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Fipe: No alle sigarette elettroniche in bar e ristoranti della Toscana

La corsa alle “e-cigarettes” sta creando non pochi problemi ai gestori dei pubblici esercizi. Sempre più spesso i clienti ritengono di poter utilizzare sigarette elettroniche anche nei luoghi con divieto di fumo. In attesa di una legge più chiara in merito, Fipe Toscana invita i locali a non consentire l’utilizzo

 
14 maggio 2013 | 15:51

Fipe: No alle sigarette elettroniche in bar e ristoranti della Toscana

La corsa alle “e-cigarettes” sta creando non pochi problemi ai gestori dei pubblici esercizi. Sempre più spesso i clienti ritengono di poter utilizzare sigarette elettroniche anche nei luoghi con divieto di fumo. In attesa di una legge più chiara in merito, Fipe Toscana invita i locali a non consentire l’utilizzo

14 maggio 2013 | 15:51
 



Il mercato delle sigarette elettroniche cresce a vista d’occhio e si stima che in Italia abbia già superato gli 80 milioni di euro. In Toscana si contano già oltre 70 negozi specializzati, un dato in costante crescita. Secondo un sondaggio Doxa il 7,3% degli italiani ha già provato la sigaretta elettronica e la quota sembra destinata a crescere perché gli italiani sono sempre più attratti dalle “e-cigarettes”.

Questa corsa, tuttavia, sta creando non pochi problemi ai gestori dei pubblici esercizi perché sempre più di frequente capita di imbattersi in avventori che utilizzano la sigaretta elettronica e che ritengono di poterlo fare anche nei luoghi nei quali vige il divieto di fumo. È il caso degli oltre 20mila bar della Toscana nei quali i milioni di consumatori, sia residenti che turisti, che ogni giorno “passano” sembrano disorientati dalla nuova situazione determinata dall’uso della sigaretta elettronica.

Aldo Cursano«In effetti - dichiara Aldo Cursano (nella foto), presidente Fipe della Toscana - le controversie all’interno dei nostri esercizi stanno crescendo in modo esponenziale. All’inizio credevamo di poterle gestire sulla base del principio di buon senso ma oggi, per le dimensioni che il fenomeno ha assunto, non è più sufficiente. Per questo, in attesa che si faccia chiarezza sull’interpretazione della norma - prosegue Cursano - abbiamo deciso di dare indicazione ai nostri associati di non consentire che in bar e ristoranti si possano utilizzare sigarette elettroniche».

«Prima della legge Sirchia - aggiunge il direttore di Confcommercio Toscana, Andrea Nardin - sembrava impensabile il divieto di fumo nei locali pubblici, luoghi di convivialità e socialità, ma clienti e gestori si sono da tempo adattati e non è il caso di perdere le buone abitudini».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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