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di Piera Genta
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Dal 15 novembre Fico sarà realtà
La casa dell'agroalimentare italiano

Dal 15 novembre Fico sarà realtà 
La casa dell'agroalimentare italiano
Dal 15 novembre Fico sarà realtà La casa dell'agroalimentare italiano
Pubblicato il 10 novembre 2017 | 10:46

Ci siamo, Fico, acronimo di Fabbrica italiana contadina che sorge vicino al mercato ortofrutticolo di Bologna, un'Expo permanente per la filiera dell'agroalimentare Made in Italy, apre per il pubblico il 15 novembre.

L’ingresso è gratuito ogni giorno dalle 10.00 a mezzanotte. La nostra una visita in anteprima in occasione della conferenza stampa di presentazione. Veramente grande, uno spazio di 100mila metri quadrati di superficie coperta di cui 9mila dedicati al mercato ed alle botteghe suddivisi per tematiche e filiere. 40 fabbriche contadine, 40 luoghi di ristoro divisi tra ristoranti, chioschi e bar. Davanti al Centro Congressi, Bell’Italia Camst, l'area ristoro più ampia del parco, con oltre 500 coperti, estendibili fino a mille, che per l’inaugurazione ha realizzato il dolce di Fico, a base di torta sbrisolona e del frutto simbolo. Il menu di questo periodo un omaggio all’Emilia-Romagna, la regione che ospita FIco e che ha visto nascere la Camst, nel 1945: lasagna alla bolognese, tagliatella al ragù e tortellini in brodo.

Oscar Farinetti (Dal 15 novembre Fico sarà realtà La casa dell'agroalimentare italiano)
Oscar Farinetti

Completano il parco sei aule didattiche, sei giostre educative, interattive e multimediali che raccontano il rapporto tra l’uomo e il fuoco, la terra, con il vino, l’olio e la birra, ovvero i tre principali liquidi da lui creati, il mare, gli animali, il futuro immaginato come un’agricoltura fatta di tecnologia; teatro, cinema, un centro congressi (con una capienza massima di mille persone), campi da beach volley e da calcetto e una Fondazione, con quattro università, dedicata all'educazione ambientale ed alimentare.
 
Secondo le stime, dovrebbe accogliere, in un anno, oltre 6 milioni di visitatori di cui 2 milioni gli stranieri, per cui si sono pensati servizi personalizzati come l’ufficio postale dopo le casse per spedire gli acquisti in tutto il mondo e l’ufficio per chiedere il rimborso dell’Iva. Un progetto ideato nel 2012 reso possibile grazie alla sinergia tra pubblico e privato, come sottolinea l'amministratore delegato di Fico Eataly World, Tiziana Primori, che ha visto un coinvolgimento di 150 soggetti tra imprenditori, istituzioni ed associazioni per un investimento di oltre 120 milioni di euro. 700 i posti di lavoro interni creati dall’apertura del parco e 3mila quelli generati nell’indotto. Un fatturato tra tre anni di circa 90 milioni.

(Dal 15 novembre Fico sarà realtà La casa dell'agroalimentare italiano)

L’area esterna copre una superficie di due ettari, con stalle e campi all’aria aperta, dove è possibile osservare da vicino oltre 200 animali tra cavalli, asini, suini, bovini da carne e da latte, ovini e caprini, oche e conigli, galline e api. Oltre 2mila le coltivazioni: cereali, piante aromatiche, ortaggi e legumi, frutti dimenticati, canapa e lino, barbabietole, tartufi (nel campo si possono anche vedere all'opera i cani da tartufo), agrumi, ulivi e vigneti. Un parco visitabile con la bici da shopping a tre ruote “firmata” Bianchi grazie al percorso ciclabile lungo il viale principale.

Difficile pianificare un percorso, siamo subito travolti dalla voglia di scoprire, proprio come i bambini a Disneyland, d’altra parte Fico è stata ribattezzata Disneyland del cibo? L’inizio con un caffè. In uno spazio di 400 mq. Lavazza fa sperimentare la filiera dalla pianta alla tazzina grazie ad una piccola fabbrica di torrefazione artigianale. Il blend proposto è 100% Arabica che combina tre speciali origini di Brasile, Honduras ed El Salvador. Poco distante una novità, Nostrano, lo zucchero grezzo di barbabietola estratto solo da piante coltivate in Italia entro un raggio medio di 50 km. dai due stabilimenti di Bologna e Padova della Cooperativa dei Bieticoltori italiani, l’unica significativa realtà locale del comparto saccarifero nazionale con il marchio Italia Zuccheri.

(Dal 15 novembre Fico sarà realtà La casa dell'agroalimentare italiano)

Tra i tanti chioschi e piccole botteghe, dove provare grandi classici del cibo di strada provenienti da tutta Italia, la Porchetta made in Umbria e il Prosciutto di Norcia Igp con l’iniziativa Renzini Ama Norcia l’azienda promuove un progetto di ricostruzione e rilancio del tessuto lavorativo di Norcia e dei monti Sibillini in seguito al sisma del 2016. Proprio a Fico si presenta la prima vetrina dell’Associazione produttori dell’agroalimentare marchigiano, uno dei primi consorzi regionali multifiliera in Italia. Sette i soci fondatori e precisamente BovinMarche, allevatori marchigiani con circa 500 allevatori e 10mila capi allevati annualmente, Consorzio vini piceni, Consorzio Marche biologiche con 5 cooperative socie, Consorzio Casciotta d’Urbino Dop, Istituto Marchigiano di tutela vini con 465 aziende associate, Società Agricola Biologica Gruppo Fileni, che si occupa di allevamenti biologici di polli, TreValli Cooperlat, tredici cooperative con circa mille conferitori.

Tra le fabbriche il caseificio del Grana Padano che produrrà due forme di formaggio al giorno utilizzando circa 500 litri di latte ognuna proveniente da una delle stalle iscritte al Consorzio. Le forme riposeranno nel magazzino allestito all’interno del caseificio e potranno essere vendute dopo almeno 9 mesi. L’area hospitaly è stata pensata con percorsi infografici adatti a tutti i visitatori per incontri informativi con l'obiettivo di raccontare e far comprendere l'eccellenza di questo prodotto.

(Dal 15 novembre Fico sarà realtà La casa dell'agroalimentare italiano)

Un nuovo modo di fare spettacolo con il Teatro della Carne con due banchi macelleria, come poteva mancare La Granda, tempio della carne piemontese, l’angolo dedicato al ristoro. Il pesce con pescheria la Nave Errante ed i vini del gruppo Feudi di San Gregorio. Grande spazio anche al buon bere con la Bottega del Vino e la Bottaia 52, allestita con barriques, in cui vi è la possibilità di assistere a masterclass tenute da un produttore diverso ogni settimana, e una grande enoteca dedicata ai 52 vignaioli migliori d’Italia, distribuiti in tre bolle, dedicate ciascuna ai più eccellenti produttori rispettivamente di vini bianchi, rossi o spumanti. Il modo migliore per conoscere l’Italia del vino da nord a sud. Il vino Fico bianco e Fico rosso del gruppo Cevico, fra i più importanti gruppi cooperativi vitivinicoli del Paese, è il fornitore ufficiale.

Per gli astemi troviamo le acque ufficiali del parco Bolle e Stille di Lurisia e per i palati esigenti le bibite, chinotto, aranciata e gazzosa. In un’area dedicata attraverso monitor touchscreen si potranno leggere le caratteristiche, imparare a conoscere i diversi profumi e soprattutto assaggiarli. Su una parete campeggia l’immagine dell’Ultima Cena di Leonardo e la scritta “Una cena così non la puoi perdere” pe ricordare che Eataly e Fico contribuiscono, come unico sponsor privato, al piano di conservazione di questo nostro capolavoro. Un'Expo permanente per la filiera dell'agroalimentare Made in Italy un luogo vero che raccoglie l’eredita’ dell’Esposizione universale per la valorizzazione del grande patrimonio del cibo italiano e delle sue filiere. Farinetti racconta che «per Eataly world abbiamo pensato di fare la cosa più banale del mondo: iniziare a parlare di cibo partendo dall'origine e non dalla fine. Partendo dall'inizio e non dalla fine ovvero dall'agricoltura, dall'allevamento e dalla trasformazione». Ancora qualche imperfezione, certo, ma un grande progetto da seguire, visitare e vivere.

(Dal 15 novembre Fico sarà realtà La casa dell'agroalimentare italiano)

Per informazioni: www.eatalyworld.it

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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