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Pastificio Latini, da trent'anni artefice della rinascita del “Senatore Cappelli”

L'azienda marchigiana nel 1992 ebbe l'intuizione di rilanciare un grano che era quasi scomparso. Fu infatti la prima a produrre pasta con “Senatore Cappelli” in purezza. E oggi celebra con uno speciale fusillo grande

di Luca Bassi
 
09 settembre 2022 | 16:36

Pastificio Latini, da trent'anni artefice della rinascita del “Senatore Cappelli”

L'azienda marchigiana nel 1992 ebbe l'intuizione di rilanciare un grano che era quasi scomparso. Fu infatti la prima a produrre pasta con “Senatore Cappelli” in purezza. E oggi celebra con uno speciale fusillo grande

di Luca Bassi
09 settembre 2022 | 16:36
 

Il nome a qualcuno dirà poco o niente, ma molti ricorderanno il filmato storico in cui Benito Mussolini lo falciava e raccoglieva. Stiamo parlando del grano "Senatore Cappelli”, chiamato così in onore del senatore abruzzese Raffaele Cappelli, promotore nei primi del '900 della riforma agraria che ha portato alla distinzione tra grani duri e teneri.

Si tratta di un frumento duro, aristato (cioè dotato di ariste, i filamenti che si vedono nelle graminacee), ottenuto per selezione genealogica a Foggia, nel 1915, da Nazareno Strampelli. Per decenni è stata la coltivazione più diffusa nel Sud e nelle Isole. Un primato mantenuto fino al diffondersi delle varietà più produttive e più basse. Da allora è quasi definitivamente scomparso per decenni, finché un’azienda marchigiana, nel 1992, non ha deciso di riscoprirlo e coltivarlo in purezza. Una cosa unica al mondo, ai tempi.

Carlo e Carla Latini  Pastificio Latini, da trent'anni artefice della rinascita del “Senatore Cappelli”

Carlo e Carla Latini

L’intuizione del Pastificio Latini

Oggi il Senatore Cappelli è tornato sulle tavole di molti italiani, quelli più informati e attenti alla qualità della materia prima. Ma se non è finito nel dimenticatoio, molto lo si deve al Pastificio Latini, l’azienda di cui sopra che nel 1992 è stata la prima al mondo a produrre pasta con Senatore Cappelli in purezza.

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L’intuizione è stata di Carlo Latini: «Mio marito un giorno ha conosciuto Cesare Mariani, figlio professionale di Nazareno Strampelli, ed è rimasto affascinato dal suo lavoro. Così, nel 1990 abbiamo iniziato a fare pasta - racconta Carla Latini, titolare del Pastificio Latini in provincia di Ancona -. Nel 1991 Carlo è andato a Foggia e ha incontrato Natale Di Fonzo, che gli ha consegnato 50 kg di Senatore Cappelli: qualche settimana dopo abbiamo iniziato la coltivazione del nostro primo ettaro. Ricordo l’entusiasmo e la determinazione che ci accompagnava in quei giorni, senza sapere minimamente cosa sarebbe potuto succedere: la nostra ai tempi era una semplice scommessa».

Trent’anni fa la prima pastificazione in purezza

«Per noi era la prima pastificazione in purezza, non avevamo la più pallida idea di come avrebbe potuto essere il prodotto finale - continua Carla Latini -. Nel frattempo, ricordo che gli agricoltori della zona, mentre vedevano crescere il nostro ettaro di Senatore Cappelli, facevano ironia con mio suocero: ‘Davvero state coltivando quel grano così alto?’ gli dicevano ridendo. Ma noi non ci siamo mai fermati, abbiamo sempre creduto in questo progetto. Ci spingeva la voglia di riscoprire gusti, profumi e sapori di una materia prima che ormai era stata dimenticata in tutta Italia».

Nel giugno 1992 la prima raccolta. Poi la prima macina e, infine, in un caldo settembre di trent’anni fa, la prima pasta: «Ricordo come se fosse ieri l’emozione della primissima produzione - commenta Carla Latini -, sentivamo che era un momento storico».

Carlo Latini in un campo di Senatore Cappelli  Pastificio Latini, da trent'anni artefice della rinascita del “Senatore Cappelli”

Carlo Latini in un campo di Senatore Cappelli

In Italia poco entusiasmo (all’inizio)

Quando Carlo e Carla Latini hanno avuto tra le mani la pasta prodotta con Senatore Cappelli in purezza hanno capito sin da subito che l’intuizione avuta da Carlo un anno prima era vincente: «Il prodotto era qualcosa di unico - spiega la titolare del pastificio marchigiano -, color ambrato proprio come le spighe, al palato gradevolissimo e molto, molto facile da digerire. Ricordo che in quei giorni ci mangiavamo piattoni di pasta, anche da 100-120 grammi, senza aver nessun tipo di gonfiore».

Ma in Italia la riscoperta dei coniugi Latini non riscosse subito grande entusiasmo: «I primi a capire la qualità della nostra pasta furono i mercati esteri: Parigi, New York, Tokyo - sottolinea Carla Latini -. Solo successivamente la nostra pasta venne proposta da Aimo Moroni, che capì il suo potenziale e la usò per il suo celebre spaghetto cipollotto e peperoncino».

Un grano resistente e di qualità, ma di bassa resa

Ma perché il Senatore Cappelli venne abbandonato alla fine degli anni ’60? Semplicemente per far posto a varietà di grano più facili da gestire e, soprattutto, più performanti: «Il Senatore Cappelli ha tantissime qualità: è buono, ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, è resistente. Ma ha un grosso difetto: ha una resa molto bassa; parliamo di 27-28 quintali per ettaro, molto poco per le logiche industriali che ci circondano al giorno d’oggi. Ma a noi questo non interessa, noi vogliamo mettere in primo piano la qualità, non la quantità. E i nostri clienti questo ce lo riconoscono, sanno perché spendono 4,60 euro per acquistare mezzo kg di pasta».

Pasta di grano Senatore Cappelli  Pastificio Latini, da trent'anni artefice della rinascita del “Senatore Cappelli”

Pasta di grano Senatore Cappelli

I fusilloni per festeggiare i 30 anni della riscoperta

Intanto ad Ancona, nel Pastificio Latini, è tempo di festeggiare. Troppo bello e troppo importante il traguardo dei trent’anni dalla riscoperta di quel grano antico che l’Italia aveva quasi dimenticato. Così, chi acquisterà la pasta Latini nelle prossime settimane troverà un nuovo adesivo che celebra quella storica produzione di settembre 1992.

Ma una festa è vera solo c’è un regalo. E in questo caso il regalo lo fanno i Latini ai propri clienti, con il fusillo grande 100% Senatore Cappelli messo in commercio proprio in questi giorni: «Ci sembrava doveroso celebrare questa ricorrenza con un prodotto nuovo, che tanti clienti ci hanno chiesto in questi ultimi anni - spiega Carla Latini -. Questo fusillo grande, che tanto sta funzionando nei ristoranti italiani, è il regalo che ci siamo fatti per i trent’anni del Senatore Cappelli riscoperto da Latini. Ovviamente, consiglio a tutti di provarlo».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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