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Quattro chiacchiere con Andy Luotto «Amo profondamente la cucina italiana»

Personaggio d'innaturale simpatia, Andy Luotto si alterna con semplicità dalle padelle allo schermo, ma la cucina è il suo teatro naturale. Ci racconta il suo amore per il cibo italiano e le sue ultime fatiche d'autore

di Giulia Marruccelli
 
21 maggio 2013 | 12:09

Quattro chiacchiere con Andy Luotto «Amo profondamente la cucina italiana»

Personaggio d'innaturale simpatia, Andy Luotto si alterna con semplicità dalle padelle allo schermo, ma la cucina è il suo teatro naturale. Ci racconta il suo amore per il cibo italiano e le sue ultime fatiche d'autore

di Giulia Marruccelli
21 maggio 2013 | 12:09
 

Ha un voce profonda, sincera. I suoi racconti sono inframmezzati da battute, autoironia e risate baritonali: c'è poco da fare, Andy Luotto (nella foto) è un personaggio che trasmette una innaturale simpatia. Lui si alterna con spontanea fluidità dalle padelle allo schermo, ma è la cucina il suo teatro naturale, dopo anni di scuole alberghiere e “gavetta” presso i migliori chef italiani (Gianfranco Vissani e Heinz Beck, tanto per citare due nomi pluristellati).

Andy Luotto

Luotto lo dice amabilmente: «Io amo profondamente la cucina italiana, ma quando vedo piatti esasperatamente avanguardistici, preferisco “accontentarmi” di saper cucinare con tutti i crismi una superba parmigiana». E continua: «L'Italia non è consapevole della portata della propria cultura e del proprio giacimento gastronomico: potrebbe vivere solo di questo!». E continua schiettamente: «Gli arabi cos'hanno petrolio? E vendono petrolio. Non italiani cos'abbiamo».

Da qualche giorno Andy Luotto è presente quotidianamente a Roma ospite del ristorante delle Osterie Romane di Eataly, dove sta presentando piatti freschi e originali della cucina romana ma non solo. Andy Luotto racconta di come sta riscoprendo tutte le piccole produzioni artigianali, soprattutto nel Veneto.

«C'è una miniera da scoprire qui nel Veneto» e lo dice con piacevole sorpresa sorseggiando una grappa artigianale Brunello, testimonianza di un prodotto che vanta oltre 170 anni  di storia. E continua: «Poco più di un mese fa sono stato nel Bellunese e ho avuto modo di  scoprire la notevole diversità di piccole produzioni artigianali di formaggi montani, ai più sconosciuti, che dovrebbero essere documentati, catalogati altrimenti è una parte di storia italiana che va persa. Questo patrimonio deve essere recuperato e valorizzato».

Andy LuottoCome, gli chiedo? «Dobbiamo rieducare le ultime generazioni a recuperare la memoria olfattiva e gustativa che è stata persa con l'appiattimento dei sapori, col fatto che non si mangia più a casa, e che le tradizioni familiari si stanno lentamente disperdendo».

Quando va in giro per il mondo lui si porta l'acqua e il sale dall'Italia: «It's very special Italian water», dice ai suoi amici, tanto per trasmettere un messaggio di unicità. E poi l'ultima chicca, la sua fatica letteraria. Già perché oltre ad Andy Luotto cuoco, Andy Luotto attore, ecco Andy Luotto scrittore.

Dopo l'ultima fatica “Facce da Chef” è alle stampe il nuovo libro “Padella Story” per Reverdito Editore, dove le ricette sono sì presenti, ma le 240 pagine racconteranno dei trascorsi dell'autore, aneddoti di una storica famiglia italoamericana di New York, di piccoli fatti di vita vissuta. Autentici come l'autore.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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