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Il Congresso Ais rilancia i sommelier
Oltre 7mila visitatori alla Leopolda

Primo Piano del 18 novembre 2013 | 15:17

Grande successo per la festa del vino italiano a Firenze. Il 47° Congresso nazionale Ais ha acceso i riflettori sul ruolo del sommelier, un professionista la cui figura non è adeguatamente percepita dai clienti. Passione, curiosità, necessità di fare sistema: queste le priorità per il mondo del vino emerse durante il talk show "Wine Trend"




FIRENZE - “Wine in Progress” e il 47° Congresso nazionale Ais (Associazione italiana sommelier), eventi ospitati il 16 e 17 novembre scorsi alla Stazione Leopolda di Firenze, hanno superato quota 7mila visitatori. Un grande risultato, sottolineato anche dalle parole del presidente di Ais Toscana, Osvaldo Baroncelli: «Con questo evento siamo riusciti a mettere insieme l’eccellenza, nel vero senso della parola, di tutto il mondo del vino e per gli appassionati di vino. I grandi numeri che raccontiamo oggi sono solo il primo obiettivo, di fronte a noi ci sono molti altri momenti, tra cui i corsi di formazione per divulgare la filosofia di Ais. Abbiamo visto qui molti giovani, ma anche ai nostri corsi di formazione l’età media si aggira intorno a 35 anni, anche perché quella del sommelier è una figura che può avere buone possibilità di sbocco sul mercato del lavoro, soprattutto all’estero nella ristorazione di alto livello dove sono molto richiesti.



La seconda e ultima giornata di Wine in Progress e 47° Congresso nazionale Ais ha visto molti protagonisti illustri, tra cui cinque vip sul palco del talk show “Wine Trend”: a condurre Cesara Buonamici, giornalista e vicedirettore del TG5 oltre che produttrice di olio extravergine di oliva biologico con la famiglia sulle colline di Fiesole, che ha intervistato con simpatia e professionalità Arnaldo Caprai, Francesco Illy, Francesco Moser e Oliviero Toscani sulla loro attività di produttori di vino, come è nata la loro passione e come si è concretizzata. Storie che i sommelier racconteranno esercitando la loro professione.

Antonello MaiettaTra i temi al centro del Congresso c’era anche quello del ruolo del sommelier, che vuole in un certo senso “cambiare pelle”, cambiare il proprio modo di rapportarsi con il pubblico. Ne abbiamo parlato con il presidente nazionale dell’Ais, Antonello Maietta (nella foto). «L’immagine del sommelier - ci ha spiegato - è un po’ datata, polverosa, ingessata. Ci rendiamo conto invece che la realtà dei fatti è ben diversa. Il sommelier oggi è un comunicatore del vino che dialoga adeguatamente con il consumatore. Ci siamo quindi chiesti come mai all’esterno non riusciamo a dare un’immagine così incisiva di quello che rappresentiamo. Il nostro sforzo maggiore sarà orientato proprio in questo campo, attraverso in primo luogo eventi concreti, come questo congresso alla Leopolda, aperto ai sommelier ma anche a tutti gli appassionati che vogliono venire ad assaggiare e degustare con piccole pillole di scuola Ais, con incontri rivolti soprattutto ai giovani».

Il talk show “Wine Trend”
Passione e curiosità, ma soprattutto la volontà di fare sistema: questa la ricetta di Ais per far crescere il vino italiano e la sua notorietà nel mondo. Una provocazione, che ha suscitato un interessante dibattito durante al talk show Wine Trend.

«L’Ais è come una grande famiglia, fatta di delegati che svolgono sul territorio un’azione importantissima in quanto sono il più vicino interlocutore sul territorio con i soci - ha spiegato il presidente di Ais Toscana, Osvaldo Baroncelli - ed è essenziale ricordarsi sempre che viaggiamo tutti nella stessa direzione e che quindi è importante fare le cose insieme perché possano avere successo».

Una provocazione ripresa anche dal fotografo Oliviero Toscani: «Ognuno di noi ha una professione che poco ha a che fare con il vino - ha affermato - ma è proprio questa diversità di esperienze che ci permette di dare una diversa prospettiva alla produzione enologica. Chi non è nato e cresciuto nel mondo del vino è più curioso e ha più motivazione e passione ad apprendere cose nuove. Oggi siamo troppo spesso condizionati ad avere marchi giusti per contare qualcosa. Ma dobbiamo capire che abbiamo potenzialità enormi perché se utilizzassimo la Toscana come marchio di riconoscimento condiviso sarebbe più facile far apprezzare i nostri prodotti nel mondo. Purtroppo se non cambia la mentalità dovremo aspettare almeno altre tre generazioni prima che si riesca a fare sistema».

Un momento del talk show Wine Trend

Al talk show sono intervenuti anche altri vip, che hanno raccontato la loro esperienza di produttori di vino. Come Arnaldo Caprai, Cavaliere del Lavoro e imprenditore tessile che insieme al figlio porta avanti da anni una realtà importante - tanto da aggiudicarsi il titolo di Cantina dell’Anno 2012 attribuito da Wine Enthusiast - legata al Sagrantino di Montefalco: «Cosa alimenta questo mio entusiasmo? La tenacia di potersi sempre migliorare e non sentirsi mai arrivati. Su questo fronte abbiamo ancora da imparare dai francesi ma dobbiamo renderci consapevoli che con le uve che abbiamo in Italia potremmo fare quello che vogliamo».

Francesco Illy, produttore con il Podere Le Ripi, ha sottolineato come la curiosità crei cultura e gli strumenti per riconoscere come obiettivamente a un vino blasonato e molto costoso non sempre corrisponde qualità migliore rispetto a uno che costa meno ed è meno conosciuto. «La mia azienda dal 2010 pratica la coltivazione biodinamica - ha raccontato - e ho messo a punto un nuovo modo di coltivazione della vite detto a bonsai che ha permesso di raggiungere la produzione delle prime bottiglie in un terreno dove non c’era vite ma pascolo in soli 5 anni invece dei consueti 35».

Tra gli ospiti, anche il campione del mondo di ciclismo Francesco Moser, che da quando si è ritirato dalle gare nel 1987 produce vino nel Maso di Villa Warth in Trentino. «La mia famiglia in realtà si è sempre occupata di vino - ha spiegato - tanto è vero che la mia prima bicicletta me la sono comprata con i proventi della vendita della grappa. Già negli anni Cinquanta mio padre vendeva vino all’ingrosso, poi quando ho concluso la mia attività di ciclista abbiamo iniziato a imbottigliare».

A concludere i lavori, il presidente nazionale di Ais, Antonello Maietta, che ha ringraziato gli ospiti e fatto il punto sul Congresso: «Fin dall’inizio questo si presentava come il Congresso della svolta e così è stato. I sommelier hanno parlato poco ma ascoltato molto. Abbiamo avuto il piacere di avere con noi ospiti di alto livello sia questa mattina che ieri con il convegno su “Clima e Vino” e il successo di questo evento è un segnale che indica che la strada tracciata è quella giusta».

Lo stesso Maietta, al termine del talk show, affiancato da Camilla Lunelli di Cantine Ferrari, ha consegnato il primo Premio Surgiva alla delegazione che si è distinta per attività innovative o particolarmente efficaci nella diffusione della cultura dell’acqua e del vino. Ad aggiudicarsi il trofeo è stata la delegazione di Arezzo, rappresentata dal delegato Massimo Rossi che, nel ringraziare per il riconoscimento, ha dedicato questa vittoria al presidente Baroncelli e a tutta l’Ais Toscana.

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