Mandorle Cossu - SCHEDA
Alberi di limitata vigoria, a portamento mediamente assurgente, con rami di 1- 2 anni piuttosto robusti e radi. Foglie piuttosto grandi, di forma ellissoidale- allungata. Fiori di medie dimensioni e petali arrotondati
Eventuali sinonimi o termini dialettali
Mindula, Mendula.
Zona di produzione
Tutto il territorio della regione con particolare riferimento al comune di Quartu Sant'Elena (Ca).
Caratteristiche
Alberi di limitata vigoria, a portamento mediamente assurgente, con rami di 1-2 anni piuttosto robusti e radi. Foglie piuttosto grandi, di forma ellissoidale-allungata. Fiori di medie dimensioni; i petali sono arrotondati, completamente bianchi in antesi. Il mallo dei frutti è di colore verde con riflessi giallastri e stacca con facilità. L'endocarpo è di medie dimensioni di forma ellissoidale breve, piuttosto duro, con superficie leggermente rugosa, con pori piuttosto ampi, rotondi e mediamente numerosi e con solchi nella zona basale; la base è incavata, l'apice sub-arrotondato e terminante in un piccolo mucrone diritto; il dorso è incurvato, il ventre è carenato; la sezione trasversale è ellissoidale.
Le mandorle in guscio sono lunghe in media 34 mm, larghe 26 mm, spesse 18 mm e pesano circa 7g ciascuna. Il seme è dolce, di forma ellissoidale breve, lungo in media 22 mm, largo 15 mm e spesso 7 mm. Cento semi pesano circa 160 g. La fioritura è tardiva rispetto a quella delle altre cultivar. La cultivar Cossu è risultata autoincompatibile. Essa va sempre più affermandosi per la sua produttività, per la costanza di fruttificazione e per le caratteristiche organolettiche del prodotto (pezzatura, bassa percentuale di semi gemellari pari a circa il 2-3%, nonché per la sua rispondenza alle esigenze dell'industria della confetteria).
Usi
Le mandorle possono essere consumate direttamente, tostate o crude, ma trovano soprattutto impiego nel comparto dolciario tradizionale della Sardegna (torrone, amaretti, gueffus, candelaus) costituendone spesso l'ingrediente di base.
Tradizionalità
In Sardegna il mandorlo è coltivato da antica data e, specialmente nel passato, ha costituito un'importante fonte di reddito per molti agricoltori. Le prime coltivazioni specializzate risalgono ai primi del '900, soprattutto nel retroterra di Cagliari e nell'agro di Sanluri. Ai primi del secolo il mandorlo era il fruttifero più coltivato, con 6mila ettari in colture specializzate e 5mila ettari in coltura promiscua. A partire dagli anni '50 è cominciato i declino di questa coltura in Sardegna. Attualmente è presente con 2500 ettari di colture specializzate e 7mila ettari di colture promiscue.

