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Classificazione delle grappe Un vademecum per gli assaggiatori

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Classificazione delle grappe Un vademecum per gli assaggiatori
Pubblicato il 06 giugno 2009 | 16:30

La classificazione della grappa è molto articolata in relazione all'età e alle lavorazioni successive alla produzione. L'Anag, l'associazione degli assaggiatori di grappa, ha sempre cercato di dare una classificazione che, pur non essendo stata recepita dal legislatore, è diventata una consuetudi

 Sul sito, nelle scorse settimane, avevamo iniziato ad approfondire le varie tipologie di grappa. Riprendiamo il viaggio con questa piccola guida sul distillato italiano.

La classificazione della grappa è molto articolata in relazione all'età e alle lavorazioni successive alla produzione. Anche le notizie riportate in etichetta non ci aiutano molto perché molto generiche: possono evidenziare la denominazione geografica di origine, il tipo di alambicco, i vitigni e altre diverse indicazioni. La legge italiana definisce solamente le grappe che hanno soggiornato nel legno, per tutte le altre non menziona alcuna denominazione. L'Anag ha, fin dal suo nascere, cercato di dare una classificazione che, pur non essendo stata recepita dal legislatore, è diventata una consuetudine. La suddivisione è basata essenzialmente sulle caratteristiche sensoriali.

Grappa giovane: prodotta dalla distillazione della vinaccia e imbottigliata al termine della distillazione dopo un periodo di "riposo" in recipienti di acciaio o vetro (NO legno) dove ha affinato le caratteristiche solo degli aromi derivanti dal vitigno e dalla fermentazione. Si presenta incolore e trasparente, con un profumo delicato, di vinaccia, fruttato e con un gusto secco, franco, gentile e pulito. (Aroma secondario)

Grappa giovane aromatica: è come la precedente, però prodotta da vinacce di uve di vitigno aromatico (Gewurztraminer, Brachetto, Moscato (Bianco Giallo. Nero, Rosa, d'Alessandria...), Malvasia (Bianca, di Candia, Istriana, del Lazio, di Lipari, di Sardegna, Nera di Brindisi...)) o semiaromatico (Prosecco, Muller Thurgau, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon, Riesling Renano, Aleatico, Sylvaner, Chardonnay, Lagrein...) Nell'analisi organolettica avremo tutti i sentori primari derivanti dal vitigno in quanto particolarmente ricchi di sostanze odorose, spiccatamente floreali, costituite principalmente da terpeni che si estraggono principalmente dalla parte esterna dell'acino. (Aroma primario)

Grappa affinata in legno o barricata: la grappa viene imbottigliata dopo essere stata conservata in contenitori di legno per un tempo inferiore ai 12 mesi. Il suo colore, profumo e sapore variano a seconda del tipo e del volume dei contenitori di legno. A differenza delle grappe giovani nelle invecchiate prevalgono profumi dolciastri di vaniglia e frutta appassita. Se è ricavata da vinaccia di vitigni aromatici o semiaromatici, si chiama: Grappa affinata in legno aromatica.

Grappa invecchiata o vecchia: questa denominazione è definita dalla legge e deve avere una permanenza in contenitori di legno per un periodo fra 12 e 18 mesi e questo tempo è certificato dai controlli dell'Agenzia delle Dogane. Il suo colore, profumo e sapore variano a seconda del tipo e del volume dei contenitori di legno. Se è ricavata da vinaccia di vitigni aromatici o semiaromatici si chiama Grappa invecchiata aromatica. (Aroma terziario)

Grappa riserva o stravecchia: anch'essa è definita dalla legge e per avere in etichetta questa denominazione deve avere una permanenza in contenitori di legno per un periodo minimo di 18 mesi, certificato dall'Agenzia delle Dogane. Il suo colore, profumo e sapore variano a seconda del tipo e del volume dei contenitori di legno. Gusto morbido, delicato. Per periodi lunghi di permanenza, oltre ai profumi e sapori dolci, si possono aggiungere tabacco e spezie. Se è ricavata da vinaccia di vitigni aromatici o semiaromatici, si chiama. Grappa riserva o stravecchia aromatica

Grappa aromatizzata: la grappa (particolarmente quella già classificata giovane) viene completata con l'aggiunta per infusione, di principi aromatizzanti vegetali naturali come erbe officinali e aromatiche (ruta, asperula, pino mugo..), radici (genziana, liquirizia...) o frutti (sambuco, ginepro, mirtillo, pera, lampone, albicocca, mela, pesca...) o parti di esse Le erbe ricche di clorofilla (ruta) donano alla grappa tonalità verdi smaglianti. Il pino mugo e l'asparago la tingono di giallo tenue con delicate sfumature verdoline. I suoi profumi dipendono dal tipo di essenze vegetali. (Aroma quaternario)

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