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Russia, l’embargo sul cibo
costa un miliardo al made in Italy

Russia, l’embargo sul cibo 
costa un miliardo al made in Italy
Russia, l’embargo sul cibo costa un miliardo al made in Italy
Primo Piano del 04 luglio 2019 | 09:59

Il presidente Vladimir Putin è oggi a Roma per una serie di incontri istituzionali. L’auspicio del settore agroalimentare è quello di una ripresa del dialogo sullo scambio delle merci tra la Russia e il nostro Paese. Dal 2014 ad oggi, il blocco di un’importante lista di prodotti verso Mosca rappresenta un freno all’export.

Chissà se all’ordine del giorno tra gli appuntamenti istituzionali che oggi il presidente russo Vladimir Putin ha in agenda nel
suo viaggio lampo a Roma, ci sarà anche la delicata questione dell’export dei prodotti agroalimentari italiani nel suo Paese.

L'agroalimentare italiano attende Vladimir Putin a Roma (Russia, l’embargo sul cibo costa un miliardo al made in Italy)
L'agroalimentare italiano attende Vladimir Putin a Roma

È l’auspicio di tutto un settore, che dal 2014 soffre a causa dell’embargo che proprio la Russia ha disposto nei confronti di una lunga lista di prodotti, con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia. Una decisione, quella di Mosca, che fa seguito a quella dell’Unione Europea di applicare sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina. Una questione ormai chiusa da tempo, che però di porta dietro strascichi importanti, soprattutto dal punto di vista del commercio, che ad oggi paga un prezzo che si avvicina al miliardo di euro in mancate esportazioni.

«L’agroalimentare italiano - spiega la Coldiretti - è infatti l’unico settore colpito direttamente dall’embargo che ha portato al completo azzeramento delle esportazioni dei prodotti presenti nella lista nera, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dal prosciutto di Parma a quello San Daniele, ma anche frutta e verdura come le mele, soprattutto della varietà Granny Smith dal colore verde intenso e sapore leggermente acidulo particolarmente apprezzate dai cittadini russi. Per il presidente, Ettore Prandini, «si tratta di un costo insostenibile per l’Italia e l’Unione Europea ed è importante che si riprenda la via del dialogo. Ancora una volta il settore agroalimentare è stato merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale».

Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni si sommano quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Nei supermercati russi si possono ora trovare fantasiosi surrogati locali che hanno preso il posto dei cibi italiani originali, dalla mozzarella “Casa Italia”, dall’insalata “Buona Italia” alla Robiola Unagrande, dalla mortadella Milano al parmesan, dalla scamorza al mascarpone.

Prodotti italiani taroccati in vendita in Russia (Russia, l’embargo sul cibo costa un miliardo al made in Italy)
Prodotti italiani taroccati in vendita in Russia

«A potenziare la produzione del falso Made in Italy non è stata però solo l’industria russa, ma - riferisce la Coldiretti - anche molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile che hanno aumentato le esportazioni dei cibi italiani taroccati nel Paese di Putin». In Russia è possibile infatti trovare scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta Made in Bielorussia, ma anche salame Milano e Gorgonzola di produzione Svizzera e Parmesan o Reggianito di origine brasiliana o argentina.
 
Il rischio riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. In alcuni casi i piatti sono spariti dai menu mentre, in altri, sono stati sostituiti da tarocchi locali o esteri senza però che ci sia nella stragrande maggioranza dei ristoranti una chiara indicazione nei menu.

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