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Le troppe sagre rovinano il lavoro anche alle gastronomie

16/09/2009
Commento alla notizia: Caro sindaco... troppe feste di piazza Nel cremonese appelli senza risposta

Anch'io che ho una gastronomia artigianale da asporto sono disgustato da questo continuo susseguirsi di feste, sagre ed eventi.... Il problema nel mio caso non è la mancanza di clientela, avendo una fascia che non frequenta questo tipo di manifestazioni, ma bensì la cosa che mi fa inorridire è la mancanza di rispetto per la nostra categoria (ristoratori, gastronomie, trattorie) sull'applicazione delle leggi alle quali noi dobbiamo (giustamente) sottostare e in queste feste non c'è alcun controllo! Per fare un piccolo elenco: un manuale di autocontrollo HACCP, la legge 626 sicurezza nei luoghi di lavoro, il bagno con spogliatoio e armadietto con vani separati, l'acquisto dei prodotti con IVA, lo scontrino fiscale, il lavamani nella zona vendita, la marcia in avanti, le aree di produzione separate e ben distinte, potrei andare avanti e fare una lista interminabile....
Dulcis in fundus quando fanno un pranzo e lo vendono a 20,00 €. loro sono onesti e ne guadagnano 18,00 €. se invece lo fai tu, sei disonesto e puliti te ne restano 3,00 se ti va bene quando hai pagato il personale, la corrente, il gas, l'IVA, l'IRPEF, l'IRAP, l'INPS, l'INAIL, l'affitto e sei sei sfigato prendi pure la multa dall'ASL per avere dimenticato di compilare i moduli della temperatura dell'HACCP perchè non sapevi da che parti girarti.....
Queste feste mi stanno facendo passare la voglia di lavorare, mi fanno venire voglia di chiudere, licenziare i dipendenti e mandarli in queste feste a lavorare e vedere se sono contenti! Tu Alberto che scrivi sul sole, spingi l'attenzione ai nostri governanti, non possiamo andare avanti così, l'evasione fiscale è anche questa! Ciao e grazie per il gran lavoro che fai!

Sergio Grisoni
di Invorio (No)

Risposta:

Caro Sergio questa segnalazione è l'ulteriore conferma di come sia fondamentale la battaglia che stiamo sostenendo a fianco di alcune associazione di ristoratori e, soprattutto, dei molti operatori profesisonali della trasformazione del cibo che rivendicano solo la possibilità di lavorare con regole uguali per tutte. Purtroppo c'è chi è costretto lavorare con le manhi legate dietro la schiena e chi, al contrario, gode di vantaggi, agevolazioni ed esenzioni da opgni tipo di controllo solo perchè alcueni politici spacciano queste sagre come venti sociali... quasi che i ristoratori, i gestori di gastronomi e o i produttori di alimenti che rispettano le regole siano speculatori. Servono davvero nuove regole e non già qualche picoclo accordo pasticcato fra le Pro Loco e sindacati che devono tenere buoni sia gli ambulanti, sia i ristoratori.

a.l. 

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