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Semplicitá e qualitá, Puglisi lo fa a Copenaghen

26/07/2013
Commento alla notizia: La rivoluzione della semplicità

Gentile direttore Lupini, a pagina 48 dell'inserto Domenicale del Sole 24 Ore del 21 Luglio,ho letto della filosofia professionale e della proposta di cucina di Christian Puglisi,chef siculo,messinese di nascita e,dunque, mio "dirimpettaio" in quanto risiedo a circa 30 minuti dalla splendida cittadina di Scilla. Puglisi lavora a Copenaghen,sicuramente un altro mondo rispetto alla nostra attuale Italia.Eppure,nella cità scandinava egli ha inteso scommettere su erbe,verdure,fiori che crescono spontaneamente nella "foresta" di quei posti e di portarli poi direttamente ai tavoli dei clienti i piatti preparati con essi,così come fanno anche i suoi collaboratori in cucina.Puglisi ha inteso eliminare un bel po' di cose che in tante realtà della ristorazione italiana ridondano,costando pesantemente a risoratori e clienti. In quella sala del ristorante RELAE (si chiama così il regno danese dello chef italiano,stellato Michelin),non esistono camerieri pronti a raboccare i bicchieri mezzi vuoti,nè scenografie e posaterie costose.Poche portate sono quelle in cui scommette e punta il siculo cuoco quarantenne,utilizzando pochi,freschissimi e naturalisimi ingredienti. Possono mancare in quei piatti limone,olio extravergine d'oliva e pomodori ? No che non possono mancare,anzi,Puglisi nobilita quei gia pregiati giacimenti agricoli e gastronomici che quì nel Sud del Sud dove viviamo noi,potrebbero costituire preziosissimi ingredienti che ognuno di buona volontà e con un fazzoletto di terra può prodursi da sè.Dalla sala del ristorante RELAE leggo che i clienti escono soddisfatti senza spendere più di 385 corone danesi(pari a circa 40 euro),vino escluso.
Nel chiaro articolo in questione,l'autore Riccardo Piaggio ci sottopone alla fine una conseguenziale riflessione,ed è quella che io colgo e giro a lei,dottor Lupini e ai ristoratori nazionali attenti e consapevoli di quanto sta accadendo. Rifltto e domando: alla luce di questa crisi epocale del mondo della ristorazione italiana di alta qualità,considerata anche la leggittima,inderogabile esigenza di non scadere nella qualità delle proposte gastronomiche,anche sotto il profilo salutistico,i ristoratori italiani ritengono necessaria o no una vera rivoluzione della semplicità ?. Grazie per l'ospitalità concessami.

Domenico Giordano
impiegato
Olearia San Giorgio snc
Risposta:

Caro Domenico, di Christian Puglisi non ho sentito che cose buone e mi fa piacere trovarne un'ulteriore confermare.
togliete gli orpelli e puntare sul gusto e il recupero delle tradizioni é fondamentale. speriamo che in molti comincino a capirlo

a.l.
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