Menu Apri login

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
martedì 09 giugno 2026  | aggiornato alle 22:15 | 119693 articoli pubblicati

Pesce imbalsamato, Governo se ci sei batti un colpo

Quello relativo all’uso di “cafados” per far sembrare più fresco il pesce non è un allarme da prendere sottogamba. Ci si aspetta dal Governo controlli a tappeto e l’adozione di sanzioni rigidissime per chi altera il cibo

di Alberto Lupini
direttore
 
13 maggio 2013 | 14:27

Pesce imbalsamato, Governo se ci sei batti un colpo

Quello relativo all’uso di “cafados” per far sembrare più fresco il pesce non è un allarme da prendere sottogamba. Ci si aspetta dal Governo controlli a tappeto e l’adozione di sanzioni rigidissime per chi altera il cibo

di Alberto Lupini
direttore
13 maggio 2013 | 14:27
 

E dopo tutte le sofisticazioni sulla carne, soprattutto cavallo o maiale spacciati per manzo, ora tocca al pesce: quello che sembra fresco magari è solo frutto di operazioni cosmetiche, rischiose per la nostra salute. Quello lanciato da Slow Food non è un allarme da prendere sottogamba: l’uso di “cafados” mischiato al ghiaccio sembra purtroppo più di un’abitudine saltuaria in molti mercati ittici e non è raro acquistare pesce che sembra bello, ma quando lo si mangia sa magari un po’ di marcio. Il guaio è che chi oggi fa il furbo non si limita ad usare acido borico e acqua ossigenata, e monossido di carbonio per dare un’apparenza di freschezza al pesce, ma ricorre a questa sostanza chimica acquistabile su Internet che ha effetti devastanti perché crea istamina, pericolosa per la salute dell’uomo.

Una situazione che aggrava fra l’altro la già difficile situazione dell’approvvigionamento di pesce in Italia visto che fra pesca nelle acque nazionali ed allevamenti copriamo solo il 30% del consumo interno. Se poi si tiene conto della crisi, che ha fatto scendere mediamente la qualità del pesce acquistato (preferendo spesso quello che costa meno), mentre le norme sull’etichetta di origine sono scarsamente applicate o presentano maglie troppo larghe, il quadro è davvero preoccupante. Anche nel caso del pesce, solo rendendo obbligatoria l’etichettatura d’origine potrà essere garantita piena trasparenza rispetto alla situazione attuale in cui si moltiplicano i casi di pesce straniero spacciato per italiano. Importiamo ad esempio quantità esagerate di pangasio del Mekong venduto poi come cernia... E che dire dei polpi dell’Indocina spacciati per nostrani, l’halibut atlantico che diventa sogliola, il dentice dalla Mauritania e le vongole turche, o i gamberetti dell’India pieni di antibiotici?

Ma tutte queste truffe potrebbero davvero essere poca cosa se sui nostri mercati ittici si dovesse accertare davvero un uso massiccio del già ricordato conservante “cafados”. Inutile aggiungere che quel che ci si aspetta ora dal Governo è un intervento straordinario di controllo a tappeto e l’adozione di sanzioni rigidissime che, a partire dal caso del pesce imbalsamato, riguardino tutti coloro che imbrogliano sul cibo. Pene che devono arrivare fino all’impossibilità di esercitare attività in qualche modo legate all’alimentazione e all’obbligo di comunicare i nominativi delle aziende coinvolte in quello che andrebbe previsto dal codice in maniera più chiara come attentato alla salute pubblica.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali

17/05/2013 11:18:04
1) È indispensabile educare la gente
Caro direttore il problema cibo/salute e' vecchio come il mondo e da sempre cerchiamo di combattere questa battaglia ma proprio per le difficolta' che lei conosce e' una lotta impari. Dobbiamo educare la gente e non chiedere sempre al governo. Ricorda Wanna Marchi??? Oggi il tema e' questo "CAFODOS" che ormai di nuovo non ha piu' nulla perche' sono c.a 8 anni che circola in Italia. In effetti puo' portare i meno attenti a non riconoscere la freschezza (anche se sbianca e non fa brillare) ma la sua pericolosita' come del resto il monossido che si usa per il tonno, sta nel nascondere anche gli odori per cui il rischio di contrarre la sgombrotossina (miscela di tossine contenenti istamina) che puo' provocare gravi intossicazioni.
Educare dicevo perche' a forza di promuovere il consumo del pesce senza essere accompagnato da una discreta cultura in tal senso oggi ci troviamo le acciughe a 20 euro al kg e la Tilappia o il Pangasio a 2 euro al kg con aumento visto il prezzo, del consumo. Cosi' e' avvenuto anche per il tonno che una volta si consumava in scatola oggi nel delirio comune lo chiedono e servono anche a ST: MORTITZ : le sembra corretto. Poi sto benedetto tonno a filoni carico di monossido di carbonio ce lo troviamo anche in pescheria. Educare!
marco sansone
ristoratore
ristorante buca di bacco


Grandi Molini Italiani
Pellegrini
Italmill
Grana Padano

Grandi Molini Italiani
Pellegrini
Italmill

Grana Padano
Suicrà
Caviar Giaveri