con diverse punte di ottimo, ma poche di eccellente.
Una situazione che potrà comunque essere confermata solo a metà ottobre, visto che oggi è stato raccolto meno del 10% del prodotto. Le premesse per firmare un ottimo millesimo, nonostante le bizzarrie del tempo ci sono ancora tutte. Sarà l'andamento climatico del me-se di settembre a decidere il livello qualitativo della produzione.
Infatti se le prossime settimane decorreranno nel modo più opportuno, ossia con giornate ricche di sole, scarse di pioggia e con buone escursioni termiche notturne, le possibilità per ottenere vini bianchi profumati, ricchi di finezza e freschezza e vini rossi ben strutturati, tipici ed equilibrati, ci sono ancora tutte.
Le vendite all'estero nel 2009, rispetto al 2008, hanno fatto registrare un incremento del 6,2% nella quantità ma un decremento del 6,1% negli introiti. Un segnale contrastante che ha mes-so in luce la forte tensione che caratterizza i mercati internazionali, dove la diminuzione dei prezzi all'ingrosso è stata evidente, tanto da far ritornare il prezzo medio al litro indietro di sei anni con un decremento, rispetto all'anno precedente, di ben l'11,6%.
I primi cinque mesi (gennaio/maggio) del 2010 fanno registrare un incremento delle nostre vendite all''estero del 5% in volume e del 7,8% in valore rispetto allo stesso periodo dello scor-so, il che significa che i vini italiani, sia pure con cauto ottimismo, stanno tornando a volare.
Nonostante ciò in questi giorni il mercato delle uve all''ingrosso è stanco e in molte zone prati-camente inesistente, così come quello all'ingrosso dei vini. I primi contatti mirano a mantenere i bassi prezzi del 2009 che erano scivolati di oltre il 30% rispetto al 2008.
Siamo d fronte ad una vendemmia che divide l'Italia in tre. Come prima citato, lo scor-so anno l'Italia fu divisa longitudinalmente in due e il ciclo vegetativo della vite fu caratte-rizzato da un bizzarro andamento climatico. Queste ultime situazioni, sia pure con modali-tà e in tempi diversi, si sono verificate anche quest'anno, determinando però una divisione dell'Italia vitivinicola non in due, ma in tre parti.
Il nord manifesta infatti aumenti di produzione abbastanza omogenei che vanno da +5 a +10%. Gli incrementi maggiori sono registrati in Piemonte e in Lombardia. Le regioni cen-trali (Emilia Romagna e Toscana) e le due grandi Isole hanno invece un abbattimento che va da -5 a -20%, mentre quelle meridionali un aumento del 5%, con punte del 10% in Pu-glia.
Per quanto attiene gli aspetti qualitativi tutto dipende dall'andamento climatico e meteorico del mese di settembre. Se le prossime settimane decorreranno con giornate ricche di sole, scarse di pioggia e con buone escursioni termiche notturne, le premesse per ottenere un millesimo assai degno di considerazione ci sono ancora tutte. Se invece il sole sarà avaro e le piogge abbondanti ci dovremo accontentare di molto meno.
Gli italiani tagliano sul vino
Secondo Assoenologi i consumi interni di vino nel 2009 si sono attestati sui 43 litri pro-capite, con-tro i 45 del 2007. La tendenza è verso un ulteriore decremento, tanto che nel 2015 l''Assoenologi stima che il livello di consumo interno scenderà sotto la soglia dei 40 litri pro-capite con un calo di circa il 70% rispetto agli anni Settanta quando in Italia si consumavano poco meno di 120 litri a persona. In pratica dai due bicchieri pro-capite bevuti negli anni Settanta, siamo passati a solo mezzo bicchiere.
Il mercato interno cala ma tornano a salire le esportazioni
Da qui l''importanza di guardare sempre di più all''estero, dove il vino italiano piace e le nostre bot-tiglie sia pure, tra alti e bassi, tengono sugli scaffali. Già oggi oltre il 30% della produzione viene esportata e non è da escludere che entro il 2015 supereremo il 40% in quantità. Il 2009 si è chiuso con un incremento delle vendite all''estero del 6,1% in quantità, ma con un decremento del 6,5% in valore. In pratica abbiamo esportato di più ma incassato di meno, ossia i nostri produttori hanno abbassato i prezzi pur di non perdere i mercati. Fortunatamente gli sforzi profusi sembra vengano ripagati.
Infatti i primi cinque mesi (gennaio/maggio) del 2010 fanno registrare un incremento delle nostre vendite all''estero del 5% in volume e del 7,8% in valore rispetto allo stesso periodo dello scorso, il che significa che i vini italiani , sia pure con cauto ottimismo, stanno tornando a volare.
Le prime previsioni Assoenologi sulla produzione vitivinicola 2010 (vino e mosto) regione per regione
Regione | Produzione media vino e mosto 2005/2009 - Dati Istat | HL vino e mosto produzione 2009 - Dati Istat | ±% Previste rispetto 2009 | Media HL vino e mosto previsti 2010* |
Piemonte | 2.869.000 | 2.858.000 | +10% | 3.140.000 |
Lombardia | 1.161.000 | 1.277.000 | +10% | 1.405.000 |
Trentino Alto Adige | 1.166.000 | 1.254.000 | = | 1.254.000 |
Veneto | 7.679.000 | 8.174.000 | +5% | 8.585.000 |
Friuli Venezia Giulia | 994.000 | 752.000 | +5% | 790.000 |
Emilia Romagna | 6.584.000 | 6.952.000 | -5% | 6.610.000 |
Toscana | 2.831.000 | 2.772.000 | -10% | 2.495.000 |
Marche | 941.000 | 782.000 | +5% | 825.000 |
Lazio | 1.969.000 | 1.527.000 | +5% | 1.605.000 |
Abruzzo | 2.923.000 | 2.652.000 | +5% | 2.790.000 |
Campania | 1.819.000 | 1.830.000 | +5% | 1.925.000 |
Puglia | 6.856.000 | 5.920.000 | +10% | 6.515.000 |
Sicilia | 6.237.000 | 6.175.000 | -20% | 4.940.000 |
Sardegna | 755.000 | 550.000 | -15% | 468.000 |
Altre** | 2.101.000 | 1.947.000 | +10% | 2.153.000 |
Totale | 46.885.000 | 45.422.000 | = | 45.500.000 |
Fonte: Associazione enologi enotecnici italiani* In colonna sono indicate le medie produttive arrotondate e ipotizzate per ogni regione
** Valle d''Aosta, Liguria, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria
PIEMONTEQuantità: +10% rispetto vendemmia 2009I primi 15 giorni di maggio sono stati molto piovosi: circa 100 millimetri, quattro volte quelli del 2009. La fioritura è iniziata all'inizio di giugno. La fertilità della vite è risultata elevata su Dolcetto, Moscato e Barbera, qualche grappolo in meno per Nebbiolo ed Arneis.
Luglio si è distinto per umidità e temperature che hanno toccato i 36°C e hanno favorito un'abbondante vegetazione. L'invaiatura è iniziata nei primi giorni di agosto per Pinot, Dolcetto e Barbera, più tardi per le altre varietà autoctone, con 12-15 giorni di ritardo rispetto al 2009, ma nella media pluriennale.
Le condizioni climatiche e meteoriche hanno imposto una difesa fitosa-nitaria impegnativa, visto che i primi focolai di infezione peronosporica si sono manifestati già in maggio. L'oidio è comparso a metà luglio complice anche l''esuberanza vegetativa della vite stimolata dalla quan-tità d''acqua presente nel terreno.

L'inizio della raccolta ha un ritardo di 10-15 giorni rispetto al 2009 ma in linea con un'annata normale. Fra qualche giorno (primi di settembre) ini-zierà la raccolta di Chardonnay e Pinot Nero, basi spumante Alta Langa. Seguiranno, nella prima decade di settembre, i conferimenti di Brachetto e Moscato. Verso la metà di settembre sarà la volta di Dolcetto, Freisa e Cortese. Per Barbera e Nebbiolo si dovrà attendere la fine del mese; i conferimenti termineranno nella prima decade di ottobre.
I primi riscontri attendibili sugli accumuli del grappolo potranno quindi essere fatti nella prossima settimana. Attualmente si stima una produ-zione qualitativamente interessante, che sarà confermata solo se il mese di settembre decorrerà in modo adeguato.
Quantitativamente si prevede una produzione superiore di poco meno del 10% rispetto a quella dello scorso anno.
LOMBARDIA
Quantità: +10% rispetto vendemmia 2009L'inverno è stato caratterizzato da basse temperature, abbondanti piogge e intense nevicate che hanno determinato un'eccellente scorta idrica.
Le fasi fenologiche si sono svolte regolarmente anche se farcite da at-tacchi di peronospora favoriti dal clima umido che si è protratto per tut-to il mese di maggio. A metà maggio si è registrato anche qualche caso di botrite sui grappolini e sulle foglie.
I primi cambi di colore del grappolo sono iniziati sul Pinot a metà luglio, in ritardo di oltre 10 giorni rispetto allo scorso anno, ma nella norma pluriennale.
Il clima asciutto, che si è protratto fino alla prima decade di agosto, co-adiuvato dalla freschezza del terreno, ha favorito una buona matura-zione. Per le uve a bacca bianca la qualità è più che buona in tutta la regione. Per quelle a bacca rossa, che hanno in questi giorni (fine ago-sto) appena finito l''invaiatura, molto dipenderà dall''andamento climatico e meteorico delle prossime settimane.
Quantitativamente la produzione è normale per tutte le tipologie eccetto la Croatina che, in Oltrepò Pavese, da una parte manifesta una produ-zione leggermente superione al 2009 ma con qualche problema di aci-nellatura. Complessivamente la quantità di vino prodotto in Lombardia dovrebbe essere incrementata di poco meno del 10% rispetto alla scorsa campagna.
In Fanciacorta i grappoli di Chardonnay e di Pinot si sono raccolti a partire dal 16 agosto. Il pieno della vendemmia è avvenuto il 20 agosto.
In Oltrepò Pavese i primi grappoli, quelli delle varietà precoci, sono sta-ti staccati il 23 agosto. I riscontri di cantina danno un buon accumulo anche se con un grado zuccherino leggermente più basso rispetto allo scorso anno. La vendemmia in Oltrepò continuerà nella prima settima-na di settembre con i Pinot, proseguirà poi con i Riesling e i Moscati e si chiuderà nei primi giorni di ottobre con la raccolta delle varietà a bacca rossa: Croatina e Cabernet.
In Valtellina la vendemmia è ancora lontana, visto che i primi grappoli di Nebbiolo, quelli destinati alla messa a riposo per la produzione dello Sforzato, verranno staccati intorno al 25 settembre, mentre il grosso della raccolta è previsto per l''inizio di ottobre.
TRENTINO ALTO ADIGE
Quantità: uguale rispetto vendemmia 2009In tutto il Trentino Alto Adige l''inverno è stato rigido. Il germogliamento è avvenuto in ritardo trascinandosi le altre fasi vegetative, che sono state caratterizzate da un maggio piovoso e da un giugno e luglio molto caldi. Fioritura ed allegagione si sono quindi svolte nelle migliori condi-zioni climatiche.
La vendemmia, in linea con la media pluriennale, inizierà In Alto Adige nella prima decade di settembre con la raccolta delle varietà precoci a bacca bianca del fondo valle, per continuare con i primi rossi di mezza collina (Schiave e Pinot nero). Seguiranno quindi le varietà a bacca rossa (Lagrein, Merlot) ed i bianchi aromatici (Müller Thurgau e Sauvi-gnon) per chiudersi a fine ottobre con le varietà tardive di Cabernet.
In Trentino la raccolta delle varietà base spumante entrerà nel pieno lunedì 30 agosto. Tra il 5 ed il 10 di settembre si prevede l'inizio della vendemmia del Pinot grigio e dello Chardonnay da vino, per prosegui-re, in collina, con la raccolta del Müller Thurgau. Solo a metà settembre inizierà la raccolta di: Teroldego, Merlot e Marzemino.
Le previsioni qualitative sono orientate in tutta la regione verso vini di alto livello, mentre quelle quantitative rispecchiano i valori del 2009. In Alto Adige (360.00 ettolitri) si registrano variazioni che possono essere così sintetizzate: le varietà autoctone (Lagrein, Schiava e Gewurztra-miner) produrranno il 5% in più rispetto al 2009, mentre Sauvignon, Müller Thurgau, Merlot e Cabernet fanno registrare il 5% in meno.
VENETO
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2009In Veneto l'inverno è stato piuttosto lungo e freddo, , di conseguenza la ripresa vegetativa della vite è avvenuta con un leggero ritardo. La pri-mavera è stata caratterizzata da una buona piovosità e da temperature al di sotto della media stagionale, si è avuta comunque una discreta vi-goria vegetativa con abbondante emissione di grappoli, di buone di-mensioni, ma un pò più spargoli rispetto alla norma.
In tutto il Veneto numerose sono state le grandinate, ma circoscritte e di lieve entità.
Nelle zone di produzione del Soave,Valpolicella, Bardolino e Custoza si stima una produzione in aumento di oltre il 5% che sale a +10% nell'Arcole e nei vigenti del vicentino.

La raccolta delle uve precoci nelle province di Verona e Vicenza è ini-ziata il 23 agosto, con un ritardo di circa una settimana sulla vendem-mia 2009, ma nella media pluriennale. Per le uve da riposo l'inizio dei conferimenti è previsto per metà settembre, in concomitanza con la partenza della raccolta delle stesse uve da vinificare fresche.
Nel Veneto Orientale si stima un ritardo della maturazione di circa 15 giorni rispetto allo scorso anno tanto che la vendemmia delle varietà precoci inizierà solo nei primi giorni di settembre, dopo di che sarà la volta delle altre varietà. I grappoli di Prosecco si inizieranno a racco-gliere intorno al 20 settembre. Nelle province di Treviso Venezia, Rovi-go e Padova la quantità dovrebbe essere in linea con quella del 2009, con un decremento per i vitigni a bacca rossa, Merlot in particolare.
In tutto il Veneto il livello di zuccheri è leggermente inferiore a quello dello scorso anno, mentre il quadro acido risulta superiore alla norma.
Dal punto di vista qualitativo si ipotizza un'annata interessante per quanto riguarda i vini bianchi soprattutto per le basi spumante e friz-zante, per i vini rossi è indispensabile che le prossime settimane siano caratterizzate da sole e buone temperature.
FRIULI VENEZIA GIULIA
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2009L'inverno è stato caratterizzato da forti gelate che in dicembre hanno toccato -19°C. Questi fenomeni hanno interessato, in modo particolare, la fascia che va dalla costa fino all'entroterra della pianura Friulana tra le province di Udine e Pordenone.
Il germogliamento è iniziato nella seconda decade di aprile con anda-mento anomalo nelle zone colpite dalle gelate che ha interessato in modo più evidente varietà come Merlot (con perdite del 60/70%), Ca-bernet Franc e Pinot Grigio.
La fioritura delle varietà precoci, principalmente rappresentate da Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio e Chardonnay è iniziata verso la fine di maggio.
La giusta distribuzione delle precipitazioni e il caldo dei primi venti gior-ni di luglio, hanno favorito l'invaiatura che è iniziata verso il 25 luglio per le varietà precoci, per proseguire con: Friulano, Merlot, Caberner Franc e Sauvignon.
Il mese di agosto è stato caratterizzato da un abbassamento repentino delle temperature che hanno ritardato la maturazione che oggi (27 a-gosto) si stima di 10 giorni inferiore rispetto al 2009, ma nella media pluriennale.
Le escursioni termiche, di fine estate, stanno favorendo le varietà a bacca bianca ed in modo particolare: Sauvignon, Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla.
L'inizio della vendemmia è prevista in questi giorni (27 agosto) con la raccolta delle uve base spumante.i primi di settembre sarò la volta del-le uve da vino.
Per la vendemmia delle varietà a bacca rossa si dovrà attendere la fine del mese di settembre, quando inizieranno i conferimenti di Merlot e Cabernet. La vendemmia 2010 in Friuli Venezia Giulia si chiuderà nella seconda settimana di ottobre con la raccolta delle varietà tardive (Ver-duzzo, Refosco, Picolit e Ramandolo).
Se il mese di settembre decorrerà con forti escursioni termiche, con so-le e venti di Bora non si escludono vini ai massimi livelli qualitativi, ric-chi di struttura, profumi, colore e composti aromatici.
Quantitativamente parlando si prevede una produzione di poco supe-riore (+5%) a quella del 2009.
EMILIA ROMAGNA
Quantità: -5% rispetto vendemmia 2009
L'inverno è stato molto generoso sia in fatto di pioggia che di neve. In Romagna erano trentotto anni che non si registravano precipitazioni così copiose.
In tutta ‘Emilia Romagna piogge e basse temperature hanno caratterizza-to la prima parte del ciclo vegetativo, tanto che le iniziali fasi fenologiche hanno preso l'avvio con un riardo di circa 10 giorni. L'alzarsi dei livelli ter-mici ha comunque permesso una regolare fioritura e la conseguente for-mazione dei grappoli anche se i viticoltori sono stati particolarmente im-pegnati nel garantire un'efficace e razionale lotta contro la peronospora; meno virulenti si sono dimostrati gli attacchi di oidio e di botrite.
L'inizio della raccolta in tutta la regione è ritardata di circa 10 giorni rispet-to lo scorso anno e di 4/5 giorni rispetto alla media pluriennale.
In Romagna la vendemmia è iniziata il 23 agosto con la raccolta delle va-rietà precoci. Proseguirà nella seconda settimana di settembre con l'Albana mentre nell''ultima decade di settembre sarà la volta di Sangiove-se e Trebbiano.
Per quanto attiene alla qualità decisive sono le prossime due settimane. La quantità in Romagna risulta inferiore del 5% rispetto lo scorso anno a causa principalmente delle violente gradinate e degli estirpi effettuati sfrut-tando i contributi dell'Ocm vino.
In Emilia invece si registra una quantità pari a quella del 2009. I Lambru-schi presentano grappoli pieni e mediamente grossi, mentre le Ancellotte manifestano grappoli piccoli e acini mediamente sotto le normali dimen-sioni. I primi grappoli saranno staccati in Emilia dopo il 3 settembre, men-tre il pieno della vendemmia è previsto per metà settembre. I primi rilievi danno gradazioni al di sotto della media e alti livelli di acidità.
TOSCANA
Quantità: -10% rispetto vendemmia 2009Dopo un inverno regolare, la primavera è stata caratterizzata da pes-sime condizioni meteorologiche, con temperature al di sotto della me-dia, piogge copiose e insistenti su tutta la regione che si sono protratte fino alla fine di giugno.
Tali condizioni hanno favorito lo sviluppo delle più classiche ampelopa-tie della vite e costretto i viticoltori a razionali ed intense forme di lotta.
Fioritura ed allegagione hanno avuto un raro medio di 15 giorni rispetto allo scorso anno. Le belle giornate di luglio hanno contribuito ad un parziale recupero del ritardo, interrotto dalle abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni di luglio e dei primi di agosto accompagnate da basse temperature e dal risveglio di peronospora ed oidio.
La raccolta delle uve precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) inizia in questi giorni (27 agosto). Nella zona di produzione del Morellino di Scanzano i grappoli non saranno staccati prima di metà settembre. Lo stessi dicasi per le uve a bacca rossa a Bolgheri e per quelle a bacca bianca a San Giminiano.
I conferimenti per le uve base della produzione del Chianti, Chianti Classico, Carmignano, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalci-no, inizieranno a fine settembre.
Quantitativa si stima un decremento produttivo, rispetto allo scorso an-no, di circa il 10%. Pertanto la produzione di vino in tutta l Toscana do-vrebbe attestarsi intorno ai 2.500.000 ettolitri.
Per quanto riguarda la qualità dipende molto dall''andamento climatico e meteorico del mese di settembre. Sicuramente sarà buona, vedremo con quante punte di ottimo.
LAZIO
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2009La stagione si è avviata con un ottimo germogliamento anche se ritar-dato di 10/15 giorni a causa di un inverno che è stato particolarmente lungo, piovoso e freddo. Le piogge sono continuate anche nei mesi primaverili e ciò ha determinato in alcune aree forti attacchi di perono-spora già in fioritura (disseccamento del rachide), condizionando l'allegagione, in particolar modo nell'area dei Castelli Romani dove la forte disponibilità di acqua e l'elevata fertilità hanno assecondato il dif-fondersi delle ampelopatie. Per contro nelle zone costiere, più asciutte e siccitose, e per i giovani impianti, le piogge hanno costituito un ele-mento più che mai favorevole.
Le varietà a bacca rossa hanno cominciato ad invaiare la prima setti-mana di agosto. Attualmente (27 agosto) le previsioni sono per una buona annata, ma tutto dipenderà dall''andamento del mese di settem-bre, spece per le varietà tardive coltivate ad altitudini elevate (Cesane-se ed in alcune aree coltivate a Montepulciano e Sangiovese).
Agli attacchi di peronospora si sono aggiunti, nell''ultima decade di lu-glio, quelli di oidio favoriti dalle alte temperature.
Al momento è difficile stabilire una previsione quantitativa, anche per-ché all'interno della regione la situazione varia di molto, a seconda del-le aree e delle varietà. Chi ha saputo e potuto rispettare il calendario dei trattamenti, considerando l'ottimo germogliamento e la mancanza di stress idrici, si troverà alla fine un quantitativo superiore allo scorso an-no di almeno il 5%. D'altro canto le diminuzioni di resa dovute a feno-meni di colatura e mancata allegagione e talvolta l'impossibilità di trat-tare in alcune aree, unitamente a fenomeni di grandine, fanno prevede una produzione simile o leggermente inferiore rispetto al 2009.
L'inizio della raccolta è stimata nella prima decade di settembre per le varietà bianche e rosse precoci mentre per le varietà autoctone si do-vrà attendere la fine del mese.
MARCHE
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2009L'andamento dell'inverno e della prima parte della primavera è stato all'insegna delle piogge e di giornate con cielo coperto, le precipitazioni ne-vose si sono verificate nel mese di gennaio e nella prima decade di marzo, in maniera intercalare tra il passaggio delle numerose perturbazioni.
Le fasi fenologiche sono decorse in modo abbastanza regolare, sia pu-re disturbate dalle piogge e dagli sbalzi di temperatura. Situazioni che hanno provocato forti attacchi di peronospora primaria in particolare nella zona del Conero. La crescita rapida e cospicua della vegetazione ha poi permesso all'oidio di manifestare la sua virulenza.le malattie so-no state comunque controllate con adeguati trattamenti. La botrite, per l''elevata umidità, è comparsa in modo lieve sulle foglie dei germogli in accrescimento.
La vendemmia inizierà nei primi giorni di settembre con un ritardo di 10/15 giorni sul 2009. Le prime uve che saranno conferite sono quelle precoci a cui seguiranno quelle di Pecorino. Nei prima settimana si set-tembre sarà la volta del Verdicchio e del Sangiovese, nella terza prima decade di ottobre la raccolta si concluderà con il Montepulciano.
I riscontri di campagna danno una resa uva/vino al di sopra della me-dia. In tutte le Marche si produrrà un quantitativo di vino superiore del 5% rispetto lo scorso anno. Quantitativo che sarebbe stato sensibil-mente superiore se non fossero intervenuti ammanchi dovuti agli ettari di vigneto estirpati e a quelli destinati alla vendemmia verde che nelle Marche interessano almeno il 10% della superficie vitata. Qualitativa-mente si prevede un prodotto assai degno di considerazione se set-tembre lo vorrà.
ABRUZZO
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2009L''inverno è stato piovoso con precipitazioni abbondanti in tutta la regio-ne. La primavera è tardata ad arrivare, tanto che le basse temperature e la pioggia hanno fatto da padrone fino a fine maggio. Anche nel mese di giugno i sono registrate temperature al di sotto della media e piogge su-periori alla norma, tanto da ritardare il ciclo vegetativo della vite.
La grandine ha colpito anche intensamente nelle zone interne dell''A-bruzzo, senza però influire sul quadro generale della produzione.
Gli enologi hanno dovuto vigilare e predisporre trattamenti mirati, in modo da antagonizzare le ampelopatie: oidio e peronospora. Chi non ha seguito il vigneto in modo razionale si dovrà accontentare di una qualità mediocre.
In Abruzzo la raccolta delle varietà precoci (Chardonnay e Pinot grigio) è iniziata, nelle zone costiere, il 23 agosto mentre in quelle collinari questi giorni (27 agosto).
Per le altre uve bianche, Trebbiano, Malvasia, Passerina e Pecorino il pieno della vendemmia è previsto a fine settembre.
Per le vrietà a bacca rossa, principalmente Sangiovese e Montepulcia-no, i grappoli saranno staccati a partire dai primi giorni di ottobre per protrarsi fino a fine mese.
Pertanto tutti i giochi sono ancora da fare. Sicuramente sulla quantità finale peserà non solo l''andamento di settembre ma anche le superfici vitate estirpate con premio e quella abbandonata per la mancanza di redditività verificatasi negli ultimi anni.
Complessivamente in tutto l''Abruzzo si stima una produzione di circa 2.800.000 ettolitri pari ad un +5% rispetto a quella dello scorso anno. Se il sole sarò abbondante e le piogge minime non si dispera di ottene-re assai interessanti risultati qualitativi.
CAMPANIA
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2009In tutta la regione la caratteristica di questa annata è stata il ritorno a un calendario fenologico 'normale” dopo gli anticipi del 2009. Il freddo rigido che ha contraddistinto il lungo e piovoso inverno ha infatti ral-lentato lo sviluppo vegetativo determinando uno slittamento in avanti, rispetto allo scorso anno, di quasi tutte le fasi fenologiche.
Germogliamento e fioritura sono state interessati da intense piogge che hanno attivato i focolai di infezione della peronospora, in partico-lare sull''Aglianico. Le prime due decadi di giugno sono state caratte-rizzate da alte temperature e assenza di precipitazioni che, con l'abbondanza di acqua accumulata nei terreni, hanno fatto esplodere la vegetazione, rallentata dalle basse temperature di luglio.
Le stime produttive indicano in generale una crescita contenuta in +5% rispetto al 2009, ma mancando ancora un mese all''inizio della vendemmia il condizionale è d'obbligo.
Il ciclo vegetativo ritardato di 8/10 giorni rispetto lo scorso anno rien-tra nei tempi pluriennali.
La vendemmia inizierà la terza decade di settembre con la raccolta nell'Agroaversano delle uve di Asprinio e di Fiano nel Cilento. Suc-cessivamente si partirà con il Beneventano e con la Falanghina, per continuare nell'Avellinese, nella prima decade di ottobre, con il Fiano di Avellino ed il Greco di Tufo. Nei Campi Flegrei la raccolta del Piedi-rosso inizierà nella terza decade di ottobre, mentre, come da prassi, l'ultima varietà ad essere vendemmiata sarà l'Aglianico di Taurasi nell'Avellinese verso nella seconda decade di novembre.
PUGLIA
Quantità: +10% rispetto vendemmia 2009Quest'anno tutti gli indicatori fanno ben sperare, sia per la qualità che per la quantità, anche se con la consapevolezza che l'incognita del maltempo delle prossime settimane è sempre in agguato. In Puglia la primavera è decorsa nel migliore dei modi e le abbondanti piogge ve-rificatesi sia in inverno che in parte della ripresa vegetativa hanno fa-vorito il germogliamento introdotto nel migliore dei modi le fasi fenolo-giche della vite.
Le alte non eccessive temperature estive farcite di qualche temporale hanno permesso un buona invaiatura e maturazione.
A fine agosto le previsioni sono quindi più che positive per tutte le va-rietà di uve,dalle precoci, (Chardonnay e Sauvignon) alle autoctone sia bianche (Verdeca, Malvasia, Bombino bianco, Fiano) che nere (Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia).
Si prevede un aumento di produzione intorno al 10% rispetto alla vendemmia 2009.
La raccolta è iniziata in Puglia il 18 agosto con le varietà precoci. In questi giorni (fine agosto) si sta continuando con il Primitivo, per pas-sare, con i primi di settembre, a Verdeca e Malvasia.
Il pieno della vendemmia negli oltre 400 chilometri di lunghezza della regione è previsto intorno alla seconda decade di settembre. Le ope-razioni di raccolta si chiuderanno presumibilmente a fine ottobre con i conferimenti degli ultimi grappoli di Uva di Troia. In Puglia la 'potatura verde” non ha influito sulla produzione, mentre gli estirpi con contribu-to comunitario hanno riguardato circa 2.000 ettari.
SICILIA
Quantità: -20% rispetto vendemmia 2009
Il ciclo vegetativo della vite, nel periodo della fioritura e del-l'allegagione, ha avuto un decorso normale aiutato dalle notevoli di-sponibilità di acqua accumulate nel periodo autunno-invernale. Anche l'invaiatura e la maturazione sono decorse nel migliore dei modi, an-che se disturbate dai consueti attacchi delle tipiche malattie della vite che sono state debellate nei vigneti condotti razionalmente e monito-rati da un valido calendario di lotta.
La vendemmia, per le varietà bianche precoci (Pinot grigio e Sauvi-gnon) è iniziata nella settimana di ferragosto con qualche giorno di ri-tardo rispetto alla precedente campagna. Nella terza settimana di a-gosto si è iniziato a raccogliere lo Chardonnay, il Viognier, il Müller Thurgau e il Moscato bianco in provincia di Siracusa. La vendemmia delle uve nere, in particolare di quelle di Merlot, è iniziata in questi giorni (fine agosto), a seguire: Sirah, Nero d'Avola, Frappato, per chiudere con il Cabernet sauvignon verso la seconda decade di set-tembre.
Per quanto riguarda le varietà autoctone, a bacca bianca come il Ca-tarratto, l'Insolia e il Grillo, l''inizio della raccolta è previsto nella prima decade di settembre.
Buona la resa uva/vino, nonostante ciò si registra complessivamente in tutta la regione un decremento produttivo del 20% rispetto alla pas-sata campagna, dovuto sia dall'abbandono, attraverso i contributi co-munitari, di oltre 2.000 ettari di superficie vitata, sia dagli abbandoni volontari causati dalla preoccupante situazione di mercato e, non ul-tima, dalla vendemmia verde, operata in Sicilia su oltre 9.000 ettari. Tutto questo si tradurrà in una diminuzione di circa 1.300.000 ettolitri rispetto al 2009.
SARDEGNA
Quantità: -15% rispetto vendemmia 2009L''inverno e la primavera sono stati caratterizzati in tutta la Sardegna da abbondanti precipitazioni che hanno permesso al terreno di accumula-re preziose riserve idriche. Il ciclo vegetativo della vite è iniziato quindi sotto i migliori auspici con un germogliamento regolare, ricco e nel ri-spetto della norma pluriennale.
Peccato che nei periodi più delicato della vite le temperature miti siano state turbate da consistenti piogge accompagnate da sensibili abbas-samenti della temperatura che, principalmente nella terza decade di maggio e nella prima di giugno, hanno condizionato la fioritura, deter-minando fenomeni di colatura e acinellatura che hanno interessato principalmente Carignano e Vermentino.
Queste condizioni climatiche hanno ritardato l'invaiatura di circa 10 giorni sia rispetto ad una annata normale.
Le piogge primaverili, nei vigneti non razionalmente difesi, hanno spa-lancato le porte alla peronospora che, in particolar modo nel Sulcis e nel Campidano di Cagliari e di Oristano, ha determinato una riduzione della produzione mediamente dl 15%, ma con punte anche del 40%.
Quindi la produzione si presenta a macchia di leopardo, ottima in quei vi-gneti razionalmente condotti, buona in altri solo mediocre in altri ancora.
Complessivamente si stima un decremento produttivo rispetto il 2009 poco inferiore al 20%
I primi grappoli, quelli delle uve precoci saranno staccati in questi giorni (fine agosto) Il pieno della raccolta è previsto per la prima decade di settembre quando saranno conferite le uve autoctone dell''Isola. Il ter-mine della vendemmia in Sardegna è stimato intorno al 20 di ottobre.
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