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di Lucio Piombi
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Quando la politica fa male alla salute La folle proposta della “grappa fai da te”

Quando la politica fa male alla salute La folle proposta della “grappa fai da te”
Quando la politica fa male alla salute La folle proposta della “grappa fai da te”
Pubblicato il 21 novembre 2009 | 14:36

Parliamo di alimenti e del business che ruota attorno ad alcuni di questi. Ci si è chiesti perché la normativa italiana a volte tenti di appoggiare i truffatori del settore o comunque quelle persone che, magari, anche in buona fede e senza rendersene conto, attentano alla salute del consumatore

 Parliamo di alimenti: olio, vino, grappa, pasta; tanto per citarne alcuni, ma ce ne sono tanti altri che costituiscono, ormai, delle colonne della nostra economia. Erano, negli anni ormai lontani, prodotti per i quali esistevano solo i colossi di produzione ed 'i piccoli” miravano a prodotti di nicchia per pochi appassionati o enogastronomi.

Oggi questi prodotti, come tanti altri, sono diventati oggetto di business per centinaia e centinaia di produttori sparsi in tutta la penisola. Quando si è in tanti è chiaro che i controlli (con i pochi controllori che lo Stato ci mette a disposizione) diventano enormemente più difficili oltre che più costosi per le tasche del cittadino, e, fra i tanti, c'è sempre qualcuno che tenta il colpaccio e ciò è fattibile ed ormai facile attraverso le frodi sia in campo alimentare che in campo produzioni enoiche e olearie come anche in campo distillazione.

Sembra tutto ovvio quanto sin qui esposto, no? Allora, perché le nostre leggi, con l'iniziativa e l'appoggio di qualche deputato in cerca di guai, devono e tentano di appoggiare questi truffatori o comunque quelle persone che, magari, anche in buona fede e senza rendersene conto, attentano alla salute del consumatore?

Tutti i partiti, tutte le associazioni, tutte le organizzazioni sociali in genere, dicono che bisogna combattere la corruzione e proteggere la salute del consumatore; ma come fa mai l'uomo della strada a non pensare che quei politici che, ignorando il parere degli esperti o non seguendo le indicazioni delle associazioni specializzate, tentano di introdurre leggi che o tutelano solo le multinazionali o lasciano passare elaborazioni pericolose per la salute, non siano in realtà o prezzolati o incoscienti?

Oltretutto fioriscono e prosperano potentissime associazioni che dicono di proteggere il consumatore; 'blablano”, ottengono finanziamenti milionari o comunque si vedono autorizzate a procurarseli; poi, quando dovrebbero intervenire sui mass media, tacciono.

Ma dopo queste premesse, passiamo ai temi importanti che Italia a Tavola, voce quasi dimenticata nonostante ribadisca questi concetti con lodevole ripetitività, sostiene con forza attraverso gli articoli del proprio direttore e di tanti collaboratori.

Tema olio: sia chiara l'etichetta; dica da dove provengono le olive che i frantoi lavorano; informi, l'etichetta, il consumatore che possa rendersi conto con che cosa condisce l'insalata; si combattano le miscelazioni e si protegga la genuità; si combattano le iniziative truffaldine!

 Tema vino: aumentino i controlli sul come da due ettari vitati con Muller Turgau (esempio volutamente lontano dalla realtà sia per il nome del vino, che per i numeri, che per le proporzioni) invece di 1.000 bottiglie di quel vino, ne vengono messe in commercio 12.000; ci venga spiegato come si fa, dopo sei mesi, a trovare in commercio un così detto 'vino barricato” con presenze di tannino che per acquisirle avrebbe richiesto due anni di barrique; si può pensare ai trucioli o no? E si potrebbe continuare così all'infinito.

Tema grappa: chi ha il coraggio di lanciare, sostenere e consentire una folle proposta come quella della 'grappa fai da te”?
Non c'è un medico o un chimico qualsiasi che possa fare a meno di sottolineare quanto sia velenoso l'alcool metilico; cadono nel vuoto anche gli interventi degli esperti, sia assaggiatori che distillatori che appassionati, che mettono all'erta dai pericoli legati ad una produzione artigianale fatta da persone impreparate, per non dire peggio, con l'unico scopo di procurarsi alcool a basso prezzo; le associazioni dei consumatori di destra, sinistra e centro, oltre che mandare i loro rappresentanti in parlamento ed intervenire alle trasmissioni con un alto indice d'ascolto, non potrebbero darsi un po' da fare? Non si potrebbe pretendere maggior chiarezza nell'etichetta?

Basta per il momento; le nostre analisi potrebbero allargarsi a tanti altri campi, ma sarebbe monotono e troppo lungo. Sfruttiamo meglio l'etichetta per avere maggiori informazioni e maggiori garanzie e chiediamo ai nostri parlamentari europei di proteggere il consumatore con idonee leggi e regolamenti.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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