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Commissione Ue ritira norma anti-oliere Dietrofront nella tutela dei consumatori

Il Commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha annunciato il ritiro della proposta presentata recentemente che prevedeva l’obbligo di utilizzare bottiglie d’olio sigillate e non riutilizzabili nei locali pubblici. Una norma che contrasta con le battaglie contro le sofisticazioni e gli imbrogli ai danni del consumatore

 
23 maggio 2013 | 17:40

Commissione Ue ritira norma anti-oliere Dietrofront nella tutela dei consumatori

Il Commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha annunciato il ritiro della proposta presentata recentemente che prevedeva l’obbligo di utilizzare bottiglie d’olio sigillate e non riutilizzabili nei locali pubblici. Una norma che contrasta con le battaglie contro le sofisticazioni e gli imbrogli ai danni del consumatore

23 maggio 2013 | 17:40
 

A seguito delle proteste di alcuni Stati membri, la Commissione europea ha ritirato una parte della proposta presentata nei giorni scorsi, all’interno delle modifiche al regolamento europeo per l’olio d’oliva relative alla commercializzazione e all’etichettatura, che prevedeva di vietare l’uso di olio di oliva senza etichette nei ristoranti all’interno dell’Unione europea.

«Per noi si tratta di una battaglia culturale e di legalità», dichiara il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo. «Quella parte del Regolamento oggi ritirata dalla Commissione europea consentiva infatti di migliorare il contrasto alle frodi in commercio anche nei ristoranti, dove i consumatori hanno il diritto di sapere che tipo di olio utilizzano. Sono certa che il Commissario Ciolos troverà il modo di tenere conto di una questione così importante per i Paesi del Mediterraneo. È fondamentale creare una cultura dell’olio paragonabile a quella del vino e per ottenere ciò questo è un passaggio importante. Il miglioramento e la difesa della qualità sono nell’interesse di tutti: produttori e consumatori. Il sistema Paese - conclude il Ministro - sarà compatto nell’affrontare questa sfida. Ho già parlato con il vice presidente Antonio Tajani, con il presidente De Castro e con l’onorevole Giovanni La Via».

«Il dietrofront della Commissione sul divieto all’uso di bottiglie senza etichetta e oliere anonime nei locali pubblici dell’Unione europea a partire dall’inizio del prossimo anno - fa notare Coldiretti - favorisce frodi ed inganni che danneggiano duramente le esportazioni nazionali di olio di oliva che nell’Ue valgono quasi 450 milioni di euro all’anno, in un momento di difficoltà dei acquisti nazionali in calo del 8% nel primo trimestre del 2013. L’obbligo rimane valido in Italia grazie alla legge salva olio “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini”, in vigore dal primo febbraio. Una norma che prevede di far uso di imballaggi che non consentano il riempimento con altre qualità di olio rispetto a quelle indicate in etichetta nei ristoranti, sul bancone dei bar e nei servizi di catering, che - sottolinea la Coldiretti - intendiamo difendere dalle pressioni delle lobby».

«Una cattiva notizia per il Made in italy agroalimentare e la tutela dei consumatori», afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. «La retromarcia della Commissione europea sulla norma che vieta l’uso di bottiglie senza etichetta e oliere anonime nei locali pubblici è una sconfitta per tutti i Paesi come il nostro che da sempre portano avanti una dura battaglia contro le frodi e gli inganni a tavola. Ci stupisce ancora di più che questo passo indietro avvenga subito prima dell’approvazione definitiva prevista per giugno, in vista dell’entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2014».

«Un passo indietro nella tutela dei consumatori dalle frodi e nella garanzia di sicurezza e genuinità dell’olio extravergine di oliva», sottolinea il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Maurizio Gardini. «Introdurre l’obbligo di bottiglie con tappi anti-rabocchi era funzionale ad evitare che le bottiglie venissero riempite di volta in volta con oli di indubbia provenienza o di scarsa qualità. Una decisione quindi che avrebbe potuto scongiurare sul nascere eventuali frodi e agire così a tutela del consumatore. Auspichiamo ora che il Commissario all’Agricoltura, che ha annunciato che intende avviare una serie di consultazioni con i diversi soggetti coinvolti per lavorare ad una nuova proposta di regolamento, possa giungere presto a proporre una norma che sia a tutela e garanzia della qualità, della trasparenza e della sicurezza alimentare».

«Il Commissario europeo all’agricoltura Ciolos ritirerà la proposta sulla nuova etichettatura per l’olio d’oliva? Sarebbe una clamorosa e incomprensibile marcia indietro», sostiene il presidente della Copagri, Franco Verrascina. «L’origine del prodotto adeguatamente visibile sull’etichetta è una questione di giustizia per i consumatori, che devono potere scegliere liberamente, e per i produttori, che devono avere la possibilità di concorrere sui mercati in base alle proprie capacità ed al prodotto che sono in grado di offrire. La corretta informazione dovrebbe essere un obiettivo prioritario per qualsiasi istituzione e, invece, in Europa si continua a tergiversare. La qualità paga ed è evidente che talune produzioni olivicole, come quella italiana, sono temute da Paesi che non possono minimamente competere su questo campo. Se non erro è stata la stessa Commissione a proporre il nuovo provvedimento, così come le norme sempre in materia di origine del prodotto per le bottiglie d’olio d’oliva servite nei ristoranti. La World Trade Organization, inoltre, non ha avuto nulla da eccepire e ciò conferma che l’etichettatura d’origine obbligatoria è un tabù tutto europeo, che va sfatato. Siamo certi che dalle nostre istituzioni arriveranno adeguate risposte a quello che sarebbe un grave passo indietro».

«L’annuncio di Ciolos è inaccettabile - fa notare il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi - anche per il metodo ondivago seguito. Il Commissario sembra andare in senso contrario alla tutela dei produttori e dei consumatori. A questo punto auspichiamo fortemente che il nuovo regolamento riconfermi le norme a garanzia della qualità dell’olio d’oliva nei ristoranti».

«Le oliere, così come qualsiasi altro recipiente soggetto a refill - sottolinea il presidente della Federazione nazionale olivicola di Confagricoltura, Donato Rossi - non garantiscono il consumatore sulla reale identità dell’olio contenuto, mancano di trasparenza nei confronti dei clienti e favoriscono il decadimento qualitativo del prodotto. La sostituzione delle ampolle con bottiglie etichettate con tappo antirabbocco, consente al contrario una veloce rotazione e offre ai consumatori maggiori garanzie anche per il termine di conservazione che sarebbe più lontano nel tempo. Una presentazione adeguata dell’olio nella ristorazione è fondamentale per garantire la qualità e la genuinità dei prodotti messi a disposizione del consumatore finale».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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25/03/2015 11:01:02
8) chiarimento
Salve. Ho 56 anni e da 7 anni lavoro vicino alla St. Centrale di Milano. Nella pausa pranzo, vado con un mio collega a mangiare in un ristorante vicino e ci troviamo bene con il cibo. Pero', da qualche giorno, ci servono il condimento, olio, aceto, sale e varie salsine, in bustine oleate. Per il resto và bene, ma per le bustine dell'olio, francamente, sono scomodissime, perchè sono piccole e, quindi, se ne usi piu' di una, fai fatica, anzi, non riesci ad aprire l'altra perchè, ovviamente, hai ancora le dita unte della bustina precedente, con un ulteriore perdita di tempo per lavarsi, visto che abbiamo solo mezz'ora di pausa. Ho chiesto chiarimenti al responsabile del ristorante e ci ha detto che con la nuova legge, da ora in poi sono bandite le bottigliette di condimento. Io mi sono arrabbiato e ho domandato se ne era sicuro e mi ha risposto che era sicurissimo. Ora, per cortesia, vorrei sapere se è vera questa cosa. Grazie a voi tutti. Arrivederci. Franco.
Franco Rodi
impiegato
statale
10/06/2013 00:02:11
7) Chi vuole frodare lo fa comunque
Assolutamente concordo con tutti i commenti che indicano come in realtà chi vuol frodare non si ferma certo davanti a regole che davvero sembrano solo poter favorire quelle grosse aziende che possono permettersi più tipologie di 'imbottigliamento' e penalizzare quei piccoli frantoi che puntano a piccole produzioni di qualità...sempre troppo poca è la stima nei confronti dei consumatori e ancor meno è la fiducia nei confronti degli operatori che mettono il cliente ed il suo benessere al primo posto tra le priorità della propria attività.
Ines Romano
imprenditrice
Ristorante Donna Orsola
09/06/2013 23:51:04
6) Il consumatore ha il diritto di sapere che olio c'é in tavola
PROBABILMENTE CHI SCRIVE QUESTI COMMENTI NON HA COGNIZIONE DI CAUSA.FORSE NON SI SONO MAI ACCORTI CHE NELLA MAGGIORANZA DEI CASI NEI RISTORANTI POTETE VEDERE BOTTIGLIE DI OLIO CON L'ETICHETTA STRA UNTA IL CHE VUOL DIRE CHE è STATA RIEMPITA MOLTE VOLTE E SPESSISSIMO CON UN OLIO DI PESSIMA QUALITA' E ADDIRITTURA NON EXTRAVERGINE (BASTA ODORARLO E UN NORMALE CONOSCITORE DI OLIO CAPISCE ) ESSENDO UN PRODUTTORE MI SONO CHIESTO PERCHE' I RISTORATORI RIEMPIONO BOTTIGLIE GIA' ETICHETTATE,PERCHE' SPESSO NON USANO BOTTIGLIE ANONIME? PERCHE' UN CLIENTE NON HA DIRITTO DI SAPERE CON CHE OLIO SARA' CONDITO IL SUO CIBO E DA DOVE VIENE? PERCHE' IL MIO NOME DEVE ESSERE ASSOCIATO A UN PRODOTTO DI PESSIMA QUALITA'QUANDO SONO PRODUTTORE DI OLIO DI ALTA QUALITA'? PERCHE' IN QUELLA BOTTIGLIA CHE IO CERTIFICO BIOLOGICA DOP E ALTA QUALITA' CI TROVO UN OLIO IGNOTO DI CUI NON SO NULLA MA CON LA MIA TARGA? PERCHE' IL CONSUMATORE DEVE PENSARE CHE IL MIO PRODOTTO E' PESSIMO QUANDO MI FACCIO UN C..O PER FARNE UNO ECCELLENTE E AVERE UNA PESSIMA PUBLICITA'. PERCHE' ALLORA I NOSTRI RISTORATORI NON FANNO UNA COSA VOLONTARIAMENTE SE NON C'E'INTENZIONE DI FREGARE IL PROSSIMO METTANO NEL MENU TUTTI I PRODOTTI CON I MARCHI CHE USANO COSI' IL CLIENTE SA SIA COSA MANGIA CHE CON CHI HA A CHE FARE? FORSE NON VE NE SIETE MAI ACCORTI MA SAPETE QUANTE VOLTE AVETE PAGATO FIOR DI QUATTRINI PER MANGIARE CIBI COTTI O CONDITI CON OLI DA QUATTRO EURO AL LITRO? IO OLTRE ESSERE PRODUTTORE SONO CONSUMATORE E SICCOME I SOLDI ME LI SUDO E NON LI STAMPO DI NOTTE PRETENDO DI SAPERE COSA STO PAGANDO E MANGIANDO. LA COMPRERESTE UNA FERRARI SENZA SAPERE CHE MOTORE MONTA? MEDITATE GENTE MEDITATE FRANCESCO BIANCHERI
Francesco Biancheri
PRODUTTORE
09/06/2013 23:49:22
5) Sono d'accordo con Clelia, Salvo e Stefano
Sono d'accordo con Clelia,Salvo,Stefano: tutti e tre hanno detto delle cose sensate. IO sono diventato grande con l'olio nell'ampolla delle trattorie anche se forse certi sporcaccioni e mistificatori 40 anni fa non erano cosi' frequenti. E' vero anche che il tappo salvagocce non ci evita il fatto di aprire e metter dentro la bottiglia altro tipo di olio; mi e' capitato di recente il un ristoro alla moda ( hanno incolpato il personale ). Sul fatto pero' che la maggioranza dei consumatori capisca.... ho delle perplessita'...anzi
marco sansone
ristoratore
ristorante buca di bacco
09/06/2013 23:44:20
4) Trovate un buon sistema di rabbocco....
Si parla di legalità, si parla di imprenditori, si parla di consumatori, si parla di leggi europee. Ma si parla anche di operatori turistici. Tra il dire e il fare ci stà di mezzo il mare. trovare un buon sistema anti rabbocco. se tenete a ciò.
Marco Barsottelli

30/05/2013 15:52:13
3) Se uno è disonesto frega comunque ...
Il pianeta ringrazia! Abbiamo così evitato che una marea di rifiuti alimentasse ancora di più le discariche.Sse uno è disonesto, il modo di fregare lo trova comunque. Per non parlare dei costi, che pagherebbe ancora il consumatore finale. Per fortuna, almeno una volta, ha prevalso il buon senso! Clelia
Clelia Dessì

30/05/2013 15:51:37
2) La Commissione ha fatto bene
Sono d'accordo col piccolo produttore di olio: questo sarebbe stato un regalo solo ai grandi imbottigliatori; mi stupisce come poi si giudichino indirettamente i ristoratori e i baristi, negando loro dignità e professionalità, doti invece patrimonio della stragrande maggioranza degli imprenditori del settore. Anche il Ministro forse è meglio che si informi meglio. Non capisco perchè un ristoratore non possa comprare all'ingrosso, dal frantoio l'olio di oliva, e poi metterlo in tavola con un etichetta nel menù o sull'oliera... Lo si fa col Culatello di Zibello o i Tartufi d'Alba ma con l'olio no. Vogliono che lo andiamo a comprare per forza dal grossista o dal rappresentante con le bottiglie usa e getta.... .Meno male che a Bruxelles han guardato un po più a fondo. Tenete duro e grazie Commissario Ciolos!!.
Stefano Cantoni

27/05/2013 12:22:07
1) Non c'è coerenza fra produzione e qualità
Tutte le varie associazioni degli agricoltori che si stracciano le vesti in realtà sono solo serve dei grandi produttori. Questa norma antiriempimento avrebbe favorito solo i grandi produttori con bustine e minibottiglie varie e distrutto i piccoli frantoi che ancora sono gli unici che danno un prodotto serio e inimitabile. Tutti i grandi marchi di olio d'oliva producono oli che di olio hanno forse solo l'odore ma che prezzo...... Hanno fatto bene quindi i paesi del nord ad opporsi e paradossalmente salvare i nostri piccoli produttori! Io che sono siciliano e conosco il mio olio dall'albero al frantoio inorridisco a pensare di essere costretto ad usare prodotti che non so nemmeno cosa contengano! Se il ristoratore userà oli scadenti sarà il consumatore stesso a punirlo non tornandoci! Perchè si pensa sempre ad un consumatore stolto, senza palato, senza giudizio e senza intelligenza ? Tutte queste leggi tutelano chi ? Lo scemo del villaggio ? Credo che la maggioranza dei consumatori possa comprendere quello che mangia e punire o promuovere in base alla sua esperienza senza che qualche tecnocrate lo obblighi a mangiare tutto in bustine monodose!
Salvo Porretta



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