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Museo Schiavo, storia e tradizione
Finestra sul territorio di Costabissara

Museo Schiavo, storia e tradizione 
Finestra sul territorio di Costabissara
Museo Schiavo, storia e tradizione Finestra sul territorio di Costabissara
Pubblicato il 26 luglio 2009 | 14:00

Costabissara (Vi) può fregiarsi di un piccolo museo che si può definire una finestra sul territorio e sulla sua tradizione: il Museo Schiavo, dell’omonima distilleria, dove testimonianze tratte da oggetti, documenti e carteggi raccontano e ricostruiscono la storia di Costabissara

 Costabissara (Vi) può fregiarsi di un piccolo museo che si può definire una finestra sul territorio e sulla sua tradizione: il Museo Schiavo, dell'omonima distilleria, dove testimonianze tratte da oggetti, documenti e carteggi raccontano e ricostruiscono la storia di Costabissara anche attraverso il susseguirsi delle cinque generazioni della famiglia Schiavo. L'idea è nata dalla passione di Beppe Schiavo, scomparso un paio di anni fa, per tutto ciò che era antico e riconduceva alla tradizione, alla sua famiglia e alla sua attività di distillatore; desiderio poi concretizzato dai figli Marco e Mauro.

Nella sala espositiva Beppe Schiavo è possibile ammirare tutto il certosino lavoro svolto, anche grazie al gruppo archeologico 'Bissari”, per rimettere insieme i tasselli di un puzzle che è nato molti secoli fa: tutto parte dalla 'romanizzazione delle Province” del I e II secolo e dalla suddivisione dei terreni migliori definiti anche come 'Graticolato” e visibili nelle piantine esposte, per proseguire con alcune testimonianze del Medioevo, come le pergamene originali che spaziano dal XIV, XV e XVI secolo dove ritroviamo atti di compravendite di terreni, mulini per la macina del grano, rivoli d'acqua, ma soprattutto vigneti.

Si possono ammirare poi le riproduzioni in anastatica di antiche mappe del XVII e XVIII secolo dei possedimenti in Costa Fabbrica (poi Costabissara) dei nobili Conti Bissari, signori vicentini a cui si deve la cessione al Comune di Vicenza del sito dove verrà costruita la basilica in Piazza dei Signori e dove tutt'ora sorge la famosa Torre Orologio detta appunto dei Bissari. La cosa sorprendente è che i nobili Bissari avevano censito tutti i loro beni e quindi anche i confinanti come appunto la famiglia Schiavo, che possedeva terreni e una torre colombara, con annesso rustico, che col passare del tempo si tramuterà nell'attuale casa colonica di inizio Ottocento.

Il viaggio nella storia passa fra i carteggi e proclami del Regno Lombardo Veneto, atti notarili originali della famiglia con acquisti e cessioni di terreni fino alla costruzione dell'attuale distilleria: da questo momento in poi, la famiglia Schiavo comincia la nuova avventura nel mondo dei distillati.

 Sono esposte le mappe, gli atti societari, le Regie Licenze per la produzione di Alcoli e le prime ricevute di pagamento del dazio sugli alcoli, intestate alla famiglia Schiavo. Sono visibili i primi manuali di distillazione in lingua francese, utilizzati proprio dal trisavolo Domenico nelle prime sperimentazioni di produzione, il progetto del Regio Erario che nel 1929 censiva tutte le distillerie nella provincia di Vicenza e le bollette utilizzate nel ricevimento delle vinaccie in distilleria pronte per la distillazione. L'ultima parte dell'esposizione cartacea, viene dedicata alla storia della distillazione, con in bella vista i più antichi libri sulla distillazione: dalla 'Scola senese” del Mattioli, alla scuola fiamminga del Lonicer, per proseguire con la scuola fiorentina del Vannuccio Biringuccio, a quella napoletana del Gio.Battista della Porta, per chiudere con le scuole tedesche con i Thesaurus (raccolte scritte) del Gesner al Coelum Philosophorum di Filippo Ulstadio alla scuola francese del Beguin che termina con 'La distillazione” descritta nella famose enciclopedia del Diderot D'Alembert.

Tra le attrezzature esposte, fanno bella mostra di sé diversi apparati di distillazione in rame del XVIII e XIX secolo destinati alla produzione di grappa in casa. La cosa sorprendente è però un alambicco completamente in terracotta, probabilmente di scuola slava, sempre utilizzato per la distillazione, forse di frutta. Troviamo poi molte ricette scritte a mano di amari, liquori e aperitivi tanto in voga nei primi anni del ‘900, regolamenti reali sull'utilizzo di coloranti per la produzione degli stessi controllati dall'allora Stato Sabaudo. Pestelli, secchi di rame, alcoolometri che hanno attraversato i secoli gelosamente custoditi in astucci di legno e una bellissima collezione di antiche Misure in vetro, mezzi litri, litri, quarti di litro dal Regno Lombardo Veneto allo Stato Sabaudo fino a quelli della Repubblica Italiana, sempre utilizzati per il riempimento o per il controllo dei recipienti visto che un tempo si vendeva anche lo sfuso.


Distilleria Schiavo snc
via G. Mazzini 39, 36030 Costabissara (Vi)
Tel e Fax 0444 971025
info@schiavograppa.com

© Riproduzione riservata

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