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di Andrea Radic
di Andrea Radic

Anteprima Amarone 2018
Festa per celebrare i 50 della Doc

Pubblicato il 05 febbraio 2018 | 11:53



L’edizione 2018 di “Anteprima Amarone” sa di festa. «Il segreto dell’Amarone è il suo paradosso: da uva invecchiata si produce un vino giovane», dice Olga Bussinello direttore del Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

Amarone è innanzitutto sapore e profumo, un vino che possiamo tranquillamente bere anche giovane e soprattutto goderlo. Non è obbligatorio abbinare piatti complessi di carni e selvaggina, l’Amarone si consegna volentieri ai nostri sensi anche da solo, come piacere, un vino da conversazione, meditazione. Ovvero, per stappare un Amarone, non è obbligatorio dover celebrare qualcosa. Quindi, una giornata dedicata alla completezza dell’Amarone, quella vissuta a Verona, ad un vino che nelle diverse espressioni, dovute al territorio, alla natura e alla mano dell’uomo che lo produce, esprime caratteri sempre netti e comprensibili.

(Anteprima Amarone 2018 Festa per celebrare i 50 della Doc)

Nel palazzo della Grand Guardia a Verona, dove tra l’altro è possibile visitare la mostra multimediale dedicata a Van Gogh, il Consorzio Tutela dei Vini Valpolicella ha riunito oltre quaranta produttori, sommelier e giornalisti dai quattro angoli del mondo, dalla Cina agli Stati Uniti, da Singapore alla Polonia, perché «il brand Amarone è famoso nel modo quanto Romeo e Giulietta - ha sottolineato il sindaco di Verona Federico Sboarina - per il primo dobbiamo ringraziare William Shakespeare, per il secondo la capacità dei produttori». Produttori protagonisti anche delle parole del governatore del Veneto Luca Zaia che propone la richiesta di candidare il “metodo di appassimento” a patrimonio dell’Unesco.

«Nonostante le sue piccole dimensioni - afferma orgoglioso Andrea Sartori, presidente del Consorzio - la Valpolicella è fondamentale per l’economia veronese. Tra le 1.636 aziende produttrici socie oltre la metà ha dimensioni sotto i 2 ettari mentre solo il 7,5% va oltre i 100mila metri quadrati; a fronte di ciò, la produzione lorda vendibile è altissima, con le uve a 23-24mila euro per ettaro, così come il valore aggiunto che in diversi casi supera il 30%. Il valore fondiario in diverse aree può arrivare anche a 450 mila euro».

(Anteprima Amarone 2018 Festa per celebrare i 50 della Doc)

E veniamo all’annata 2014 di Amarone della Valpolicella. Sono le 9.30 quando la sala dedicata alla degustazione dei 44 produttori si comincia a popolare di giornalisti curiosi di capire se il millesimo sia di quelli da aspettare con gioia o da attendere con qualche dubbio da chiarire. La perfetta organizzazione e la professionalità dei sommelier di Ais Veneto, consente a decine e decine di persone di degustare batterie da sei vini contemporaneamente e senza alcuna difficoltà logistica e le quarantaquattro etichette fanno mostra di sè sul lungo tavolo di servizio. Sono su di un’unica fila non “per tre con il resto di due”.

Diciassette vini sono campioni prelevati dalla botte, gli altri già in bottiglia, alcuni non ancora in commercio. Corpo e anima, misura, senso dei profumi e dei sapori, morbidezza e durezza, eleganza e sentori, frutta e spezie, prugna e sottobosco, hanno accompagnato le due opere di tempo necessarie a prendere coscienza e visone della sinfonia che 44 musicisti hanno eseguito con le loro bottiglie.

(Anteprima Amarone 2018 Festa per celebrare i 50 della Doc)

Durante il resto della giornata, molto bello e interessante conoscere i produttori e ascoltare le loro storie fatte di passione, impresa, tradizione e territorio, tra assaggi di annate 2013, 2012 e riserve davvero notevoli, alcune atte a celebrare momenti particolari, come le riserve 2003 e 2006 in “edizione limitata 1925” che la famiglia Pasqua ha dedicato ai 90 anni dell’azienda. Una complessa semplicità di sentori al naso e un‘elegante persistenza di corpo e carattere al palato.

Da citare tra i quarantaquattro assaggi dell’annata 2014 diversi produttori che hanno saputo già nell’Amarone giovane dare caratteristiche e specificità che lo rendono degno di nota, di interesse e di attesa per ritrovarlo in bellezza e sapore cresciuto tra qualche anno. Tra campioni dalla botte, cito Corte Scaletta (profumi davvero notevoli) Fasoli Gino (una bella espressione) Gamba (davvero notevole), Ilatium (notevole naso e bella apertura) Le Guaite di Noemi (da attendere con gioia) Sartori (espressione piena), Bertani (un classico elegante) Ca’ Rugate (interessante e attendiamo con fiducia), San Cassiano (decisamente notevole e di carattere), Santa Sofia (rotonda ed elegante pienezza), Montezovo (un naso davvero ricco), Villa Spinosa (da attendere con fiducia) Cesari (lungo e profondo ma allo stesso tempo semplice e diretto).

(Anteprima Amarone 2018 Festa per celebrare i 50 della Doc)

Due menzioni speciali, la prima all’azienda Tenute Falezza. Un Amarone, il loro, dove la potenza della frutta e perfettamente equilibrata all’eleganza dei tannini, alla piena declinazione del gusto che arriva preciso e persiste convinto. Orgoglio della famiglia Falezza presenti a Anteprima con Alberto e la cognata Michela Prando. La seconda menzione a Villa Canestrari per sapere gestire con grande sapienza i profumi dell’Amarone e consegnare grande intensità e morbidezza al palato.

La cena di gala svoltasi sabato sera al ristornate Vittorio Emanuele di piazza Bra a Verona, ha consentito anche di degustare bollicine del territorio di Valpolicella e ottime etichette di Valpolicella Doc superiore e Valpolicella Ripasso Doc superiore, tra le quali le ottime bottiglie delle cantine Massimago, Secondo Marco, Albino Armani, Stefano Accordini, I Tamasotti, Corte Sant’Alda, Vigneti di Ettore.

(Anteprima Amarone 2018 Festa per celebrare i 50 della Doc)

Nel pomeriggio della giornata inaugurale di Anteprima Amarone è stato il momento, non solo delle caratteristiche tecnico-enologiche, ma di un percorso nella storia italiana, grazie alla degustazione storica a tutto tondo, proposta dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella per festeggiare i 50 anni dell’etichetta.

«La degustazione - ha dichiarato Olga Bussinello, direttore generale del Consorzio -ha messo a fuoco il consolidamento della qualità dell’Amarone lungo questi primi cinquant’anni. Un percorso di riconoscibilità dell’eccellenza di questo vino a livello internazionale veloce, se consideriamo che altre denominazioni importanti hanno una storia secolare di impegno in questa direzione. Il nostro obiettivo per i prossimi anni sarà quello di consolidare questo successo internazionale senza però dimenticare il mercato interno, che sta vivendo un trend positivo».

(Anteprima Amarone 2018 Festa per celebrare i 50 della Doc)

Una degustazione che ci ha riportato indietro nel tempo, a quando eravamo bambini e anche quando ancora non eravamo proprio. Era infatti il 1953 quando Alberto Bolla organizza una grande festa presso il ristorante in Galleria Vittorio Emanuele a Milano e offre ai propri ospiti l’annata del 1950. La stessa con cui abbiamo iniziato questa degustazione, una annata punto di inizio della fortunata storia dell’Amarone, che verrà riconosciuto come vino a sé stante e diverso dal Recioto solo con il disciplinare degli Anni Novanta e riceverà il riconoscimento della Docg nel 2010, quando la produzione supera ormai i 13 milioni di bottiglie. La degustazione storica ha visto nel calice, oltre al Bolla 1950, Montresor 1969, Santa Sofia 1983, Pasqua 1985, Roccolo Grassi 1997, Dal Forno 2004, Cantina Sociale Valpolicella Negrar 2008 e infine Novaia 2010.

Un viaggio nella storia di un grande vino.

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