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di Andrea Radic
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Birra Moretti Grand Cru si tinge di rosa
Solaika Marrocco conquista il premio

Pubblicato il 07 novembre 2017 | 16:17



Solaika Marrocco, cuoca del Primo Restaurant di Lecce, è la vincitrice della 7ª edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru, il concorso nazionale per cuochi e sous chef under 35, promosso da Fondazione Birra Moretti.

Dieci finalisti di cui una sola donna e alla fine la giuria superstellata l'ha conquistata lei Solaika Marrocco, prima donna a farcela, ventidue anni e un carattere già tosto, una professionalità che sa sviluppare gusto, equilibrio e cotture perfette. Questo il risultato della settima edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru, che continua a consegnare alla cucina italiana talenti e nuovi protagonisti. Promosso da Fondazione Birra Moretti invita le giovani promesse dei fornelli a creare ricette utilizzando la birra come ingrediente e in abbinamento ai piatti.

Solaika Marrocco (Birra Moretti Grand Cru si tinge di rosa Solaika Marrocco conquista il premio)
Solaika Marrocco

«Un premio che gioca un ruolo fondamentale per diffondere la cultura della birra», ha sottolineato Soren Hagh amministratore delegato di Heineken Italia, di cui Birra Moretti è parte, nel consegnare i premi al termine di una giornata che ha celebrato il talento di giovani cuochi e relativi aiuto chef. Età media dei finalisti ben al di sotto dei 35 anni richiesti da regolamento, fatto positivo e ben augurante e una «capacità dialettica decisamente più adulta, anche nel commentare il piatto e rispondere alle osservazioni dei giurati che rappresentano ben 14 stelle Michelin», ha sottolineato il presidente della Fondazione Alfredo Pratolongo.

(Birra Moretti Grand Cru si tinge di rosa Solaika Marrocco conquista il premio)
Turcinieddi glassati alla birra con marmellata di cipolla all’arancia, critmi in tempura e infuso di luppolo

Solaika Marrocco è la prima donna a vincere il prestigioso riconoscimento. Ha messo d'accordo tutti, da Claudio Sadler presidente della giuria a Carlo Cracco, Andrea Berton, Giancarlo Morelli, Viviana Varese, Corrado Assenza e anche i sommelier Marco Reitano e Michela Scarello con i Turcinieddi glassati alla birra con marmellata di cipolla all’arancia, critmi in tempura e infuso di luppolo preparato nelle cucine di Luigi Taglienti, anch'egli in giuria che, nel suo Lume ristorante a Milano, ha ospitato la giornata del premio.

Marco Volpin, Solaika Marrocco, Andrea Congiusta (Birra Moretti Grand Cru si tinge di rosa Solaika Marrocco conquista il premio)
Marco Volpin, Solaika Marrocco e Andrea Congiusta

Tra i dieci finalisti, Marco Volpin cuoco del ristorante le Tentazioni di Villatora di Saonara (Pd) ha ricevuto la menzione speciale per la “Miglior interpretazione della birra come ingrediente”. Menzione speciale per la “Miglior interpretazione della birra in abbinamento” a Giorgio Puleo, sous-chef del ristorante Il Portico di Appiano Gentile (Co), mentre Il premio “Voto del pubblico” è andato ad Andrea Congiusta, del ristorante My.Ale Club di Roma.

Una citazione meritano anche Alessio Gallelli, pastry chef a I Fontanili di Gallarate (Va), che ha presentato l'unico dessert in finale, "Meringata alla birra, frutti di bosco e squacquerone", con un fresco abbinamento alla Moretti radler alla Gazzosa, e Marco De Bastiani, sous chef del ristorante 1908 del Park Hotel Holzner di Soprabolzano (Bz), con un notevole Spaghetto freddo con birra, fieno, nasturzio, cuore e rapa rossa.

Ritirando l'assegno da 10mila euro, destinato ad un viaggio di apprendimento alle grandi tavole d'Europa oppure ad una fornitura di attrezzature professionali, Solaika Marrocco, visibilmente commossa e felice ha commentato: «Sono molto felice di essere la prima donna a vincere questo Premio. Non me l’aspettavo e per me è fonte di orgoglio perché è importante riconoscere il valore delle donne in cucina. È un lavoro duro e faticoso e l’unico modo per andare avanti è metterci passione. Io non potrei fare altro nella vita. È importante credere nei propri sogni e perseverare, perché a volte si avverano. Non bisogna arrendersi mai».
 

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