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Pecorino romano senza aiuti
Botta e risposta con la Bellanova

Pecorino romano senza aiuti 
Botta e risposta con la Bellanova
Pecorino romano senza aiuti Botta e risposta con la Bellanova
Pubblicato il 27 giugno 2020 | 17:43

Il presidente del Consorzio Salvatore Palitta replica alla ministra dell'Agricoltura che aveva ricordato un vecchio finanziamento di 14 milioni. La Dop resta esclusa dal bando post covid di 50 milioni.

L’esclusione del Pecorino Romano (così come di altri formaggi) dal bando nazionale indigenti di 50 milioni di euro, continua a far discutere. Dopo la protesta di due giorni fa del presidente del Consorzio, Salvatore Palitta, e la replica della ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, oggi è ancora Palitta a prendere carta e penna e a spiegare il motivo del malcontento.

Pecorino Romano fuori dagli aiuti post Covid - Pecorino romano senza aiuti Botta e risposta con la Bellanova
Pecorino Romano fuori dagli aiuti post Covid

Un’insoddisfazione che arriva dopo le dichiarazioni della ministra Bellanova, secondo cui «non c’è stata alcuna esclusione delle produzioni sarde dal bando indigenti. Affermarlo – aveva detto – è una distorsione della realtà che non posso accettare. Come sanno bene i produttori e i pastori, proprio in queste settimane stiamo distribuendo agli enti caritativi 7.500 quintali di pecorino romano dop a tutti gli indigenti di Italia per un valore di 7 milioni di euro. Ulteriori 7.500 quintali per altri 7 milioni saranno acquistati da Agea e distribuiti tra ottobre e dicembre».

Parole che il presidente del Consorzio non ha accolto per niente bene, anzi: «Errare è umano, perseverare diabolico e distorcere i fatti lo è ancora di più – dice – Ci lascia veramente sorpresi quanto dichiarato dalla ministra Bellanova, perché non siamo certo noi a mistificare la realtà. È comprensibile il nervosismo della ministra dopo il tour pugliese, ed è di conseguenza comprensibile che la Sardegna e il settore ovino siano lontani dalle sue preoccupazioni, ma è nostro dovere ristabilire la verità dei fatti».

Stefano Pallitta e Teresa Bellanova - Pecorino romano senza aiutiBotta e risposta con la Bellanova
Stefano Palitta e Teresa Bellanova

Secondo Palitta, il bando non c’entra nulla con quello da 14 milioni chiamato in causa dalla ministra: quest’ultimo, infatti, riguarda la cosiddetta vertenza latte e avrebbe dovuto essere pubblicato fra agosto e settembre del 2019. Oltre un anno di ritardo (con tanto di intervento del Consorzio per evitare che i fondi andassero in perenzione) ha portato a una sovrapposizione col Bando post Covid, ma di certo non per responsabilità del Consorzio. «La ministra annuncia poi lo stanziamento di 250 milioni di euro per affrontare l'emergenza alimentare, con nuovi bandi entro il 2021: ma davvero c'è la copertura finanziaria per un impegno del genere? È giusto, anche in questo caso, conoscere la verità», incalza Palitta.

Di seguito, la ricostruzione cronologica dei fatti operata dal Consorzio

Il decreto di Centinaio 2019
Il decreto emergenze a firma dell’allora Ministro Centinaio prevedeva un intervento finanziario a valere sugli aiuti per gli indigenti nazionali, per i formaggi da latte di pecora DOP e, va sottolineato, per tutti i formaggi di pecora DOP. L’iter amministrativo dei fondi si blocca dal 13 agosto 2019, dopo l’insediamento della Bellanova al Ministero e, nonostante le sue rassicurazioni espresse il 29 ottobre 2019 in occasione dell’incontro istituzionale in Sardegna, nessuna azione conseguente viene realizzata. Il Consorzio, con nota del 7 febbraio 2020, preoccupato per il ritardo nei bandi e perché si poteva compromettere il faticoso lavoro del Ministro Centinaio, invia al Ministero la nota con la quale dichiara ancora una volta la disponibilità alla fornitura del nostro pecorino romano.  

Proprio su questo punto, oggi pomeriggio l'ex ministro Gian Marco Centinaio è intervenuto ricordando che «l’iter degli stanziamenti che avevo avviato per il sostegno agli indigenti nazionali è stato bloccato, questo ha generato gravi ritardi, la Sardegna è stata esclusa dal bando post Covid ed è falso dire, come ha fatto il ministro, che gli Enti benefici non richiedono forniture di pecorino romano. Dalla Sardegna alla Puglia, passando per le altre filiere di eccellenza del nostro Paese - ha aggiunto Centinaio - la sequenza di pasticci e di risposte mancate si allunga sempre più. Purtroppo a fare le spese di tanta incompetenza è l'agroalimentare italiano e i lavoratori, a cui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà».

Sardegna esclusa dal Bando post Covid
«Quindi – spiega Palitta - la Ministra parla di un intervento che doveva essere operativo già dal 2019 ma che solo dopo la nostra nota, nel 2020, si è attivato, con oltre un anno di ritardo. Questa è la prima verità. La seconda verità è che ad oggi, come da determina AGEA, i formaggi DOP Sardi sono esclusi dai fondi collegati al Decreto Legge n°18/2020. Sono cioè esclusi dal cosiddetto Bando Indigenti da 50 milioni messo a punto come aiuto per fronteggiare la crisi economica post Covid, tanto è vero che agli Enti caritatevoli sardi sarà distribuito il Montasio. Il Consorzio, prima della determina, aveva inviato una nota sottolineando come i formaggi Sardi DOP non potevano essere esclusi».

Non esiste un elenco completo dei prodotti
«Ma – dice ancora Palitta - se la ministra intende far inserire le DOP Sarde nel paniere dei prodotti da destinare all’aiuto ne saremmo felicissimi: renda però pubblico l’elenco, oggi a conoscenza di pochi eletti tra i Consorzi di Tutela, per i restanti 29 milioni. Se ci saranno le DOP sarde, saremo ben contenti di chiedere scusa. Aggiungerei - ma vale per il nostro settore come per altri – che, di fronte a una crisi inedita, si interviene con azioni politiche e strumenti inediti, non con le solite liste della spesa o con interventi a pioggia».

«Scarsa conoscenza diretta dei fatti»
Infine, Palitta sottolinea un terzo elemento importante, e probabilmente determinante nell’esclusione del pecorino romano dal bando. «Qualcuno incaricato dalla ministra è sfuggito al confronto, anzi al contrario ha fornito un quadro distorto delle azioni che per il settore sono state fatte, anche in solitudine e in forma del tutto volontaristica. Quindi ci preoccupa la sua scarsa conoscenza diretta dei fatti, questo sì che è distorsivo. Così come è distorsivo – aggiunge - dire che gli Enti benefici non richiedono forniture di pecorino romano. Non è così, e ne sono dimostrazione le lettere inviate dagli stessi Enti al Consorzio per richiedere il nostro prodotto. Gentile ministra, di sicuro le sue affermazioni non aiutano il settore a trovare un suo equilibrio. Ma sono sicuro che non sia troppo tardi, se c’è la volontà di farlo, per trovare una soluzione che soddisfi tutti e aiuti l’economia sarda a reggere i contraccolpi di una crisi che si annuncia anche peggiore del previsto. Da parte nostra, come sempre, c’è la massima disponibilità al confronto, in qualunque momento».

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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