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Fermiamo l'attacco insensato di Striscia

23/01/2010
Commento alla notizia: "Striscia" rilancia le bugie della Martini Concordano solo cuochi stranieri

Buonasera Direttore  Lupini,
Sono Nicola Dinato ex allievo di Ferran Adria nonchè chef in un locale nel trevigiano. Le scrivo per chiedere aiuto, se condivide la mia posizione, ma credo di tanti altri, nei confronti di questo continuo accanimento contro Ferran ed El Bulli senza sapere bene cosa i fratelli Adria abbiano fatto e contribuito all'evoluzione della gastronomia dall'83 fino ad oggi, attaccando solo un aspetto e anche alquanto ipocrito e avvolto da un velo d'ignoranza che è quello degli addittivi.
Ora io non ho nessun interesse a fare l'avvocato difensore ad Adrià, ma visto che Striscia e i loro "Fornelli Polemici" non lasciano mai replicare e continuano a senso unico un attacco insensato contro qualcuno che dopo Escoffier per me ha cambiato la storia della gastronomia mondiale, mi rivolgo a Lei, che credo abbia i mezzi per fermare questo teatrino ricco, a mio avviso, di invidia e gelosia. Solitamente lascio che molti argomenti pubblici facciano il loro corso senza aggiungere la mia di opinione, ma ora credo sia arrivato il momento di non tacere più. La ringrazio

Nicola Dinato
Cuoco
Risposta:

Caro Nicola

lei mi fa troppo onore pensando che io possa in qualche modo fermare il teatrino indegno avviato da Striscia. Noi siamo solo un network di un piccolo editore privato che ha a che fare con colossi come Mediaset, Confindustria o Confcommercio. Posso solo riportare, come ho già fatto, l'indignazione di tanti suoi colleghi, e la mia, per come viene affrontato questo tema così delicato per la salute e per il lavoro di una categoria di professionisti a cui l'Italia deve molto per il suo stile  la sua cultura.
Abbiamo sempre dato rilievo alle posizioni di Striscia quando faceva emergere gli equivoci di una tendenza poco chiara e che necessita di qualche regola. Ma come ho più volte precisato, non siamo certo d'accordfo con l'idea di vietare qualcosa (come ha fatto l'ingenua ed ignorante sottosegretario on. Francesca Martini). La nostra informazione è sempre stata finalizzata a sollecitare l'obbligo di indicare nei menu l'uso di tutti i componenti e degli additivi. In un periodo in cui crescono intolleranze ed allergie chiedere un po' di trasparenza è il minimo che si possa fare.
Su Adrià ho posizioni meno nette delle sue. è certamente un grande innovatore, ma molte delle sue creazioni non le condivido perchè in Italia significano spesso rinunciare a valorizzare le splendide materie prime che abbiamo e le altrettanto meravigliose ricette tradizionali.
Detto ciò mi batterò però fino alla fine con lei perchè il pensiero di Adrià possa superare le censure della Martini o di Striscia e perchè seri professionisti come lei possano esercitare con onorabilità e libertà un lavoro in cui siano in grado di sceglire autonomamente se usare addittivi, o meno, e se realizzare piatti innovativi o tradizionali. E la scelta finale non la devono fare i politici o i giornalisti, ma i clienti.

a.l.

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