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Smettiamola di prendere in giro il consumatore

21/12/2009
Commento alla notizia: A Capodanno bollicine tricolori anche al ristorante

Gentilissimo direttore, penso che la "battaglia" del Sig. Ziliani, legittima e accompagnata da argomentazioni (ma non ha bisogno certo del sottoscritto per difendersi), sia del tutto rivolta all'ignoranza che corre nel nostro paese riguardo il mondo del Vino. Il suo sottolineare la patetica iniziativa ministeriale, va nella direzione di un sostegno vivo all'accrescimento culturale italiano che permetta a tutti, dal ristoratore al consumatore, di distinguere in piena libertà (e non con la demagogia leghista che emana comunicati stampa che hanno del ridicolo), al momento dell'acquisto e del brindisi, uno Champagne da un Moscato d'Asti che nulla hanno in comune se non la CO2 contenuta nel prodotto finale.
Il parlare di "spumante italiano" è un insulto al consumatore, mi sembra di vedere l'armata Brancaleone comprendente tutti gli spumanti a 3-4 euro che si vendono negli scaffali della Gdo - che insultano il made in italy -, che combatte contro il famigerato nemico d'Oltralpe: la piccola ma grande regione francese della Champagne. Facciamo vera informazione, non si dicano più bestialità come: "gli spumanti italiani hanno la meglio sullo Champagne", "lo spumante batte lo Champagne", ma piuttosto insegnamo a distinguere il Moscato d'Asti dal metodo Classico di Alta Langa, il Prosecco dal Lugana spumantizzato, il metodo Classico di Arunda dal Trentodoc, un Satèn da un Franciacorta brut. Facciamo vera informazione, dicendo che in Francia ci sono ben 7 Cremant che affiancano lo Champagne. SMETTIAMOLA DI PRENDERE IN GIRO IL CONSUMATORE.

Stefano Novati
sommelier
Risposta:

Egr. signor Stefano, in verità mi sembra che lei sia caduto nella trappola della disinformazione che Franco Ziliani sa creare molto bene. Io rispetto le cose buone che fa Ziliani, ma non quando pretende di insegnare la professione giornalistica. Sarebbe come chiedere al farmacista, invece che al medico specialista, una diagnosi accurata... Ognuno è libero di esprimere le opinioni che vuole, ma la prima regola del fare informazione è cercare di essere obiettivo e non fazioso. Non sempre ci si può riuscire, ma almeno noi tentiamo di farlo.
Dico questo perchè è veramente penoso pensare di essere attaccati come se fossimo dei coriferi del ministro Zaia, nei confronti dei quali applichiamo solo le regole professionali di dare notizia delle cose che fa essendo il ministro "di riferimento" per il settore in cui noi lavoriamo. Con l'obbligo che ci deriva fra l'altro dall'essere un quotidiano (anzi l'unico quotidiano online di enogastronomia e turismo) che della completezza d'informazione (per tutti) ha fatto una regola. Forniamo le notizie del giorno, non solo quelle che ci piacciono...
Premesso ciò, e ricordando che siamo anche l'unica testata che polemizza duramente col ministro per le cose che a nostro parere sono sbagliate o per i suoi silenzi (che sono tanti), riteniamo di avere il dovere di valorizzare anche le cose buone del Ministero. Fra queste c'è certamente la promozione delle bollicine italiane in momenti importanti, e quindi anche in Tv a Capodanno. Questa è una battaglia che combattiamo da almeno un anno dopo la vergogna della diretta su Rai1 in cui Fabrizio Del Noce si tracannava una bottiglia da Champagne. In Francia se un dirigente tv avesse osato bere del TrentoDoc o del Franciacorta sarebbe stato licenziato sui due piedi...
Una battglia che siamo contenti di avere vinto, ma che al signor Ziliani non piace, tanto che parla di ridicoli disegni autarchici o di imposizioni da regime. Una corbelleria che solo la malafede può dipingere come tale.
Riguardo invece all'armata Brancaleone degli spumanti italiani, mi piace che lei abbia usato un'espressione che ho avuto modo di utilizzare più volte polemizzando proprio col ministro Zaia che ha avuto spesso il torto di mettere insieme Prosecco, Asti, Charmat e i vari metodo Classico. Anche in questo caso rivendico di avere - fra i primi in assoluto - contestato dati ridicoli usati dal Ministero, dalla Coldiretti e da autorevoli quotidiani nazionali per spacciare una nostra pretesa superiorità (qualitativa e numerica) rispetto al mondo delle bollicine francesi.
Ciò non significa però che, sia pure da posizioni di netta inferiorità numerica, l'Italia non possa pensare di competere nelle fasce di mercato coerenti (Champagne vs metodo Classico, ad esempio). Per qualunque iniziativa di questo genere "Italia a Tavola" è in prima linea, sempre che l'obiettivo sia la promozione della qualità. Questa è del resto un'operazione culturale che facciamo da sempre e, mi consenta, siamo disposti a seguire indicazioni per operare al meglio, ma non certo disponibili a farci bacchettare come se contribuissimo ad alimentare rozze operazioni confusionarie che solo chi ama rimestare nel torbido può pensare di addebitarci.

a.l.
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