I motivi erano diversi per rispondere all’invito di Patrizia e Fabio Lantieri, titolari dell’azienda agricola Lantieri de Paratico, con sede a ridosso della collina di Capriolo (Bs). Primo perché volevo vedere a distanza di sei anni dall’ultimo incontro come procedevano i progressi in vigna e in cantina (li ho trovati ampliati e migliorati, con l’aggiunta di un agriturismo con due suite e cinque stanze, piscina e piccola zona spa). Secondo, me li ricordavo una giovane e bella coppia e tali sono rimasti (con due figlie grandicelle). Terzo, volevo sapere se avevano continuato la gestione de “Le Cantine di Franciacorta”, il grande emporio con quasi tutti i vini dei produttori in vendita, sulla strada tra Erbusco e Iseo (sì, l’hanno mantenuta).
Quarto per vedere cosa avevano combinato - come diceva l’invito - con lo scultore Federico Severino, loro dirimpettaio, che già sei anni fa mi avevano invitato a conoscere ma che ho conosciuto solo pochi giorni fa grazie a questo nuovo invito (il noto scultore ha forgiato delle formelle che si possono ammirare sull’ingresso della cantina, ripercorrendo con diversi simboli l’antica, millenaria storia del Casato Lantieri). Sesto e ultimo motivo era l’assaggio in anteprima del primo Franciacorta Docg Riserva che esce dalle Cantine Lantieri: un Pas Dosé Millesimo 2007.
L’assaggio a la volée, direttamente dalla catasta, è stato soddisfacente, non solo a mio giudizio ma anche di tanti altri, compreso l’amico Paolo Massobrio, che di bicchieri di vino ne ha bevuti più di me, anche se è più giovane (io sono entrato pesantemente nel mondo del vino che avevo già quasi 40 anni). Il nuovo nato, il Riserva appunto, sarà ufficialmente presentato in settembre e sarà in vendita giusto per il Natale 2013. Prenotazioni da affrettare perché le migliaia di pezzi sono davvero poche. “Papà” di questo nuovo prodotto è sempre il grande enologo Cesare Ferrari, che segue questa azienda da 40 anni.
Al vino neonato manca ancora l’etichetta ed ecco l’idea geniale di unire vino e cultura. L’etichetta sarà scelta tra le 160 circa pervenute a Lantieri dalle scuole d’arte di Milano e Brescia. I giovani artisti si sono ispirati alle formelle di Severino e quindi vincerà chi sarà riuscito a trasferire nel modo migliore in etichetta una storia millenaria.
L’incontro, che si è concluso con una più che gustosa cena nella sala dell’agriturismo, in abbinamento ovviamente ai vini aziendali, ha avuto all’inizio il suo momento culturale che ha toccato il paesaggio della Franciacorta; «Necessità di non rovinarlo ulteriormente», ha ammonito Elena Lucchesi Ragni, responsabile dei musei di Brescia.
Quindi la storia dei castelli in Franciacorta, con particolare riferimento a quello di Paratico detto dei Lantieri, anche se lo storico Angelo Valsecchi ha specificato si trattasse di una “multiproprietà” di difesa per le famiglie del borgo; il critico d’arte Fausto Lorenzi ha parlato dell’opera ispirata di Federico Severino, autore tra l’altro della cattedra bronzea vescovile nel Duomo Nuovo di Brescia, delle tormentate formelle in altorilievo dell’Inferno dantesco al museo Paolo VI di Concesio, degli arredi sacri (altare, ambone, Via Crucis) per la Basilica di Santa Maria ad Martyres al Pantheon di Roma.
Il giornalista Luciano Ferrario del “Corriere della sera” ha illustrato le nuove tendenze della viticoltura franciacortina, sicuramente quella più d’avanguardia in Italia. Infine Paolo Massobrio non ha potuto che ribadire le lodi del Franciacorta Docg e del suo territorio. Il vino ha carattere di finezza, eleganza, grazie al metodo della lenta fermentazione in bottiglia che conferisce note fini a tutti gli aspetti: dalle bollicine, ai profumi, all'armonia del gusto.

L’azienda
Oggi il complesso aziendale di Capriolo comprende la struttura storica sotto il palazzo padronale, con le vecchie cantine secentesche, e quella di più recente costruzione, dove avvengono tutte le fasi della vinificazione. La cantina produce circa 120.000 bottiglie di Franciacorta Docg e 40.000 di Curtefranca rosso e bianco su una estensione circa 20 ettari ubicati nei comuni di Capriolo e Adro, nella zona denominata Colzano, da sempre vocata alla coltivazione della vite. I Franciacorta vengono prodotti esclusivamente mediante utilizzo di uve provenienti dai vigneti gestiti direttamente dall’azienda, consentendo dunque il controllo pieno della qualità e la cura di tutte le fasi produttive, nelle quali di persegue l’obiettivo del mantenimento dell’integrità del prodotto.
Biglietto da visita dell’azienda è il Franciacorta Brut dal quale emergono le caratteristiche di freschezza, mineralità, lunghezza e persistenza nel gusto, che contraddistinguono tutti i Franciacorta della Cantina. Agli appassionati di vini dalla vena netta e decisa, di grande nerbo, l’azienda propone l’Extra Brut. Decisamente suadente, fine ed elegante è il Satèn, versatile nei possibili abbinamenti. I due Franciacorta denominati Arcadia rappresentano i vintage della Cantina: il Franciacorta Arcadia con una permanenza sui lieviti di oltre 36 mesi si distingue per l’effervescenza carezzevole, la vena acida con particolari note tropicali e il finale appagante. Il Franciacorta Arcadia Rosé ottenuto con almeno il 70 % di Pinot Nero e un affinamento sui lieviti di minimo 36 mesi si caratterizza per finezza, carattere, sapore fresco e sapido con evidenti note di frutti rossi.