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Sequestri a Latina, Parma e Caserta Sigilli dei Nas su 4 tonnellate formaggi

Il Nas di Latina ha sequestrato presso un caseificio quasi 2 tonnellate di formaggio. A Parma rinvenuta oltre mezza tonnellata di burro priva di tracciabilità. A Caserta chiusa un’azienda lattiero casearia irregolare

 
03 maggio 2013 | 16:41

Sequestri a Latina, Parma e Caserta Sigilli dei Nas su 4 tonnellate formaggi

Il Nas di Latina ha sequestrato presso un caseificio quasi 2 tonnellate di formaggio. A Parma rinvenuta oltre mezza tonnellata di burro priva di tracciabilità. A Caserta chiusa un’azienda lattiero casearia irregolare

03 maggio 2013 | 16:41
 

Quattro tonnellate di prodotti lattiero caseari irregolari sono stati sequestrati dal Nas (Nucleo antisofisticazioni e sanità) in alcune città italiane, per un valore di circa 20mila euro e contestando sanzioni amministrative. In particolare, il Nas di Latina, presso un caseificio del capoluogo pontino specializzato nella produzione di mozzarelle, ha sequestrato quasi 2 tonnellate di formaggio a pasta filata, confezionato e pronto per la commercializzazione, ottenuto dalla lavorazione di cagliata, di provenienza tedesca, alla quale era stato addizionato il conservante “sorbato di potassio” (sigla E202). L’uso di tale additivo non era indicato nella documentazione aziendale e sull’etichetta apposta sulle confezioni del prodotto finito.

Sempre il Nucleo di Latina, presso un altro opificio, ha sequestrato 350 kg di mozzarella di bufala, residuo non commercializzato di una precedente produzione che, nonostante fosse destinato ad essere smaltito come rifiuto, era stoccato all’interno di una cella frigo insieme ad altri prodotti caseari pronti per la distribuzione.

Il Nas di Parma ha scoperto all’interno di una cella frigorifera oltre mezza tonnellata di burro priva della necessaria documentazione ai fini della rintracciabilità. Il prodotto sequestrato sarà distrutto.

Il Nas di Caserta ha individuato un’azienda lattiero casearia della provincia in precarie condizioni igienico-sanitarie e strutturali (assenza di locali adibiti sia a deposito di prodotti finiti che di materiale da imballaggio sia di celle frigo per lo stoccaggio momentaneo del formaggio, presenza di muffa e condensa diffuse sulla soffittatura). Nel corso dell’ispezione, i Carabinieri del Nucleo accertavano che l’attività di vendita e produzione venivano svolte in quei locali e l’uso di latte di provenienza sconosciuta. L’Azienda sanitaria provinciale, intervenuta sul posto su richiesta del Nas operante, ha disposto il sequestro di oltre 1 tonnellata di latte di bufala e la sospensione dell’attività.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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