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Aglio bianco polesano Dop - SCHEDA

Aglio bianco polesano Dop - SCHEDA
Aglio bianco polesano Dop - SCHEDA
Pubblicato il 01 gennaio 2013 | 10:49
L’aglio bianco polesano possiede una fragranza ed un aroma unici nel suo genere; la brillantezza del colore, la compattezza dei bulbi, la lunga conservabilità una volta essiccato e la serbevolezza lo rendono degno d’essere chiamato oro bianco del Polesine.



Nome scientifico
Allium sativum L.

Caratteristiche
L’aglio bianco polesano è una pianta con bulbi di colore bianco brillante uniforme data l’assenza di striature di altro colore, di forma regolare e compatta; le sue foglie hanno una colorazione tra il verde e l’azzurro. I suoi bulbilli sono tra loro uniti in maniera compatta e ricoperti da tuniche con una colorazione che sfuma dal rosato nella parte più concava al bianco nella parte convessa. L’aglio bianco polesano è immesso sul mercato in trecce, treccioni, grappoli e grappoloni.

Zona di produzione
La zona di produzione dell’aglio bianco polesano comprende diversi comuni del polesine situati nella provincia di Rovigo: Adria, Arquà Polesine, Bosaro, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Ceregnano, Costa di Rovigo, Crespino, Fiesso Umbertiano, Frassinelle Polesine, Fratta Polesine, Gavello, Guarda Veneta, Lendinara, Lusia, Occhiobello, Papozze, Pettorazza Grimani, Pincara, Polesella, Pontecchio Polesine, Rovigo, San Bellino, San Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo, Villanova Marchesana.

Metodo di ottenimento
Rotazione colturale. L’aglio bianco polesano è una coltura da rinnovo. Non ritorna sullo stesso appezzamento prima di tre anni. Il ciclo di coltivazione è annuale con semina autunno/invernale.
Produzione del “seme”. Per l’ottenimento del materiale da seminare esistono specifiche fasi: la selezione manuale dei bulbi, detti “teste”, ricavati dai mazzi di aglio della partita destinata alla semina; a seguire l’eliminazione manuale dei bulbilli esterni al bulbo, detti “denti”; da lì lo schiacciamento dei bulbi, manuale o meccanico; quindi l’eliminazione delle tuniche esterne e della radice; in conclusione vengono selezionati i bulbilli, detti “spigoi”, ottenuti dalle precedenti operazioni.

Semina. La semina è effettuata dal 1 ottobre al 31 dicembre, manualmente o con l’ausilio di strumenti meccanici.
Raccolta e conservazione. La raccolta è a discrezione del produttore, e può essere effettuata manualmente o con l’ausilio di macchine agevolatrici. Dopo essere stato estirpato il prodotto subisce un’essicazione naturale, che può avvenire sia in pieno campo che in azienda. Al termine della fase di essicazione, seguiranno le tradizionali lavorazioni eseguite a mano e la commercializzazione, necessariamente tra il 30 luglio e il 31 maggio dell’anno successivo.

Legame con l’ambiente
L’area di coltivazione dell’aglio bianco polesano Dop è caratterizzata dalla presenza di suoli fertili e dei due fiumi che la delimitano a sud e a nord, ovvero il Po e l’Adige, grazie ai quali il terreno risulta essere ben drenato e poroso, adatto ad una produzione di pregio qual è quella dell’aglio bianco polesano.

Alle ottime qualità del terreno si aggiungono due elementi che conferiscono ancora maggior pregio a questa varietà: la capacità, affinata con gli anni e trasmessa da padre in figlio, di selezionare a mano i bulbi “teste” migliori da cui ricavare il materiale da seminare; le particolari lavorazioni eseguite a mano, le quali legano intrinsecamente questa particolare coltura con il territorio, le sue tradizioni e la sua storia.

Riferimenti storici
I primi accenni di coltura dell’aglio bianco polesano risalgono ai Romani (la cui presenza risale tra il I e il V secolo d.C.). Gli interventi di bonifica del popolo latino hanno fortemente influito sulla conformazione del territorio. A seguire la coltivazione dell’aglio fu portata avanti e migliorata fino ai nostri giorni: nel corso dei secoli il prodotto venne commercializzato, tanto da far sì che la piazza di Rovigo ne divenisse un imprescindibile punto di riferimento.
Già negli anni ’60 l’aglio bianco polesano era famoso per le sue ricercate caratteristiche e veniva esportato nei mercati di Cuba, Stati Uniti, Inghilterra, Germania e Francia.

© Riproduzione riservata


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Alberto Lupini


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