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Origano del Molise - SCHEDA

 
01 gennaio 2013 | 10:28

Origano del Molise - SCHEDA

01 gennaio 2013 | 10:28
 

Eventuali sinonimi o termini dialettali
Origano, p'liere, recn, rect, rinie.

Zona di produzione
Area del Matese.

Caratteristiche
È pianta perenne con rizoma strisciante, fusto eretto, ramoso, peloso, alto 20-70 cm; foglie ovali ed oblunghe, arrotondate ed attenuate alla base, picciolate, glabre o pelose; fiori riuniti in infiorescenza a pannocchia o corimbo. Fiorisce da giugno a settembre. L’origano è una pianta che cresce spontanea nelle sterpaglie e nelle boscaglie. Si può coltivare in terreni leggeri e permeabili. Essiccato e macinato viene usato per insaporire pietanze.

Lavorazione
Metodiche di lavorazione: l’origano appena raccolto, viene sistemato in mazzetti. I mazzetti stessi vengono appesi all’ombra ad essiccare. Quando tutti i rametti sono ben secchi, se ne strofina la parte superiore composta dai fiori e da piccole foglie. Quando viene raccolto in grandi quantità l’origano, dopo l’essiccatura, viene battuto con mazze di legno e poi sottoposto a cernita. La polvere, così ottenuta, viene privata da eventuali impurità e, quindi, riposta in vasetti di vetro o in sacchetti di tela per meglio conservarla e per essere utilizzata durante l’inverno.

Materiali e attrezzature per la preparazione: la lavorazione viene effettuata senza macchinari e attrezzature particolari se non un asse di legno per la battitura ed un setaccio per la cernita. Per la conservazione vengono usati barattoli in vetro o sacchetti in tela di cotone.
Locali di lavorazione, conservazione e stagionatura: la lavorazione dell’origano viene effettuata all’aperto. La conservazione, dell’origano sistemato in vasetti di vetro o sacchetti di tela, viene effettuata in locali freschi ed asciutti.

Elementi che comprovano la tradizionalità
Cenni storici: l’inizio dell’uso e della lavorazione dell’origano, così come effettuato attualmente non è possibile datarlo con certezza, certamente risale a qualche secolo addietro. Elementi utili a comprovare le metodiche praticate possono essere trovati nelle fotografie del primo dopoguerra (anni '50) o in brani di testi dedicati agli usi locali (a cura di Angelo Spina).
Referenze bibliografiche: intendenza di Molise, inchiesta murattiana.

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