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Vacanze nel “ponte” del 1° maggio In viaggio solo 5,6 milioni di italiani

Sono poco più di 5,6 milioni gli italiani in vacanza durante il “ponte” del 1° maggio. Questo significa che circa 54,4 milioni di italiani sono rimasti a casa. Il 93,4% è rimasto in Italia, il 5,3% è andato all’estero. Bernabò Bocca, presidente Federalberghi: «La flessione continua a rispecchiare una situazione di crisi»

 
01 maggio 2013 | 14:21

Vacanze nel “ponte” del 1° maggio In viaggio solo 5,6 milioni di italiani

Sono poco più di 5,6 milioni gli italiani in vacanza durante il “ponte” del 1° maggio. Questo significa che circa 54,4 milioni di italiani sono rimasti a casa. Il 93,4% è rimasto in Italia, il 5,3% è andato all’estero. Bernabò Bocca, presidente Federalberghi: «La flessione continua a rispecchiare una situazione di crisi»

01 maggio 2013 | 14:21
 

Sono solo 5,6 milioni gli italiani in viaggio per il “ponte” del 1° maggio, «un dato in crescita di 1,3 milioni di persone rispetto al recente “ponte” del 25 aprile, ma che raffrontato con l’omologo “ponte” dell’anno scorso segna una perdita della domanda dell’8,7%», spiega il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura dei risultati di un’indagine condotta da Acs Marketing Solutions su un campione di 3.001 persone maggiorenni. Il campione è stato costruito in modo da rispecchiare fedelmente la popolazione di riferimento, tale da includere anche i minorenni (per un totale di circa 60 milioni di italiani).



Sono dunque poco più di 5,6 milioni gli italiani in vacanza durante il “ponte” del 1° maggio. Questo significa che circa 54,4 milioni di italiani sono rimasti a casa. Tra tutti costoro, il 93,4% è rimasto in Italia (vs il 93,9% del 2012) mentre appena il 5,3% è andato all’estero (vs il 5,4%) prediligendo nel 47,8% dei casi le grandi Capitali europee (vs 54,3%).

Per la stragrande maggioranza di chi ha scelto l’Italia, è il mare la meta privilegiata per il 49% della domanda (vs 48% del 2012), seguita dalle città d’arte maggiori e minori (18% come l’anno scorso) e dalle località montane per il 13% (vs 15%).

L’albergo rappresenta la tipologia preferita per questo periodo di soggiorno, con il 29,4% della domanda (vs 31% del 2012), seguito dalla casa di parenti o amici col 28,9% (vs 26,4%) e dalla casa di proprietà (17% come l’anno scorso).

La spesa media pro-capite (comprensiva di trasporti, cibo, alloggio e divertimenti) si attesta sui 255 euro (vs 257 nel 2012) con il dettaglio di 247 euro per chi è rimasto in Italia e 450 euro per chi è andato all’estero, generando un giro d’affari pari a circa 1,4 miliardi di euro (per una flessione del 12,5% rispetto al 2012) e una durata media della vacanza di 2,5 notti (vs 2,6 notti).

«La flessione continua a rispecchiare una situazione di crisi - conclude Bocca - per sconfiggere la quale ci auguriamo che il nuovo esecutivo e il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Massimo Bray, al quale formuliamo auguri di buon lavoro, siano in grado di portare per il settore quella linfa vitale indispensabile per riparare ad una condizione di profonda difficoltà».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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