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A Milano il Forum sull'alimentazione
Verso gli obiettivi dell'Agenda Onu 2030

A Milano il Forum sull'alimentazione 
Verso gli obiettivi dell'Agenda Onu 2030
A Milano il Forum sull'alimentazione Verso gli obiettivi dell'Agenda Onu 2030
Pubblicato il 12 ottobre 2017 | 17:53

Ci sarà anche Bob Geldof, attivista nella lotta alla fame nel mondo, all’8° Forum internazionale su alimentazione e nutrizione (il 4 e il 5 dicembre a Milano) organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn).

«Non vedo l'ora di essere in Italia, tra poco, con la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition. Ho sentito molte cose positive sul lavoro che hanno fatto. Solo attraverso l’impegno di organizzazioni come questa avremo la possibilità di superare i problemi che l'umanità affronterà in futuro», ha dichiarato Bob Geldof. Sarà una due giorni dedicata al cibo a 360° per cercare soluzioni ai grandi paradossi del nostro sistema alimentare. Tra i relatori, oltre a Geldof, Gunter Pauli, uno dei padri dell’economia circolare, Jeffrey Sachs, saggista ed economista che ha ispirato Papa Francesco, Guido Barilla e Carlin Petrini che si confronteranno sul ruolo del cibo e su ciò che questo rappresenta in termini di tutela della biodiversità e di sviluppo sostenibile.

(A Milano il Forum sull'Alimentazione L'Agenda Onu 2030 l'obiettivo)

Il Forum, unico e grande evento interdisciplinare del suo genere nel panorama italiano, punta a condividere evidenze, dati scientifici e best practice utili a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 dell’Onu e costruire modelli alimentari rispettosi della salute delle persone e del pianeta. «815 milioni di persone nel mondo soffrono la fame, l’11% della popolazione globale» (+38 milioni nel 2016 vs 2015, ndr), ha spiegato Luca Virginio, vice presidente Bcfn. «E mentre è ancora alto il numero di chi è obeso o in sovrappeso, nel mondo 1/3 del cibo prodotto viene gettato, anche prima di essere commercializzato. Ecco perché dobbiamo ripensare i nostri modelli alimentari, se vogliamo centrare gli obiettivi dell’Agenda Onu. Per pesare meno sul nostro futuro dobbiamo fare qualcosa di concreto, partendo da quello che mettiamo ogni giorno nel piatto, perché le nostre scelte alimentari contano sia per la nostra salute che per il pianeta».

E in Italia è già allerta per la “Generazione Z”, gli under 18, tra i quali 1 su 4 è in sovrappeso o obeso. Le cause? L’allontanamento progressivo dalla Dieta Mediterranea, vero e proprio elisir di lunga vita, e una diffusione sempre maggiore del junk food. Se si aggiunge la scarsa propensione degli italiani per l’attività fisica, ecco che appaiono evidenti possibili ricadute in termini di incidenza di malattie come diabete (ne soffre circa il 5,4% dei nostri connazionali), patologie cardiache (una delle principali cause di morte al mondo con 20 milioni di decessi nel 2015) e patologie croniche (che determinano il 60% dei decessi a livello globale). Insomma, è urgente rivedere il nostro modo di mangiare ma anche il sistema alimentare nel suo complesso, magari tornando proprio a sposare la Dieta Mediterranea o comunque a scegliere diete sostenibili. Dati allarmanti diffusi a poche ore dal 16 ottobre, la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, dal Barilla Center for Food & Nutrition.

Se poi si volge lo sguardo allo spreco la situazione è a dir poco vergognosa. È quantificabile in 750 miliardi di euro l’anno il corrispettivo economico del cibo buttato e sprecato ogni anno. Va a male alla fonte, si perde, diventa immangiabile durante la distribuzione o viene gettato via tra supermercati, ristoranti e cucine (fonte Wwf) prima ancora di arrivare a tavola. Circa 4 volte la quantità necessaria a sfamare gli oltre 800 milioni di persone sul pianeta che soffrono la fame. E questo senza contare l’impatto che il cibo sprecato ha sull’ambiente (riducendo lo spreco di cibo nei soli Stati Uniti del 20% in 10 anni si otterrebbe una riduzione delle emissioni serra annuali di 18 milioni di tonnellate).

Che lo spreco di cibo sia un problema comune a molti dei Paesi più sviluppati lo confermano sempre i dati del Food Sustainability Index, che evidenziano come in Italia si arriva a gettare una media di 110,5 kg di cibo all’anno pro capite. Meglio - magra consolazione - di Stati Uniti (277,90 kg/pro capite all’anno) o del Regno Unito (131,53 kg), ma comunque peggio di Paesi come Francia (110 kg) e Germania (104 g). A livello europeo, si spreca in media 180 kg di cibo pro capite all’anno, di cui il 42% a livello domestico.

Per informazioni: www.barillacfn.com

© Riproduzione riservata

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