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di Gabriele Ancona
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Hotels & Chains 2018
In Italia +7% di arrivi internazionali

Primo Piano del 14 febbraio 2018 | 16:23



Crescono i numeri del turismo in Italia in linea con i dati dell’Unwto che vedono a livello globale nel 2017 gli arrivi internazionali aumentare del 7% rispetto al 2016 raggiungendo quota 1,32 miliardi. A dirlo il rapporto Hotels & Chains commissionato da Horwath Htl con Confindustria Alberghi e Cdp.

Il documento è stato presentato oggi presso la sede dell’Università Bocconi nel corso del convegno “Hotels & Chains 2018 - Investimenti, Scenari e Strategie” organizzato da Associazione italiana confindustria alberghi, Horwath Htl, Università Bocconi e Cassa Depositi e Prestiti.

(Hotel & Chains 2018 In Italia  7% di arrivi internazionali)

Il rapporto analizza il settore alberghiero e le dinamiche delle catene alberghiere nel 2017 con l’analisi di scenari e tendenze per gli investimenti alberghieri per il 2018. A sostegno dei dati positivi anche il dato Eurostat conferma il medesimo trend con un +4,7% nei primi 10 mesi del 2017 rispetto all’analogo periodo 2016. Anche il dato dell’Osservatorio di Confindustria alberghi, elaborato sul campione delle compagnie alberghiere, riporta a fine 2017 un incremento medio del tasso di occupazione camere pari al +3,2% rispetto al 2016 che porta l’indice al 68,9%. Si consolida quindi il ruolo del turismo quale settore chiave dell’economia italiana.
 
A ciò fa seguito un aumento dell’interesse degli operatori internazionali e dei fondi immobiliari verso la nostra destinazione ed in particolare verso il settore dell’ospitalità. Tante le operazioni chiuse nel 2017 ma ancora di più ne sono in cantiere a breve: oltre 12mila camere saranno coinvolte in progetti greenfield, di branding e re-branding e su partecipazione di fondi interessati al settore.

(Hotel & Chains 2018 In Italia  7% di arrivi internazionali)

«In questo ultimo anno - ha dichiarato Giorgio Palmucci presidente di Associazione italiana Confindustria Alberghi - le varie dinamiche che attraversano il settore alberghiero stanno vivendo delle forti accelerazioni. Appuntamenti come quello di oggi rappresentano un’opportunità interessante di confronto e di approfondimento per chi vuole dotarsi di strumenti capaci di leggere le repentine dinamiche in atto sul mercato. Innovazione e capacità di rinnovare sono un bino mio in continua evoluzione, avrà successo chi, catena o albergo indipendente, sarà capace di anticipare i nuovi trend».

Giorgio Palmucci (Hotel & Chains 2018 In Italia  7% di arrivi internazionali)
Giorgio Palmucci

«Aver monitorato per 6 anni le catene alberghiere - ha dichiarato Zoran Bacic, senior partner e managing director di HorwathHtl - ci ha permesso di leggere la loro crescita e tracciarla su tutto il territorio nazionale. Emerge una fotografia chiara: le catene sono in crescita ed i loro modelli di business sono destinati a permeare il tessuto imprenditoriale dell’hospitality italiana. I fondi di investimento sempre più spesso si troveranno a collaborare con le catene ed uno dei modelli in maggior crescita, secondo i risultati dell’ultimo rapporto (Hotels & Chains in Italy 2018) è la locazione. Sarà notevole, per i prossimi anni, anche la diffusione del franchising. Le catene italiane continuano, seppur lentamente, ad espandersi all’estero e questo è un segnale positivo che dimostra modelli sani ed ambizione a crescere, prova che i fondamentali della redditività sono solidi».
 
«Le sfide derivanti dal lato della crescente domanda turistica rivolta al nostro paese - nuova, estera, di nicchia etc - sul mondo dell'ospitalità - ha dichiarato Magda Antonioli Corigliano, Met Università Bocconi - impongono un dinamismo attivo lungo tutta la filiera dell'offerta, peraltro ancora in buona parte frammentata e tradizionale, e di Pmi. Dalle catene soprattutto internazionali sicuramente vanno mutuati vari spill over, sia in termini manageriali, che qualitativi e nell'utilizzo delle Ict, così come gli investitori istituzionali devono indirizzarsi - anche coi nuovi strumenti a loro disposizione quali private equity e venture capital - verso forme efficaci di supporto di nuovi investimenti; e questi sia in ambito immobiliare che soprattutto di gestione e di competenze. Tali temi vedono impegnata l'Università Bocconi nella ricerca e nell'attività di formazione e vengono affrontanti, a livelli diversi, con vari corsi dedicati a Executive e professionisti del comparto in Sda Bocconi e in Università con il Master in Economia del Turismo (Met), programma pensato per i più giovani e per chi vuole un futuro da imprenditore o manager nel settore».
 
«L'infrastruttura turistica italiana - ha dichiarato Marco Sangiorgio, direttore generale di Cdp Investimenti Sgr - va rafforzata e questa è l'ambizione del Gruppo Cdp, attivo attraverso il private equity, la rigenerazione di immobili del passato ed un fondo del Turismo che acquisisce strutture turistiche dai privati». Sangiorgio ha sottolineato anche il fatto di quanto sia importante a livello sociale la rigenerazione di immobili, per esempio le caserme, a uso alberghiero. Il mondo dell’accoglienza, in questo contesto, può diventare parte attiva nell’agevolare la risoluzione di problema urbanistici.

La giornata è proseguita con la presentazione di sei modelli di ospitalità. Maria Carmela Colaiacovo, vicepresidente di Confindustria Alberghi, ha moderato gli interventi di Jasper Muller (CitizenM), Raniero Amati (Jsh Hotels&Resorts), Luca Boccato (Hnh Hotels&Resorts), Renzo Iorio (Accor Hotels), Giovanna Manzi (Best Western) e Palmiro Noschese (Melià).

Maria Carmela Colaiacovo, Raniero Amati, Luca Boccato, Palmiro Noschese, Giovanna Manzi, Renzo Iorio, Jasper Muller (Hotel & Chains 2018 In Italia  7% di arrivi internazionali)
Maria Carmela Colaiacovo, Raniero Amati, Luca Boccato, Palmiro Noschese, Giovanna Manzi, Renzo Iorio, Jasper Muller

«CitizenM rappresenta un nuovo modello di accoglienza non ancora presente in Italia», ha spiegato Jasper Muller. «Fondata ad Amsterdam nel 2008 da un imprenditore della moda, vuole offrire, a prezzi accessibili, un’esperienza di elegante e moderna ospitalità per i viaggiatori al passo con i tempi che frequentano le grandi città nel mondo, i mobile citizens, appunto».

«Jsh Hotels è nata sette anni fa per gestire alberghi di altri proprietari», ha sottolineato Raniero Amati. «È un gruppo giovane e dinamico impegnato in hotel management. Si distingue per la peculiarità del suo portafoglio, con strutture indipendenti e già parte di prestigiose catene internazionali. Al momento conta 14 hotel per 2.800 camere. In previsione un ulteriore ampliamento con altri 9 alberghi».

«Hnh Hotels - ha raccontato Luca Boccato - è uno dei principali operatori alberghieri indipendenti italiani nel segmento degli hotel 4 e 5 stelle. Un Gruppo che conta dieci alberghi nel nord est e centro Italia. Per il 2019 è prevista l’apertura di due nuove strutture a Trieste e Roma. Nel 2017 l’occupazione camere ha fatto segnare un aumento dell’8% sull’anno precedente. Come obiettivo per il 2021 ci siamo posti il raggiungimento dei 65 milioni di euro di fatturato. Nel 2017 ci siamo assestati a 40,7, con un incremento del 14,5% sull’esercizio precedente».

«La filosofia di Accor - ha puntualizzato Renzo Iorio - è mettere al centro il cliente, intorno al quale va costruito un universo personalizzato di servizi. In quest’ottica i ristoranti e i bar diventano l’anima dei nostri hotel. Il Gruppo serve 200 milioni di pasti l’anno nei suoi oltre 9.000 ristoranti-bar, dove ci impegnamo per far vivere all’ospite non un semplice momento di ristoro, ma un’esperienza. Gli hotel Accor nel mondo sono 4.144 per 583mila camere. Nel nostro Paese contiamo 80 strutture, per oltre 10mila camere, dislocate per il 45% in città “secondarie”».

«Con 165 hotel in 100 località Best Western è il primo network in Italia», ha annotato Giovanna Manzi. «E nel 2017 abbiamo incrementato di 21 strutture il nostro universo composto da ben 6 brand. Il fatturato B&B hotel nel 2017 ha fatto registrare un incremento del 5,2% con risultati eccellenti nelle secondary cities, che in Italia sono un vero patrimonio: Bologna +21%, Padova +13%, Treviso +12%, Modena +10%. Il fatturato BW si è attestato oltre i 90 milioni di euro, +7,1% sul 2016. Nel 2017, per quanto riguarda l’Europa, il 19% degli arrivi è stato dalla Germania, il 18% dalla Gran Bretagna, il 16% dalla Spagna, seguita da Francia e Paesi scandinavi, che hanno rappresentato rispettivamente il 13 e l’11%».

«Melià Hotels International - ha concluso Palmiro Noschese - è stata fondata 52 anni fa e oggi conta 370 alberghi nel mondo. Da 16 anni in Italia, conta 6 strutture di lusso. Per il 2020 si prevede di aprire “inside hotel” a Verona, Milano e Roma e di incrementare il fatturato da 60 a 100 milioni di euro. Sempre per il 2020 è in agenda l’apertura di 4-5 resort in Sud Italia»      

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