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Mille risotti al Macef: anche in Fiera l’adesione alla giornata del Risotto alla milanese

Pubblicato il 08 gennaio 2009 | 18:51

Si avvicina la celebrazione della seconda edizione della Idic, International day of italian cuisines, la Giornata internazionale delle cucine italiane.
L'iniziativa, ideata ed organizzata dal Gruppo virtuale cuochi italiani (Gvci), vuole essere un appello, affinché in tutto il mondo la cucina italiana sia rispettata e, dunque, eseguita secondo i più rigorosi criteri di scelta delle materie prime e di osservanza delle ricette originali.
Lo scorso anno fu subito grande successo, il Carbonara day fu festeggiato in Italia e nel mondo, lasciando un segno indelebile, un messaggio forte e chiaro di identità gastronomica e di orgoglio per i nostri connazionali all'estero, a tal punto che i clienti, dalle Americhe all'Asia, nei paesi arabi o in Europa, ancora oggi pretendono che la carbonara sia inamovibile dai menu dei migliori ristoranti italiani di tutto il pianeta.

Il Risotto alla milanese day
Quest'anno sarà Risotto alla milanese e quella che viene definita la Ola della buona cucina italiana sta già elettrizzando tutti coloro che stanno aderendo, pronti a passarsi il testimone nelle 24 ore di fuso che trascorreranno durante il prossimo 17 gennaio 2009.
Per seguire l'evento, anche con dirette web, basterà collegarsi a www.itchefs-gvci.com

In Italia si cercherà di rispondere all'appello con tante iniziative e Milano, visto il forte legame con la ricetta prescelta, sarà teatro di significative adesioni.
In Fiera, durante la manifestazione Macef , si è deciso di cucinare risotto per tutti i 4 giorni della manifestazione, con ricette diverse ogni giorno, ma, naturalmente, con il Risotto alla milanese protagonista il mezzogiorno di sabato.
Più di mille porzioni saranno preparate nella Chic Lounge allestita per l'occasione al pad.9 - U01/V09, un'area attrezzata di 300 mq dove protagonisti saranno i cuochi della nascitura associazione Chic (Charming italian chef), un gruppo di cuochi di livello 'stellato” che già in questa anteprima comunicheranno col proprio lavoro la propria mission: portare nel mondo la nuova cucina italiana.
 Niente di meglio, dunque, che aderire alla buona idea del Gvci il gruppo di cuochi italiani operanti all'estero, che, guidati dal Presidente Mario Caramella co-fondatore dell'associazione insieme a Rosario Scarpato, dal 2001 ad oggi sono già quasi più di 800 e 'si incontrano” quotidianamente in un forum su internet per scambiarsi pareri, informazioni, indicazioni su prodotti e fornitori e fare, dunque, concretamente, cultura della cucina italiana nel mondo.

Il premio "Cuoco dell'anno" a Emanuele Lattanzi
Ma non è tutto, il Gvci lascerà un segno in più in questa giornata, infatti, a Milano sarà presente Emanuele Lattanzi, il cuoco resosi mondialmente celebre per il gesto d'amore per la figlia Clarice durante l'attacco terroristico di Mumbai. Emanuele è stato indicato dal Gvci come Cuoco dell'anno, un riconoscimento pensato per sottolineare l'impegno ordinario e straordinario che questi nostri connazionali svolgono tutti i giorni lontano dal nostro Paese.
Emanuele Lattanzi, alla presenza di Rosario Scarpato, presidente onorario Gvci, riceverà la Padella d'argento, segno tangibile del premio Gvci, dalle mani di Enrico Piazza della società Piazza e parteciperà alla preparazione del Risotto alla milanese con il cuoco Chic Massimo Sola dei 4 Mori di Varese.

A cena diversi ristoranti della città proporranno Risotto alla milanese ai propri clienti per festeggiare, al Brellin si approfitterà per consegnare il premio della Giuria Popolare 'Giallo Milano, miglior Risotto alla milanese”, 2a edizione, (attribuito in base alle valutazioni dei clienti presso i 52 ristoranti in concorso). I vincitori del Premio della Critica e del Premio Gerry Scotti, per lo stesso concorso, erano stati rispettivamente gli chef Silvano Prada del Four Season e Alessandro Rimoldi di El Brellin.

Di seguito la notizia pubblicata sull'evento il 16 dicembre

Gvci: un Risotto alla milanese per la giornata internazionale delle cucine italiane 

L'appello è rivolto a tutti coloro che lavorano nel campo della enogastronomia italiana nel mondo e agli amanti della cucina italiana, a qualunque latitudine si trovino (inclusa l'Italia ovviamente). Tutti sono invitati a unirsi al Gvci, Gruppo virtuale cuochi italiani, il 17 gennaio 2009, nella celebrazione della cucina italiana autentica e di qualità. Come? Cucinando o mangiando in quella giornata un genuino risotto alla milanese.Mario Caramella
Centinaia di cuochi italiani e culinary professional del Gvci che lavorano in ogni angolo del mondo lanciano nuovamente l'appello per la giornata internazionale delle cucine italiane – International day of Italian Cuisines (Idic 2009).

«Il 17 gennaio 2009 è un giorno dedicato a quelli che amano la cucina italiana nel mondo» dice Mario Caramella (nella foto) executive Chef a Bali (Indonesia) e presidente del Gvci, l'organizzazione che prossimamente premierà Emanuele Lattanzi Chef Gvci dell'anno. «L'attuale boom mondiale della cucina italiana", aggiunge da Melbourne Rosario Scarpato, giornalista enogastronomico e presidente onorario del Gvci - ha generato una tale proliferazione di cattive imitazioni che i suoi consumatori non possono più accettare la sistematica contraffazione dei prodotti e il taroccamento della cultura culinaria italiana».
L'anno scorso, il Gvci, con i suoi 800 associati in oltre 70 paesi, formò una storica ola, nella quale centinaia di cuochi, a tutte le latitudini, cucinarono un'autentica pasta alla Carbonara. Un grande successo. «Per la Idic 2009 abbiamo scelto il Risotto alla Milanese, il padre di tutti i risotti italiani - aggiunge Mario Caramella - perché con pizza e spaghetti, risotto è certamente il piatto italiano più famoso nel mondo».

Il risotto, uno dei simboli del made in Italy nel mondo
Il successo del risotto è stato ed è tanto grande che oggi è diventato una specie di "tecnica", usata in maniera spesso inappropriata in tutti i tipi di cucine. Proprio per questa sua popolarità il risotto è adesso tra i piatti più taroccati nel mondo. «In una città come New York, su 50 ristoranti che hanno il risotto nel loro menu, appena meno di un terzo è italiano» ricorda Rosario Scarpato. Il resto sono principalmente i cosiddetti ristoranti di cucina neo-americana (38%). Ma anche ristoranti messicani, spagnoli, giapponesi e addirittura indiani hanno il risotto nel loro menu. Senza contare che il piatto è molto popolare anche nei ristoranti francesi di vecchio e nuovo stile e non solo negli Stati Uniti. La Table de Joel Robuchon a Tokyo e molti altri ristoranti francesi in Asia hanno il risotto nel loro menu e prendono stelle dalle guide francesi. Le stesse che troppo spesso ormai ignorano deliberatamente i ristoranti italiani di qualità in Giappone, a Hong Kong e Macao.

L'appello del Gvci comunque vola molto più in alto delle guide, dei critici e delle stelle. E soprattutto della crisi e del pessimismo di questi tempi.
«La Idic è nata con una missione - dice Mario Caramella - certamente puntiamo ad educare i consumatori di cucina italiana nel mondo, ma vogliamo soprattutto difendere il loro diritto di avere quello per cui pagano quando vanno in locali che si fregiano del titolo di ristoranti italiani, e cioè cucina italiana autentica e di qualità».

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