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Viti umbre, radici pugliesi Nel castello delle Cantine Aliani

In viaggio fra i Colli Altotiberini, alle porte di Perugia, sorge il Castello di Ramazzano, magnifico maniero millenario che sovrasta i vigneti delle Cantine Aliani. Dove la storia si tinge di rosso, come il Sangiovese

di Sabrina Merolla
 
04 marzo 2013 | 10:04

Viti umbre, radici pugliesi Nel castello delle Cantine Aliani

In viaggio fra i Colli Altotiberini, alle porte di Perugia, sorge il Castello di Ramazzano, magnifico maniero millenario che sovrasta i vigneti delle Cantine Aliani. Dove la storia si tinge di rosso, come il Sangiovese

di Sabrina Merolla
04 marzo 2013 | 10:04
 



Radici piantate in Puglia da tre generazioni e un vino che nasce dai terreni dell’Umbria e che, fluendo dal cuore dell’Italia, congiunge nel senso di appartenenza ad una terra estesa. Come la storia di questa famiglia unita da un nome, Aliani. «Il ceppo risalirebbe a un signore che nel Duecento fuggì da Chieri, nelle langhe torinesi, terre del Barolo, e arrivò in Basilicata. Questo m’induce a pensare che il DNA enologico ce l’abbiamo nel sangue». Vincenzo, il più giovane dei tre fratelli Aliani, dottore in economia e commercio, viaggia nel racconto con la stessa velocità con cui, dall’azienda perugina, raggiunge i suoi fratelli in terra di Bari, almeno una volta al mese.

A Gravina in Puglia, Angela, la sorella maggiore laureata in scienze bancarie, raccorda interessi e strategie della produzione vinicola umbra e di quella cerealicola lucana: «Le nostre origini accertate sono proprio lucane e risalgono alla fine dell’Ottocento, quando il nostro bisnonno, che era allevatore, durante la transumanza nel periodo invernale, da Potenza veniva a pascolare sulle Murge, dove aveva conosciuto sua moglie».

I fratelli Vincenzo, Angela e Salvatore Aliani, proprietari delle Cantine Aliani e del Castello di Ramazzano

La storia degli Aliani si dilata nel tempo e si propaga alla Basilicata. Qui, Salvatore, il fratello intermedio, avvocato-agricoltore, produce grano duro e legumi come colture di avvicendamento e rimarca che «il nostro progetto è nato per la valorizzazione dei tre territori, Umbria, Puglia e Basilicata, in onore a quanto fondato da nostro padre Antonio, agricoltore tenace, che nel 1999, assecondando il suo desiderio di scoprire l’Umbria, giunse alle porte di Perugia, vide un castello, se ne innamorò e lo acquistò».

Da allora, è Vincenzo a gestire la tenuta vitivinicola dell’imponente Castello di Ramazzano, vedetta di una fertile estensione agricola di 226 ettari, di cui 12,5 coltivati a vigneti, nel vivido colore dei Colli Altotiberini. «Setacciando l’archivio vescovile di Perugia, abbiamo scoperto che durante il medioevo, in questo castello guelfo, come testimonia la merlatura squadrata, venivano censite 38 famiglie. A metà Ottocento la proprietà fu venduta alla famiglia Pecci, a cui appartenne Papa Leone XIII, autore della famosa enciclica De Rerum Novarum». I fratelli Aliani hanno voluto rievocare la storia dell’antico feudo attraverso i nomi dei vini della loro produzione.



Così, spicca il Castrum Ramaçani, rosso doc Colli Altotiberini, dal colore rubino, intenso e luminoso, che porta il nome latino con cui il castello compare nell’elenco storico dei manieri perugini. Silentium, il bianco doc, rimanda nel nome alle scritte affrescate sulle pareti della cappella del castello, dove compaiono gli inviti al silenzio e a non oziare, da cui il nome di un altro vino bianco, il Non Otium. Il rosso IGT Leone XIII è invece un omaggio al Pontefice padre della Dottrina Sociale della Chiesa.

Salvatore mi confida un insegnamento paterno. «Nostro padre si accorgeva della fecondità del terreno, legando l’asino all’erba. Se l’asino scappava, il terreno non era buono. Siamo stati educati ad apprezzare ciò che rappresenta l’espressione di una fertilità, che sia di terra, di arte o di pensiero. È la fortuna più grande che nostro padre, Antonio, ci abbia lasciato».

Sulla via del ritorno, il mio sguardo cattura il maniero imponente, trionfante sul verde, saldamente ancorato al suo mondo.
Buon vento.

Cantine Aliani
via Milano, 72 - Gravina in Puglia (Ba)
Tel 080 3266402


CASTELLO DI RAMAZZANO

Alle porte di Perugia, fu eretto nel XII secolo dalla famiglia dei Ramazzani, da cui prende il nome. Arricchito di terrapieni, affreschi e giardini rinascimentali, a metà Ottocento fu acquistato dalla famiglia Pecci, a cui appartenne Papa Leone XIII, autore dell’enciclica De Rerum Novarum.

Dal 1999, il magnifico maniero è di proprietà della famiglia Aliani che coltiva l’amore per la terra e per l’arte, nel rispetto dell’identità di questo luogo dalla storia millenaria. Le imponenti mura merlate alla guelfa racchiudono un susseguirsi di sale tra grandiose pareti affrescate.

La vista di giorno si apre sul fulgido scenario del verde fiabesco e riserva di sera l’intimo ardore dei magnifici, possenti camini. Il Castello di Ramazzano, tesoro architettonico riconosciuto dai Beni Culturali, oggi è un incantevole scenario per prestigiosi conviti, nel respiro di una storia antica, vissuta con le comodità più moderne ed elevati servizi tecnologici. La fortezza medievale sovrasta i vigneti delle Cantine Aliani da cui sgorgano vini di assoluto valore, come dimostrato dai frequenti premi e riconoscimenti ottenuti a livello internazionale. Degustazioni memorabili nell’intensa ambientazione delle cantine medievali.

Castello di Ramazzano
str. Comunale di Ramazzano, 19 - Ramazzano (Pg)
Tel 340 4687450

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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