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di Andrea Radic
vicedirettore
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Cibus Connect, agroalimentare al centro
Un ponte fra mercati italiani ed esteri

Primo Piano del 08 febbraio 2017 | 18:10

Cibus non sarà più biennale, ma annuale: quest'anno, il 12 e il 13 aprile, a Fiere di Parma si terrà infatti Cibus Connect. Il sostegno a questa iniziativa si deve alla forza dell'agroalimentare per il mercato italiano. Federalberghi, Slow Food e Ambrosetti in prima linea per sostenere questo format e il settore, vitale per il Pil italiano




Un tavolo federativo quello della conferenza stampa di Cibus 2017 tenutasi a Milano. Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma, Luigi Scordamaglia presidente di Federalimentare, Roberto Burdese consigliere delegato di Slow Food promozione e Valerio de Molli managing partner di The European House - Ambrosetti, a rappresentare lo sforzo congiunto di diversi soggetti, non necessariamente omologhi, volti a sostenere il comparto agroalimentare italiano.

Cibus Connect, agroalimentare al centro  Un ponte fra mercati italiani ed esteri

Prima novità, Cibus diventa annuale, anche sull'onda del successo del padiglione a Expo 2015 ed una edizione straordinaria nel 2016: negli anni dispari si terrà Cibus Connect, un format agile di soli due giorni, che coniuga il momento espositivo con quello del business b2b, è quello convegnistico finalizzato alla divulgazione di temi di attualità in ambito food e retail internazionale.

Mercoledì 12 e giovedì 13 aprile 2017 saranno presenti a Parma oltre 500 aziende alimentari espositrici e selezionate in due padiglioni che presenteranno nuovi prodotti illustrati da molteplici showcooking. Saranno inoltre presenti 50 produttori selezionati da Slow Food che si propongono a nuovi mercati. Cibus Connect rappresenta anche un momento di incontro della community agroalimentare italiana e di programmazione della prossima edizione di Cibus 2018. Una parte importante durante le due giornate sarà dedicata alla divulgazione e alla formazione con convegni, forum internazionali e workshop con la presenza dei vertici di primarie aziende del settore, delle cariche istituzionali e associative. Federalimentare in collaborazione con Sistemi Formativi Confindustria, presenterà un workshop nazionale sul tema “L'impresa sostenibile: vantaggi per il sistema produttivo”.

«Il modello fieristico è ancora attuale - Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare - e Cibus si trasforma per dare un valore aggiunto all'agroalimentare italiano e comunicare i valori e la sostenibilità del food and beverage italiano. Si comunica a tutte le aree del mondo che vogliono il prodotto italiano, dopo Expo molti hanno capito che siamo un modello unico di riferimento».

«La valenza economica e occupazionale del nostro settore - ha aggiunto Scordamaglia - va presentata ai buyer internazionali e agli investitori stranieri che ancora credono nell'agroalimentare italiano. Lo faremo anche con una visita sui territori. Abbiamo inoltre deciso come Federalimentare di proseguire con "Apertamente", manifestazione che vuole aprire a giornalisti e pubblico interessato realtà produttive di eccellenza».

Luigi Scordamaglia e Antonio Cellie - Cibus Connect, agroalimentare al centro  Un ponte fra mercati italiani ed esteri
Luigi Scordamaglia e Antonio Cellie

«La Fiera di Parma, la presenza di Ambrosetti e da quest'anno anche di Slow Food - ha concluso il presidente - dimostrano che il modello italiano è grande perché tiene insieme le diverse parti, artigianali e industriali tutte di qualità. Il nostro settore è quello che investe di più nell'innovazione: in Europa siamo il primo settore con 1.500 miliardi di fatturato. Innovazione e tecnologia vanno di pari passo con la crescita delle nostre imprese, anche il settore agricolo è ampiamente tecnologizzato. Con la georeferenzialità oggi il settore è all'avanguardia con livelli di controllo e parcellizzazione al metro quadro».

Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, ha preso la parola parlando di “orgoglio”: «è questa la parola che voglio legare a Cibus Connect, capace di riunire verso il medesimo obiettivo Luigi Scordamaglia, Valerio de Molli e Roberto Burdese per le idee che Slow Food ha messo in campo, un booster capace di creare un driver di sviluppo importante per numerosissime aziende».

«Prosegue la nostra volontà di investire in maniera ingente per un quartiere fieristico che è secondo solo a Milano con 400mila metri di proprietà nel luogo giusto - fa notare Cellie - al centro di un sistema viario, a 100 chilometri dall'80% del Pil italiano. Abbiamo investito 100 milioni negli ultimi 6 anni e ne investiremo 160 nei prossimi sette. Siamo l'unico soggetto che ha smontato e rimontato il padiglione Expo che oggi è l'ingresso ovest della fiera di Parma».

«Altra cosa importante sono i risultati: abbiamo il 24% di ebtda medio - conclude il ceo di Fiere di Parma - e una capacità di generare risorse, valore, cassa per reinvestire. Quest'anno sono 16 i milioni che abbiamo reinvestito non pagando dividendi. Sappiamo cosa fare e lo stiamo già facendo, ad esempio gli eventi per valorizzare il Made in Italy nel mondo. Tra questi abbiamo presentato un progetto per portare Cibus Italia a Dubai 2020 con una lounge per business con lo stile di vita italiano. A Parma abbiamo 70mila visitatori professionali e 3mila aziende tutte italiane. Un bouquet incredibile».

Cibus Connect, agroalimentare al centro  Un ponte fra mercati italiani ed esteri

Antonio Cellie ha informato inoltre che per le aziende che hanno subito danni dal terremoto sono previste facilitazioni fortissime che arrivano anche alla gratuità. Infine ha posto l'accento sui servizi di incoming personalizzati per visitatori top, tra i quali potrebbero essere per la prima volta utilizzati voli charter da Parigi e Francoforte per dare ai grandi operatori del settore, ai big players, opportunità su misura.

«Crediamo molto in questa operazione con Cibus - ha detto Valerio de Molli, managing partner di The European House Ambrosetti dice - per valorizzare il settore agroalimentare, il primo per occupazione con oltre 424mila addetti e 132 miliardi di fatturato con 8 miliardi di saldo attivo nella bilancia commerciale. Un settore che genera 30 miliardi di export per oltre 57mila imprese».

Roberto Burdese, consigliere delegato Slow food promozione, ha concluso parlando di «un primo passo per fare un pezzo di strada insieme. Oggi nel mondo dell'agroalimentare i grandi e i piccoli si riconoscono, forse non vanno sempre d'accordo ma si frequentano. Ed è uno degli elementi di forza del nostro Paese. Costruendo momenti di condivisione e alleanza tutto dove possibile. Solo negli anni novanta la diminuzione degli addetti all'agricoltura era notizia positiva. Oggi scopriamo invece essere positivo il fatto che siano in continuo aumento».

In allegato il programma del forum “Posizionamento del Made in Italy agroalimentare rispetto all'evoluzione internazionale dei consumi”, in programma durante Cibus Connect 2017.

Per informazioni: www.cibus.it

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