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Letterina a Babbo Natale

16/12/2014
Commento alla notizia: Urla e grida, lo stile di leadership che fa male all’azienda-ristorante

Caro Babbo Natale, scrivo a te poiché qui in Italia anche quest'anno le cose vanno piuttosto male. Il potere decisionale è facoltà di chi dirige, ed è giusto che sia così, ma se tale potere viene messo nelle mani di individui incapaci diventa una forza a perdere dirompente e in caso di decisioni sbagliate non esiste possibilità di arrestarla prima ancora di far danni Alla tua cortese attenzione, Un dibattito sulla stupidità, forse è meglio per ovvie ragioni di etichetta definirla improduttività dei dirigenti, non è mai stato affrontato e considerato il particolare momento di crisi economica, le polemiche sulla flessibilità, produttività e il confronto concorrenziale nella globalizzazione sfavorevole per l’Italia e poiché direttori e quadri portano troppo in alto gli indici dei costi per le imprese per cui si rende necessario chiedersi quanti dirigenti inutili e quali quelli dannosi. Credo pertanto che non sia affatto un tabù discuterne nelle sedi opportune affinché si avvii al più presto un disciplinamento in merito. Premetto che la mia esperienza in materia è stata ben formata alle dipendenze, con ricorrenti rapporti con la stupidità dei dirigenti del Gruppo Fantini di Lucera (Foggia), la più grande azienda italiana produttrice di laterizi e manufatti per l'edilizia, ora in macerie, quindi vado avanti.. Molto spesso nelle aziende, ma anche nella pubblica amministrazione e nel mondo politico, i capi non sono affatto operativi, sono sterili di idee e si limitano esclusivamente alle formalità o al comodo ruolo di rappresentanza interna tra i vari livelli delle maestranze e più delle volte rappresentano se stessi facendo uso del linguaggio del corpo. Sono convinto che verrebbe fuori una bella e costruttiva disputa tra chi non fa di tutta l’erba un fascio e chi pensa come il sottoscritto che in un seminato o sono tutti intelligenti o tutti imbecilli. In un collegio dirigenziale se prevale l’intelligenza, l’imbecille non avrebbe chance di imporsi e coabitare, mentre in quello opposto sarebbe esattamente il contrario. Dove già domina la stupidità in un qualsiasi ambiente di lavoro, l'incapace è apprezzato, preso in considerazione e avviato in carriera poiché non innesca rivalità professionale, il capo imbecille teme la competizione, quindi, meglio alzare le quotazioni a soggetti a propria immagine e somiglianza.. se un po' più stupido tanto meglio, così almeno si conserva la differenza in suo favore. La giovane promessa, potenzialmente scarsa, non crea imbarazzo al vecchio capo mettendo in luce la sua incompetenza.. e convivono in simbiosi, tra cani non si mordono, se non concorrono per lo stesso obiettivo. Purtroppo il fenomeno della presenza dei capi imbecilli avviene con ricambio esponenziale ed è in crescita, caricando sempre più i passivi aziendali. I dirigenti idioti, oltre ad essere incapaci nel proprio mestiere, sono anche di basso profilo etico, attributi concatenati.. sono bugiardi, se si trovano in un pasticcio pur di scaricarsi dalle proprie responsabilità sono abili ad incolpare chiunque, ma sono sempre pronti ad accollarsi meriti altrui. E se si vedono ad un certo punto della propria carriera in prossimità di un imbuto, intensificano le leccate ai diretti superiori e pur di mettere in difficoltà per scavalcarlo, complotta contro il rivale, sembrano più ratti che cani. Queste condotte sono uno schifo quotidiano, impestano l’ambiente di lavoro = meno rendimento... e si tratta di produrre in malora, ma si muore anche per la stupidità di un comandante, com'è accaduto a costa concordia. E che dire della strage, con nove morti, della torre dei piloti del porto di Genova?.. ma chi è stato il genio che ha deciso che doveva per forza sorgere in quel punto? ma non poteva farla più dentro di qualche metro e non come una palafitta? eppure era prevedibile che su migliaia di manovre qualche nave per effetto di un'avaria, un rimorchiatore che resta senza nafta, una cima che si strappa o un banale errore umano, potesse cozzarci contro ed abbatterla, la Jolly Nero non volava a bassa quota, è semplicemente arrivata contro restando nel suo elemento naturale, l'acqua. Per l’okay alla costruzione della torre è immischiata una schiera di dirigenti idioti di vari comparti amministrativi.. un classico esempio di “stupidità collegiale”. E’ così che succede: il più alto in grado prende una decisione e la si da per scontato che è quella giusta dato il posto prestigioso che lui occupa, quindi il suo prossimo non si sogna minimamente di contrariarlo per timore di confrontarsi con chi è indubbiamente competente, oltretutto mettersi contro gli darebbe un dispiacere e quindi meglio fargli piacere che si prende una pacca sulla spalla. E ancora il prossimo.. se dall'alto hanno deciso che così è meglio, vuol dire che effettivamente lo è, e poi perché dovrei andare contro corrente e dire che non va bene col rischio di essere considerato poco propenso a riconoscere un piano di lavoro intelligente? Allineandosi premia anche, si da l'impressione di avere l'attitudine a saper valutare e dare giudizi, ci si sente un po' geniali dentro, infatti solo chi è geniale ha il dono di riconoscere la genialità altrui, tanto non c'è nessun rischio di essere preso per incompetente per ciò che appare ovvio.. e via via tutti subiscono l’effetto placebo del direttore = intelligenza. Se è già stato stabilito così da chi ha facoltà di decidere.. poi chi avrà il coraggio di obiettare senza essere preso per incompetente? nessuno. Come nella favola del re nudo, nessuno tra ministri, uno dopo l'altro, re compreso, aveva il coraggio di ammettere di non vedere la tela nel telaio per non incorrere di essere considerato stupido, poiché il sarto li aveva avvertiti che solo le persone intelligenti possedevano il dono di apprezzarne la bellezza, mentre le persone stupide non riuscivano neanche a vederla la tela. La dilagante stupidità della classe dirigente non può essere più accettata, la sindrome dello schettino è ormai diventata piaga nazionale e sta incancrenendo tutto il settore produttivo, amministrativo e politico, è devastante.. ci sta affondando tutti. Parliamoci chiaro, la crisi economica non è una cosa venuta dal cielo, né saturazione del mercato, né sono finite le materie prime, un mercato globale, più ampio, il che vuol dire più chance per tutti, fa aumentare la domanda di prodotti e servizi.. quindi più opportunità di lavoro per rispondere alla domanda, per cui l'unica causa possibile della crisi è l'incompetenza di chi ha poteri decisionali che decide male, o non decide affatto, ed è ridicolo che sono gli stessi a pretendere di portare l'Italia fuori dalla voragine, poiché sono tutti ancora ben saldi ai loro posti. C’è assolutamente bisogno di derattizzare i luoghi produttivi e di investire nei cervelli d’opera e nella mano d’opera e non negli abiti del monaco come si è sempre fatto e si continua ancora a fare. Sempre più spesso sentiamo parlare di meritocrazia, anche se è più un ritornello che un reale progetto, ma condivido solo in parte poiché un concetto veramente doc dovrebbe includere la stupidocrazia, premiare il merito si.. ma anche penalizzare gli imbecilli. "L'Agenzia delle Entrate ha proposto agevolazioni fiscali per il rientro in patria dei cervelli", ma se non c'è nessuna disposizione per l'esilio degli imbecilli, non ci sono posti vacanti da offrire. Tengo a precisare, per evitare che qualche stronzo di dirigente tenti di cavalcare il cavallo contro la mia tesi semplicemente reclamando il merito di tutta la categoria per l’eccellenza di tante aziende italiane che effettivamente lo sono, che quanto affermo accade nelle in quelle aziende e amministrazioni dove intermedia una trafila di individui tra la proprietà e i dipendenti di base.. sembrano masserie senza padrone pullulanti di raccomandati. A differenza di tante piccole realtà dove responsabili e maestranze vengono quotidianamente sottoposti individualmente a continui test di professionalità e capacità produttive in modo diretto dal padrone stesso, e se esse soffrono, malgrado la passione e il costante impegno, è perché devono sostenere tutto il carico dell'imbarazzante "sistema Italia". Babbo Natale.. basta portare doni agli imbecilli

Cosimo Coro

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