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Molti agriturismo hanno smarrito la loro mission fondamentale per fare solo business

23/12/2009
Commento alla notizia: Sui pasti in agriturismo Agriturist polemizza con Fipe

L'Agriturismo è stata una grande risorsa per tutti. La voglia e il desiderio di alcune persone di dare alternative economiche a produzioni agricole altrimenti perse in un mercato che cercava prodotti da prezzo e indirizzati su gusti standardizzati. Gli alpeggi rinati, produzioni agricole di bassa resa economica che l'industria aveva stritolato, riprese e valorizzate.
Ma adesso? Buttiamo tutto nel cesso se questa idea la lasciamo ad imprenditori senza scrupoli dove l'interesse è solo nel ristrutturare le proprie attività senza minimi controlli. Prima di scrivere questo ho voluto visitare molte strutture che alla fine propongono ciò che ogni ristorante fa da sempre e che sicuramente fa con controlli ufficiali molto attenti.
Si è volutamente persa la mission degli agriturismo: percepire un finanziamento o un aiuto fiscale a fronte di una produzione agricola che non avrebbe sbocchi sul mercato. Esempi da me avuti: Guanciale di vitello di propria produzione (peccato che fosse servito a 60 persone tutti i giorni da due mesi) ed il resto del vitello non servito in altro modo. Misticanza del proprio orto da dicembre a marzo, Risotto con i gamberi al centro della pianura padana, sempre in pianura padana non un vino che si potesse acquistare nel raggio di 200 km, otto giorni in Sardegna in nove agriturismo diversi sempre mangiata la stessa cosa nello stesso modo con lo stesso prezzo?
A differenza di ciò si chiede ai ristoranti di fare cibi del territorio. Ben vengano, ma anche noi facciamo fatica a reperire produttori di qualità quindi pensiamo che i clienti debbano fare una bella caccia al tesoro per mangiare un buon cotechino a Natale. Alla fine c'è sempre il cliente che ha il potere di creare un mercato, gli imprenditori si adeguano. Grazie e buone feste a tutti.

Maurizio
Ristoratore/Albergatore
Palazzo Quaranta
Risposta:

Da grande risorsa a grande speculazione. Questo è il rischio che sta correndo l'agriturismo serio. Per questo insistiamo sull'idea che gli agricoltori veri che fanno somministrazione di cibo autentico diventino a tutti gli effetti ristoranti. Sarebbe anche un modo di qualificare meglio il loro lavoro e distinguersi dai troppi agriturismi tarocchi che sono sbocciati come funghi in tutta Italia solo per sfruttare i vantaggi fiscali di una normativa stupida e superata. è tempo che i ministri del Turismi e delle Politiche agricole si impegnino sul serio per correggere al più presto le leggi nazionali e regionali per tuletare tutti gli operatori seri e garantire una marcia in più alla promozione delle tipicità e del territorio. 

a.l.

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