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Crisi economica a tavola Male pane, carne e vino

Crisi economica a tavola Male pane, carne e vino
Crisi economica a tavola Male pane, carne e vino
Pubblicato il 04 settembre 2009 | 16:03

Le tavole degli italiani continuano a risentire della crisi economica. Segno meno per pane, primi piatti surgelati e biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta. In forte crescita, al contrario, i consumi di frutta che hanno segnato un +4,8%. Il 68% sceglie il supermercato per la spesa

 Le tavole degli italiani continuano a risentire della crisi economica. I consumi alimentari segnano una sostanziale stabilità, dovuta anche alla frenata della corsa dei prezzi. Nel primo semestre 2009 si è registrato, in quantità, un lieve aumento (+0,3%) rispetto allo stesso periodo del 2008, quando, tuttavia, si era avuta una preoccupante caduta. Non certo più incoraggianti le previsioni per l'intero anno che parlano di una crescita di appena lo 0,2%. Una situazione che ha spinto il 60% delle famiglie a modificare il proprio menu, il 35% a limitare gli acquisti, il 34% a optare per prodotti di qualità inferiore. è quanto si ricava da una ricerca della Cia-Confederazione italiana agricoltori condotta a livello territoriale e sulla base dei dati Ismea e Istat che sarà presentata in occasione della terza Conferenza economica che si terrà a Lecce il 2 e 3 ottobre.

Nel dettaglio, nei primi sei mesi dell'anno si hanno contrazioni nella domanda di derivati dei cereali (-2,8%), dovute soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta. Si registrano flessioni anche per la carne bovina (-2,6%) e avicola (-3%), per l'olio di oliva (-2,7%) e per i vini e spumanti (-2,9%). Da rilevare che tra quest'ultimi, alla buona domanda per i vini a denominazione ha fatto riscontro una diminuzione degli acquisti di vino da tavola e di spumante. Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina, salumi e ortaggi. Una domanda più vivace, invece, si è avuta per il latte e i derivati del latte (+0,8%), in particolare i formaggi e lo yogurt.

In forte crescita, al contrario, i consumi di frutta che hanno segnato un +4,8%. Per quanto riguarda le previsioni per l'intero 2009, la Cia - anche sulla base delle rilevazioni Ismea - evidenzia che i consumi dei prodotti agro-alimentari dovrebbero attestarsi, in quantità, sugli stessi livelli del 2008. Anche sul fronte della spesa non sono attesi particolari incrementi, grazie alla stabilità dei listini di cui sta godendo attualmente il mercato. Nel dettaglio, le voci che hanno registrato una flessione della domanda nel primo semestre, rimarranno in trend negativo, ma le contrazioni dovrebbero attenuarsi, mentre dovrebbe proseguire il buon andamento degli acquisti di prodotti ittici, frutta e agrumi e latte e derivati.

 La spesa per generi alimentari e bevande è attestata, sempre nel primo semestre 2009, su 475 euro, circa 9 euro in più rispetto ai 466 euro registrati nell'analogo periodo del 2007. Un risultato dovuto alla sostenuta dinamica inflazionistica che ha caratterizzato il settore (più 5,4%). Un effetto che è stato, tuttavia, mitigato dalla messa in atto di strategie di risparmio da parte delle famiglie. Infatti, la quota di famiglie che ha dichiarato di aver limitato l'acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto all'anno precedente è sempre superiore al 40%.

In particolare, si attesta al 43,4% per il pane, al 49,2% per la pasta, al 55,7% per la carne, al 58% per il pesce e al 53,7% per frutta e verdura. è continuata ad aumentare la percentuale di famiglie che acquistano generi alimentari (pane, pasta, carne, pesce, frutta) presso gli hard-discount (dall'8,6 del 2006, al 9,7 % del 2007, al 10,9 % del 2008, all'11 % nel primo semestre del 2009).

Il supermercato rimane il luogo di acquisto prevalente (68,1%), soprattutto nel centro-nord (superiore al 70%), immediatamente segue il negozio tradizionale (63,7%), in particolare nel Mezzogiorno (76,2%) e per l'acquisto di pane (59,4%). Il 17,2% delle famiglie acquista presso ipermercati, con punte del 22% nel nord, dove questa tipologia distributiva è più diffusa. Al mercato si reca circa il 22% delle famiglie del centro-nord contro il 33,1% del Mezzogiorno. Sempre nei primi sei mesi del 2009, la spesa per generi alimentari e bevande ha rappresentato, in media, il 19,1% di quella mensile totale ed è così ripartita: 3,2% pane e cereali, 4,3% carne, 1,6% pesce, 2,7% latte, formaggi e uova, 0,8% oli e grassi, 3,4% frutta, ortaggi e patate, 1,3% zucchero, caffè e altri, 1,8% bevande.


Fonte: Agi

© Riproduzione riservata

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