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di Sergio Cotti
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«Illegali i dazi sul Pecorino»
Battaglia in Usa per il Consorzio

«Illegali i dazi sul Pecorino»  
Battaglia in Usa per il Consorzio
«Illegali i dazi sul Pecorino» Battaglia in Usa per il Consorzio
Primo Piano del 03 ottobre 2019 | 10:17

Dopo il via libera del Wto, c’è incertezza sul futuro di tanti prodotti del Made in Italy. Il presidente del Consorzio, Salvatore Palitta, annuncia un ricorso alla magistratura americana. Ogni anno per gli Stati Uniti partono oltre 130mila quintali di Pecorino Romano, che oggi arriva sulle coste americane a 7,20 euro al chilo.

«I dazi americani sul Pecorino, se applicati, rappresentano una chiara violazione delle norme sul commercio. Per questo andremo avanti fino in fondo per far valere le nostre ragioni davanti alla giustizia ordinaria americana».

Ogni anno in Usa vengono esportati 130mila quintali di Pecorino romano («Illegali i dazi sul Pecorino»  Battaglia in Usa per il Consorzio)
Ogni anno in Usa vengono esportati 130mila quintali di Pecorino romano

Il presidente del Consorzio del Pecorino Romano, Salvatore Palitta, non ha dubbi: il Pecorino non è un prodotto in concorrenza con altri tipi di formaggio americani e, soprattutto, l’Italia non fa parte del consorzio legato a Airbus, l’azienda che ha ricevuto sostegni di stato in Europa e per cui si è aperto questo contenzioso tra i Paesi dell’Unione e gli Stati Uniti. Ragioni per cui il Consorzio del Pecorino Romano è deciso a dare battaglia contro la decisione (tuttavia non ancora ufficiale) di applicare nuovi dazi sulla Dop.

Salvatore Palitta («Illegali i dazi sul Pecorino»  Battaglia in Usa per il Consorzio)
Salvatore Palitta

«Noi siamo fiduciosi - dice Palitta - anzi, siamo talmente fiduciosi e sicuri della nostra posizione che andremo oltre, anche una volta che sarà decisa l’applicazione del dazio. Il nostro obiettivo è di contrastarli proprio là, dove avviene la violazione». Al momento si parla solo di ipotesi; l’entità della nuova tassa da pagare non è ancora stata svelata e da questo punto di vista il clima è di attesa: «Nell’elenco di prodotti da colpire - dice ancora Palitta - ci sono alcune indicazioni, ma il nostro codice doganale più importante non ha ancora un’indicazione di dazi. Dobbiamo aspettare una decisione finale, con la percentuale di dazi da applicare ai prodotti indicati in elenco e finché le cose non saranno chiare e definitive, è difficile che si possa avere un’idea di quale sarà l’impatto».

Di Pecorino romano ne partono tutti gli anni per il mercato Usa circa 130mila quintali, al prezzo d’arrivo sulle coste americane di 7,20 euro al chilo. Si parla di dazi al 25%, ma - come detto - al momento non ci sono conferme. Le trattative tra Amministrazione Usa e Unione europea sono ancora in corso, mentre sembrano esserci notizie positive per il vino italiano (in particolare per il Prosecco) e per l’olio, che dovrebbero essere risparmiati dai rincari.

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