Data importante nella storia dell’Onav e dell’enologia italiana il 15 febbraio 2013: a Bruxelles sono stati, infatti, consegnati i primi venti diplomi di "Assaggiatore Onav" conseguiti dai partecipanti al corso "Cia Taste Days" organizzato in collaborazione con la Cia (Confederazione italiana agricoltori) nella cui sede si è svolta la manifestazione. L’importanza di quest’iniziativa congiunta Onav-Cia è duplice, interessando aspetti sia etici sia commerciali e produttivi.
I venti assaggiatori che hanno ricevuto l’attestato dalle mani di Giorgio Calabrese (nellla foto, a sinitra), presidente Onav, e di Secondo Scanavino (nella foto, secondo da sinistra), vicepresidente nazionale Cia, sono divenuti automaticamente altrettanti ambasciatori del vino italiano di qualità: non solo, infatti, la loro formazione è avvenuta bevendo i nostri vini e studiando la nostra enologia, ma gli approfondimenti teorici relativi sia alla vigna, sia alla cantina sono di quella scuola italiana che ha dimostrato di non essere, nel mondo, seconda a nessuna nel saper produrre vini di qualità. Inoltre il corso ha permesso di conoscere le diverse realtà vitivinicole del nostro Paese, di apprezzare le differenti tipicità regionali frutto di quelle diversità di terroir e di cultura che anche nel vino rappresentano la forza e la caratteristica vincente del prodotto italiano.

Nella foto, da sinistra: Giorgio Calabrese, Secondo Scanavino, Roberto Scalacci, responsabile ufficio Cia di Bruxelles, e Michele Alessandria, segretario generale Onav.
L’importanza di quanto impostato a Bruxelles da Cia e Onav va però oltre al mondo del vino: non si può, infatti, conoscere e amare un Barolo o un Taurasi, un Amarone o un Chianti, un Arneis, una Falanghina o una Malvasia (solo per citare alcuni dei nostri grandi vini) senza amare (e cercare) i prodotti e la cucina italiana, attivando per il nostro settore agroalimentare un processo virtuoso che si integra con la capacità prima e l’abitudine poi di abbinare vini italiani ai prodotti e alla cucina locale, sia essa di origine fiamminga o vallone. Sotto l’aspetto etico l’iniziativa si inquadra in quella sensibilizzazione al bere consapevole auspicato a livello europeo dal progetto “Wine in moderation” che si propone di diffondere la cultura del buon bere senza esagerazioni.
Al riguardo il presidente Onav Giorgio Calabrese ha sviluppato alcune osservazioni - dovute anche all’esperienza maturata come studioso e nutrizionista (tra i maggiori in Italia) - basate sulla realtà del vino quale espressione della nostra cultura, tradizione e storia: il suo consumo quindi non deve essere criminalizzato, ma educato a una logica di degustazione attenta e informata, come merita un prodotto principe della tavola e un caposaldo dell’agroalimentare italiano. Un consumo equilibrato consente inoltre di usufruire al massimo delle qualità organolettiche del vino e di trarre benefici anche sul piano della salute: ad esempio le sue capacità antiossidanti hanno benefici influssi sull’invecchiamento delle cellule.
Naturalmente i principali destinatari di quest’attività devono essere i giovani verso i quali occorre svolgere una duplice azione: educarli all’uso del vino come bevanda in luogo di tanti prodotti che naturali non sono e inculcare loro la capacità di autocontrollarsi insegnando il piacere di "assaporare" (ben diverso dal trangugiare) e la capacità e la soddisfazione di sapersi contenere (nel bere, ma anche nel cibo e nell’esternare le proprie reazioni). Lo "sballo" può forse dare una soddisfazione (se tale si può definire) immediata, ma dà la certezza di conseguenze negative se non nefaste.
I corsi di Bruxelles non solo rappresentano per l’Onav un’ulteriore tappa (dopo quelle cinesi e giapponesi) di quel processo di internazionalizzazione avviato con successo ed entusiasmo dal presidente Calabrese e dal pro-presidente Intini, ma forniscono anche un’importante indicazione metodologica per la crescita e il consolidamento dei nostri vini sui mercati esteri creando esperti formati con il gusto italiano: apprezzeranno la qualità dei vini anche di altri Paesi, ma prediligeranno sempre e diffonderanno la qualità italiana.