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Basta con le pro loco che pensano al cassetto

30/09/2009
Commento alla notizia: Sagre, sono tarocche 2 su 3 Servono regole per quelle buone

è ora che si faccia un po' d'ordine nel feste e sagre paesane. Ricordo che la pro loco ha come obbiettivo promuovere il territorio e non quello di sostituirsi alle aziende ristorative. Vi siete mai trovati a feste o meglio 'bolge” del genere? Nella mia zona questa estate ogni giorno c'era una manifestazione. Addirittura nel mese di agosto c'è che mi ha chiesto di contribuire alla realizzazione di un opuscolo per promuovere il territorio in occasione del ritiro di una nota quadra calcistica. Bene! Aderisco io e parecchi ristoratori della zona pagando una quota, e non poco. Volete sapere come è andata a finire? è successo che quando sono arrivati i tifosi al seguito della squadra per una partita amichevole, circa 800 persone, i volontari della sportiva hanno avuto la felicissima idea di preparare polenta e spiedo a un prezzo 'popolare” 10,00 euro a persona. Morale? Tutti al campo a mangiare polenta e spiedo. E i ristoratori? A grattarsi le P…. Quindi oltre al danno anche la beffa !
Aver pagato la pubblicità sul'opuscolo e i clienti sono stati 'trattenuti” con la proposta gastronomica a basso costo. Ma… la vogliamo finire o no! Mi chiedo possono questi signori fare concorrenza, sì dico concorrenza, ai ristoratori. Evidentemente sì, visto che nessun organo di controllo interviene. Comunque è concorrenza sleale.
E poi non vedo assolutamente cosa centra la promozione turistica con il far "cassetto". In alcuni casi ho visto somministrare alcol a bambini dall'apparente età di 13/14 anni. Scusate se è poco.
Poi siamo sicuri che questi osservino le norme di igiene, pagano le tasse e sono in grado di manipolare gli alimenti in modo corretto. Basta!!! Le pro loco, alpini, sportive, gruppi politici ecc. che facciano, se vogliono, promozione turistica e non si mettano a somministrare alimenti e bevande al pubblico. Se proprio vogliono collaborare con i ristoratori e gli addetti ai lavori, si può stabilire assieme una linea di promozione turistica nella quale nessuno 'pesti” i piedi all'altro. Scusate lo sfogo. 

Gianluca Castini
Ristoratore
Risposta:

Caro Gianluca, il suo è solo uno degli innumerevoli casi che ben conosciamo. Per questo abbiamo deciso da tempo di impegnarci in questa battaglia di civiltà e verità. Certo dai politici non ci vengono nè segnali incoraggiancti, nè tanto meno dichiarazioni amichevoli. Purtroppo chiedere di rivedere a fondo le norme sulle sagre significa andare a colpire al cuore il tema del collateralismo fra la politica e le associazioni del tempo libero o le polisportive che negli anni della seconda Repubblica ha sostituito quello fra i partiti, i sindacati e le associazioni sociali. Si tratta di un problemna che riguarda i conti economici di questi soggetti, ma in parte anche il consenso elettorale. Per questo occorre che i ristoratori cerchino di pesare di più in tutti i sensi.

a.l.

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