.jpg) Obama è l’uomo dell’anno per il “Time” mentre calciatori o campioni olimpici più o meno celebrati lo sono per i giornali sportivi. Nel nostro piccolo ci piace chiudere l’anno indicando nel ministro Luca Zaia il politico che più di tutti ha saputo affrontare con rigore e decisione alcune questioni spinose del mondo agroalimentare. A cominciare dalla lotta alle sofisticazioni e alle truffe che, anche per suo impulso, hanno fatto guadagnare all’Italia la prima posizione in Europa per numero di controlli e sequestri andati a buon fine. Da questo punto di vista non c’è nulla aggiungere: da anni non c’era un ministro delle Politiche agricole così attivo e, soprattutto, così competente e capace di dare visibilità alle sue azioni.
Basterebbe scorrere l’elenco delle notizie pubblicate sul nostro quotidiano on line. Su circa 6.500 articoli presenti nel data base di www.italiaatavola.net da marzo a oggi, quasi 240 lo riguardano direttamente. Un vero record. Tanto più che, salvo qualche piccola contestazione di cui parleremo, sono quasi tutte notizie in positivo. Per il settore e per la sua immagine. Dalla risoluzione dell’annosa questione delle quote latte (dove Zaia deve solo confermare a gennaio la risolutezza fin qui mostrata obbligando al pagamento delle multe previste chi negli anni scorsi ha sgarrato facendo concorrenza sleale agli allevatori onesti) a quella dei contributi per la pesca, dalla grana del Brunello di Montalcino (dove ha fermato con rara perizia l’arroganza di chi pensava di ignorare le norme che si era dato…) agli interventi a favore della mozzarella dopo lo scandalo della diossina, non è passata settimana in cui Zaia non sia stato protagonista in positivo. Magari con interventi non sempre condivisi da tutti, ma certo concreti ed efficaci.
Un modo di fare che ha contribuito non poco a salvare l’immagine dell’enogastronomia e della ristorazione italiana, tanto che la gran parte dei nostri lettori, che abbiamo informalmente interpellato, non ha avuto dubbi nell’indicarlo come il personaggio di maggiore rilievo nel settore. Un livello di gradimento che ha avuto effettivi positivi anche su quello più generale del Governo e del suo partito. Un giudizio che “Italia a Tavola” è lieta di fare suo, trovando fra l’altro in ciò piena conferma dell’apertura di credito che gli avevamo dato al momento del suo insediamento. Proprio perché onorati di annoverarci fra i suoi sostenitori, presentiamo al ministro anche due osservazioni, certi che saprà coglierne lo spirito di collaborazione che ha finora caratterizzato i nostri rapporti.
La prima riguarda il suo sostegno alla ingiustificata volontà politica di adottare la misura dello 0,2% di limite di alcol per poter guidare. Gli chiediamo in particolare di tenere della posizione della “Tavola della comunicazione alimentare italiana” a cui ci rifacciamo (vedi articolo Alcol e guida: i giornalisti della “Tavola” respingono la logica della tolleranza zero), sulla quale ci piacerebbe avere un suo parere. Lo invitiamo fra l’altro a tenere conto dell’enorme opposizione suscitata nel Paese reale (basterebbe vedere i “No” espressi su Facebook, ambiente pure assai frequentato dal ministro). La seconda osservazione riguarda invece la crociata contro l’ananas. È una posizione che non condividiamo, anche se comprendiamo e apprezziamo le motivazioni di fondo, per il solo fatto che l’Italia non produce ananas, che è invece prodotto in Paesi che magari non producono prosciutto, vino o formaggio. Se anche fra quei produttori passasse la stessa logica potremmo rischiare di farci davvero del male…
Per concludere ricordiamo con amicizia a Luca Zaia che siamo ancora in fiduciosa attesa di una risposta positiva all’appello che “Italia a Tavola” ha lanciato per un riconoscimento pubblico per l’atto eroico del cuoco Emanuele Lattanzi a Mumbai. Sarebbe il modo migliore per chiudere in bellezza un 2008 che definire difficile è un eufemismo, tenendo anche conto delle indicazioni che emergono dal nostro sondaggio. E analogamente si può dire per Gualtiero Marchesi, per il quale abbiamo da tempo avanzato la proposta di un atto delle istituzioni che premi il ruolo svolto per la nostra Cultura e per la Ristorazione italiana. Ricordiamo solo che fra tanti Cavalieri del lavoro, in qualche caso discutibili o inutili, non c’è un solo cuoco…
Alberto Lupini alberto.lupini@italiaatavola.net Articolo correlato: Enogastronomia e ristorazione: Luca Zaia uomo dell’anno 2008
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