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Allarme crisi per gli articoli casalinghi Valore della produzione in calo del 5,6%

L'Associazione dei produttori italiani di articoli casalinghi lancia l'allarme sulla situazione di crisi del settore. La produzione evidenzia una diminuzione determinata da una contrazione del mercato interno, ma le previsioni 2013 sono di sostanziale stabilità. L'occupazione del 2012 è in calo (-2,6%)

 
18 maggio 2013 | 14:44

Allarme crisi per gli articoli casalinghi Valore della produzione in calo del 5,6%

L'Associazione dei produttori italiani di articoli casalinghi lancia l'allarme sulla situazione di crisi del settore. La produzione evidenzia una diminuzione determinata da una contrazione del mercato interno, ma le previsioni 2013 sono di sostanziale stabilità. L'occupazione del 2012 è in calo (-2,6%)

18 maggio 2013 | 14:44
 

Dal Macef, Fiac, l'Associazione dei produttori italiani di articoli casalinghi, lancia un allarme: il settore degli articoli casalinghi continua a subire gli effetti di una lunga e difficile situazione di crisi. Il valore della produzione evidenzia una sensibile diminuzione (-5,6%) determinata principalmente da una contrazione del mercato interno. Le previsioni per il 2013 sono di sostanziale stabilità.



«Il fenomeno della contraffazione, inteso nel nostro settore come violazione proprietà intellettuale e come non conformità alle normative in vigore, è sempre più massiccio e continua a corrodere fette di produzione manifatturiera nazionale - dichiara Andrea Barazzoni (nella foto in basso), presidente Fiac - Si verificano giorno dopo giorno sempre più casi di distributori che non pongono la dovuta attenzione alla merce mettendo così in commercio prodotti esteri o non conformi e quindi potenzialmente dannosi alla sicurezza del cittadino, come nel recente caso degli utensili radioattivi scoperti al porto di Taranto. Chiedo alle Autorità di continuare a vigilare il mercato per impedire che a causa della contraffazione la salute degli italiani sia messa a rischio. Mangiare biologico in padelle non sicure è un puro controsenso. L’educazione in tavola parte dalla cucina, dalla scelta degli utensili che non devono mai rispondere alla logica del basso prezzo ma che necessitano di garanzie quali sono i marchi italiani ed europei. Senza contare che il settore perde occupazione giorno dopo giorno e gran parte di questo lo dobbiamo ai prodotti non conformi presenti sul mercato. Non risparmiamo sulla salute, mangiamo italiano!».

Andrea BarazzoniL’occupazione 2012 risulta in calo (-2,6%). Il ricorso a strumenti quali la cassa integrazione, peraltro già sfruttata negli esercizi precedenti, ha messo al riparo da eventi più traumatici, ma la situazione resta nel complesso difficile e si prevede che nel corso del 2013 i livelli occupazionali resteranno sostanzialmente invariati (+0,3%). Alcune aziende riescono, grazie alle esportazioni, a mantenere un livello di fatturato sufficiente a garantire una competitività più che accettabile su diversi mercati. Nel complesso le esportazioni rivolte principalmente ai mercati europei risultano cresciute (+3,5%). Si prevede che possano crescere anche nel 2013 (+1,7%). La crisi di liquidità è un segnale forte di un mercato che non riesce a sopportare un calo dei consumi così marcato e così prolungato.

Le aziende italiane, tuttavia, dimostrano la volontà di superare il difficile momento grazie anche ad investimenti specifici sul marchio e sull’innovazione, capisaldi dell’ingegno e della forza produttiva che il mondo ancora riconosce al settore.

Il 2013 potrebbe essere un anno di ripresa, seppur lenta, e ci si augura che il settore, grazie alle solide basi sulle quali ha poggiato decenni di storia industriale, possa trovare le risorse per andare oltre.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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13/01/2015 14:56:41
1) vorrei aprire un negozio
Buongiorno sono Amici Sara, vorrei aprire un negozio con alcune tipologie mercieologiche al suo interno, tra cui i casalinghi, vorrei capire cosa spende mediamente una famiglia in questo settore. Se potete essermi d'aiuto grazie
sara amici
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