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Il mondo delle farine è in marcia Si va avanti, nonostante tutto

Si lavora alla giornata e non si riesce a fare previsioni. Un percorso faticoso, dall’arrivo del grano alla consegna. L’esempio degli artigiani del pane. Gli ordini aumentano, ma da parte della Gdo, in quanto ristoranti e pizzerie, quelli che lavorano, lo fanno solo in declinazione delivery.

di Gabriele Ancona
vicedirettore
31 marzo 2020 | 07:25
Il mondo delle farine è in marcia 
Si va avanti, nonostante tutto
 
Il mondo delle farine è in marcia 
Si va avanti, nonostante tutto

Il mondo delle farine è in marcia Si va avanti, nonostante tutto

Si lavora alla giornata e non si riesce a fare previsioni. Un percorso faticoso, dall’arrivo del grano alla consegna. L’esempio degli artigiani del pane. Gli ordini aumentano, ma da parte della Gdo, in quanto ristoranti e pizzerie, quelli che lavorano, lo fanno solo in declinazione delivery.

di Gabriele Ancona
vicedirettore
31 marzo 2020 | 07:25
 

Gianluca Pasini, Riccardo Agugiaro, Piero Gabrieli, Sabrina Dallagiovanna, Massimo Grassi - Il mondo delle farine è in marcia Si va avanti, nonostante tutto

Gianluca Pasini, Riccardo Agugiaro, Piero Gabrieli, Sabrina Dallagiovanna, Massimo Grassi

«Da quando è iniziata l'emergenza per il Covid-19 lavoriamo alla giornata, come in tempo di guerra: quotidianamente aspettiamo i camion con le materie prime necessarie alla produzione, vivendo nell'incertezza che arrivino e nel timore di non poter fare fronte alle richieste. E viviamo con angoscia le email da parte di clienti, molti ormai diventati amici, che ci informano della chiusura delle attività (panifici, ndr) perché il virus è entrato nelle loro famiglie». Gianluca Pasini, titolare di Molino Pasini di Cesole (Mn), non ha usato mezze misure in una sua recente dichiarazione al Corriere della Sera. Gli ordini aumentano, ma da parte della Gdo, in quanto ristoranti e pizzerie, quelli che lavorano, lo fanno solo in declinazione delivery. Per fronteggiare la richiesta i mulini non si fermano, come dimostrano anche i casi di Molini Pivetti e Molino Vigevano.

E poi c’è il problema approvvigionamenti, perché, come sottolinea Pasini «molti trasportatori hanno timore a venire in Lombardia per via della diffusione della pandemia. Ma ci sono anche ragioni economiche: molti di loro arrivano dall'estero e al loro rientro si troverebbero a dover fare quindici giorni di quarantena in cui non potrebbero lavorare. Inoltre, al confine, le file per i controlli sono lunghe e quel tempo viene considerato un costo eccessivo da alcune aziende».

La logica della domanda e dell’offerta sta mostrando il suo volto più brutale. La borsa merci di Chicago, punto di riferimento assoluto per il mercato delle materie prime alimentari, sette giorni fa ha fatto registrare l’incremento più elevato da un anno a questa parte del prezzo del grano, il 7,4%.

Il mondo delle farine è in marcia Si va avanti, nonostante tutto
Gli artigiani del pane stanno aiutando tutto il Paese

«Se continua così è inevitabile che anche il costo dalla farina aumenti, anche se stiamo facendo tutto ciò che possiamo per mantenerlo invariato», continua Gianluca Pasini. Prezzi, costi con la filiera del denaro che s’impenna e poi rischia d’incepparsi con una ricaduta su quella produttiva. «Siamo sul campo di battaglia - racconta a Italia a Tavola l’imprenditore mantovano - a livello produttivo non si possono fare previsioni, una logica aberrante per un uomo d’impresa che ha sempre nei suoi pensieri quello relativo allo sviluppo futuro. La situazione è molto difficile e si deve vivere alla giornata sempre in attesa di previsioni sanitarie di conforto». 

Con Gianluca Pasini abbiamo voluto mettere in luce un settore fondamentale, da sempre, quello della panificazione artigianale. «Rappresenta più del 50% del nostro fatturato. Gli artigiani, voglio ricordarlo, stanno facendo sacrifici immani. Ma oltre alla produzione di pane, pizze, focacce o dolci, devono gestire la vendita. Sono spaventati. Nelle “zone calde” alcuni sono stati colpiti e hanno dovuto chiudere, ma la categoria resiste e fornisce a tutti l’alimento di base e simbolo della vita. Gli artigiani del pane stanno aiutando tutto il Paese».

Il mondo delle farine è in marcia Si va avanti, nonostante tutto
Il grano viene consegnato ai molini

Andiamo a nord est. Siamo a Curtarolo (Pd). «Sono aumentate le tariffe dei trasportatori - segnala Riccardo Agugiaro, amministratore delegato di Agugiaro&Figna Molini - che non consegnano nella Bergamasca e nel Bresciano, come, del resto, fa Amazon. Il grano noi lo riceviamo regolarmente e lo lavoriamo. La farina in Italia c’è, ma mentre la gdo ha triplicato le richieste, non ci sono le confezioni dei piccoli formati, perché chi le produce si è intasato per l’improvvisa e massiccia domanda. Ripeto, la farina non manca. Se ci venissero richiesti sacchi da 10 kg non ci sarebbero problemi».

Restiamo nel Padovano, a Vighizzolo d’Este, dove ha sede Molino Quaglia. «La domanda di farina nel canale Horeca è notevolmente diminuita mano a mano che le attività di ristorazione hanno dovuto chiudere per le disposizioni di emergenza - spiega il direttore marketing Piero Gabrieli - si è al contrario risvegliata la domanda dei consumatori finali che riscoprono il piacere degli impasti casalinghi ed è moderatamente cresciuta quella da parte della produzione di prodotti industriali. Il nostro principale canale di vendita al consumatore finale rimane lo shop online di Petra e lì abbiamo convogliato le risorse normalmente dedicate ad altri canali di vendita. Come tutti i fenomeni eccezionali, questa tendenza tenderà a smorzarsi appena passata l’emergenza. È impensabile che la popolazione sostituisca in modo importante il consumo alimentare casalingo a quello fuori casa. Poi la paura di restare senza cibo spinge ad approvvigionamenti oltre il fabbisogno corrente, e appena tale sentimento scomparirà torneremo sicuramente ad acquisti più consapevoli».

In Emilia, nel Piacentino, Sabrina Dallagiovanna, responsabile marketing del molino di famiglia, racconta: «Sotto il profilo della consegna della materia prima, del grano, al momento non abbiamo difficoltà. E anche noi siamo riusciti in genere ad andare ovunque con le nostre farine. Questo è un periodo in cui ci si programma giorno per giorno. I nostri uffici hanno adottato la formula smart working, la produzione funziona a regime grazie a un operatore che controlla i processi informatizzati e l’area confezionamento ha adottato tutte le precauzioni possibili. L’andamento delle vendite fa registrare una frenata generalizzata del settore Horeca, salvo quegli esercizi che aprono solo per le consegne delivery. Alcuni brand della gdo, che non è mai stato un canale di riferimento del nostro core business, ci hanno cercato per sopperire alla mancanza di farina in alcuni punti vendita della zona e anche il nostro e-commerce ha registrato un notevole aumento delle richieste da parte dei privati».

Il mondo delle farine è in marcia Si va avanti, nonostante tutto
I sacchi di farina da 1 kg sono molto richiesti

Da Piacenza a Parma. Più ci si allontana dalla Lombardia e più la pressione sembra attenuarsi. «Molino Grassi - spiega Massimo Grassi - non ha problemi. Andiamo bene. Gli approvvigionamento per ora sono regolari e le vendite pure. L’Horeca è in flessione, ma il calo è stato bilanciato dalla gdo. I sacchi di farina da 1 kg vanno a ruba, tanto che ormai si mettono in vendita quelli da 5. Il problema, semmai, non è la farina, ma la stampa delle referenze sulle confezioni. Ci sono troppi ordini e i tempi di attesa per avere il sacchetto finito si stanno allungando».

Per informazioni:
www.molinopasini.com
www.molinograssi.it
www.dallagiovanna.it
www.agugiarofigna.com
www.molinoquaglia.org

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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