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domenica 17 dicembre 2017 | aggiornato alle 22:36 | 51829 articoli in archivio

Un piatto da dividere costa il 20% in più
Lo strano caso de La Colombetta a Como

Primo Piano del 09 novembre 2017 | 09:46

Un altro «brutto biglietto da visita» per la ristorazione, come lo giudica Confesercenti: al ristorante La Colombetta a Como un piatto da dividere al tavolo costa il 20% in più del prezzo da menu. I titolari del ristorante rinomato parlano chiaro: «Per noi è un lavoro aggiuntivo, giusto il sovrapprezzo».

Quindi, se il partner con cui si è a cena vuole assaggiare il vostro antipasto di pesce? Lo può fare, nessun problema... ma sono 8 euro per il piatto... vuoto.

(Un piatto da dividere costa il 20% in più Lo strano caso de La Colombetta a Como)
(foto: Corriere della Sera)

Non è una sorpresa che si riceve una volta arrivati al conto, il menu infatti lo dice chiaramente: "Le pietanze da dividere costeranno il 20% in più", un'indicazione per sicurezza riportata anche in inglese, così da essere chiari anche con quei turisti stranieri di passaggio lungo il lago.

E attenzione, la maggiorazione viene conteggiata per ogni assaggio richiesto: un addebito aggiuntivo non da poco sulla ricevuta, che ha stupito più di un comasco e ha suscitato qualche malumore.

Non stiamo parlando di un ristorante qualsiasi: La Colombetta si qualifica come locale conosciuto e rinomato, ne sono testimonianza le segnalazioni su portali come il Touring Club. Forse cavalcando l'"onda del successo", i titolari hanno deciso di apportare questa piccola modifica al menu, e nonostante le critiche ricevute non si smuovono dalla loro posizione, giustificandosi così: «In un ristorante di un certo livello è assolutamente doveroso che anche il servizio sia all'altezza. Capita sempre più spesso che arrivino gruppetti di turisti, specialmente stranieri, che dopo aver ordinato magari un paio di pietanze ci chiedono altri piatti per fare degli assaggi. Questo per noi comporta del lavoro aggiuntivo. Il cameriere non lascia semplicemente i piatti sul tavolo, apparecchia in modo adeguato, dedica del tempo al servizio ed è giusto metterlo in conto».

Una reazione stupita di fronte a questa decisione non è solo dei clienti, ma anche degli addetti ai lavori: «Mai sentito nulla di simile. È un brutto biglietto da visita - dice Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como - per una città che sta facendo del turismo il suo settore trainante».

E il presidente dei cuochi comaschi, nonché membro Euro-Toques, Cesare Chessorti commenta: «Ho sentito anche altri colleghi e nessuno ha mai visto una cosa simile. Mi pare una situazione particolare e non capisco le motivazioni che potrebbero essere alla base di questo sovraprezzo».

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COMMENTI

14/11/2017 18:01:54
2) Invece è giusto
Trovo giusto anzi necessario aumentare il prezzo di una portata qualora questa venga però divisa, molto spesso si ordina un piatto da dividere. Una cosa è per la cucina impiattare un primo ad esempio, un'altra cosa è impiattare un primo diviso a metà, il tempo di servizio non è uguale e nemmeno i costi e forse nemmeno la quantità.
Mario Cannizzaro

14/11/2017 09:36:39
1) Giusto pagare di più
Per non pagare il 20% di sovraprezzo basterebbe non chiedere i piatti e posate pulite così da non gravare sul costo del servizio. Io quando vado al ristorante faccio spesso degli assaggi dai piatti di mia moglei o dei miei amici e con il mio sistema non ho mai pagato nessun sovraprezzo :-)) Credo che sia giusto pagare il sevizio in più magari non del 20% ma sicuramente almeno del 10%
Gianfranco Cabello
Albergatore

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