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Giornalisti e pr britannicifra i professionisti più inclini all'alcol

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Giornalisti e pr britannicifra i professionisti più inclini all'alcol
Pubblicato il 26 maggio 2009 | 18:30

Secondo una ricerca inglese sono gli addetti alla comunicazione quelli che alzano di più il gomito. Oltre quattro bottiglie di vino a settimana, o di 19 pinte di birra. Il governo di Londra ha lanciato una campagna sul bere responsabile. Educatori e trasportatori, invece, i più morigerati

Riportiamo integralmente da Corriere.it

 MILANO - I giornalisti inglesi bevono in media l'equivalente di oltre quattro bottiglie di vino a settimana, o di 19 pinte di birra. E anche chi lavora più genericamente nel mondo dei media – grafici, fotografi, addetti stampa, relatori pubblici – non è da meno, aggiudicandosi il primato di chi ama il bicchiere per gustarvi superalcolici e liquori. Morigerati nel consumo alcolico sono invece i lavoratori del settore dell'educazione, dei trasporti e dei viaggi: è questo il risultato di una ricerca inglese, accoppiata a una campagna educativa e informativa lanciata dal governo britannico, «Know your limits».

ALCOL E MEDIA - è il mondo dei media, un po' a sorpresa, che almeno in Inghilterra ruba lo scettro del consumatore di alcol a operai, lavoratori edili, braccianti, ritenuti comunemente (ma evidentemente erroneamente) più abituati a bere dopo le fatiche del lavoro. Al pub invece a darci dentro tra uno shot (la «dose» usata in Gran Bretagna, che però definisce ormai anche in Italia il «colpo», la bevuta secca di un bicchierino di superalcolico, come il rum o la tequila), una pinta e un bicchiere di vino sono dunque i giornalisti e in generale chi lavora nella comunicazione. Per loro la media è di 44 unità alcoliche a settimana, dove l'unità è pari a 8 grammi di alcol, ovvero il quantitativo contenuto in una birra piccola: circa il doppio rispetto a quanto raccomandato dal ministero della Salute britannico, che per gli uomini indica uno standard massimo di 3-4 unità al dì, e per le donne di 2-3 dosi. A ruota seguono in questa strana classifica i lavoratori tecnologici (34 unità a settimana) e ancora i professionisti dei servizi (33 unità) e della finanza e del mondo immobiliare (29 unità).

LE MOTIVAZIONI - L'alcol viene considerato dai lavoratori intervistati soprattutto un modo per socializzare, e spesso, per alcune categorie come quella della finanza, un obbligo nei confronti di clienti, colleghi e datori di lavoro, che dopo l'ufficio amano trovarsi al pub per chiudere la giornata professionale. Proprio per questo motivo, oltre che più semplicemente per una questione di sicurezza pubblica, autisti e insegnanti tendono a non consumare grandi quantitativi di vino e birra: almeno al lavoro, sono salvi da tentazioni.

Eva Perasso
da Corriere.it

© Riproduzione riservata

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