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Troppe schifezze nelle macchinette delle scuole

17/02/2010
Commento alla notizia: Altro che panini americani La qualità alimentare si promuove a scuola

Caro Alberto, come sempre, sono d'accordo con quello che scrivi e con le "fotografie" che scatti del malmesso mondo dell'agroalimentare italiano con annessi e connessi. Vorrei però fare una considerazione: va bene l'invito di Calabrese a partire dalle scuole per insegnare a distinguere tra un prodotto genuino e un McItaly e va bene che lui abbia avviato iniziative nel Lazio. Ma non bastano poche manciate di scuole (soprattutto elementari) per dire che si insegna il mangiare sano in Italia. Hai idea di quanto vengano prese d'assalto, ogni giorno, le macchinette distributrici di schifezze nelle scuole? A parte la spesa, sappiamo quanto "alta" sia la qualità di snack, patatine e dolcetti (si salveranno i biscotti?). Questo è il risultato di una pessima cultura alimentare (e quanti ragazzi vanno sovrappeso per questi assalti alle macchinette!), ma anche, e soprattutto, per una non cultura di chi sceglie i fornitori. Da quanto le associazioni agricole insistono per inserire la frutta nelle macchinette? Tu ne hai vista una fornita di mele, arance o pere? Io no, semplicemente perché i fornitori non le hanno e non intendono tenerle, perché gli scarti sarebbero elevati e i ricavi ridotti. Ecco che allora, dopo tante parole, occorrerebbe intervenire pesantemente sulla filiera, oltre che sui giovani. Se no, tante belle parole e tante belle proposte finiranno nella spazzatura, come la frutta "passata". Un abbraccio

Giorgio Bertoni
giornalista
Risposta:

Caro Giorgio,
come sempre hai perfettamente ragione. Il tema dell'educazione alimentare a scuola è serissimo e l'ho sollevato in alternativa all'idea deforme di utilizzare strumenti come McItaly proprio per solleccitare un dibattito su questo tema. Alcune iniziative sono state avviate perchè a scuola si distribuisca frutta, ma perchè questo diventi un vero programma nazionale occorrerebbe davvero che il ministero delle Politiche agricole collaborasse con quello della Pubblica istruzione. E ciò vale anche per quella della Salute. Mi piace ricrdare la bella iniziativa del sottosegretario on. Francesca Martini per bandire questi distributori di schifezze dagli ospedali. Come succede per i troppi annunci dei politici non se ne è però fatto nulla, e la bionda sottosegretario ha cominciato a prendersela con gli addittivi usati  in cucina dai cuochi o più recentemente con il patetico Bigazzi, reo di aver ricordato tradizioni e realtà di territorio come il mangiare gatti al posto dei conigli. 

a.l.
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