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La grappa aiuta il turismo
No alla distillazione fai da te

La grappa aiuta il turismo 
No alla distillazione fai da te
La grappa aiuta il turismo No alla distillazione fai da te
Primo Piano del 26 ottobre 2009 | 12:12

Il talk show “Turisti in distilleria”, organizzato nell'ambito del Festival dell'Enoturismo di Vicenza, rilancia la visita ai luoghi di produzione. I distillatori vicentini contestano la proposta di liberalizzare la produzione di grappa e chiedono tracciabilità obbligatoria per legge nelle etichette


Paolo BrunelloDeciso no alla proposta di legge per la "grappa fai da te" (per ragione di salute dei consumatori e di tutela di un prodotto che è simbolo delle produzioni tipiche di qualità, soprattuto nel nord Italia) e un invito al buon senso nel valutare il problema dell'alcol alla guida. A scendere in campo con decisione sono i distillatori vicentini (una delle patrie della grappa e forse la più importante) che, pur in presenza di Jacopo Poliuna difficoltà di mercato (legata proprio ad un clima "politico" che di fatto scoraggia il consumo di distillati al ristorante), rivendicano il ruolo che svolge la Grappa per la  valorizzazione di tradizioni, storia e cultura di un territorio. La grappa, quindi come strumento formidabile per valorizzare le iniziative legate al turismo enogastronoico, a partire dalla visita in distilleria.

L'occasione di una forte presa di posizione è stata offerta dal Festival dell'Enoturismo di Vicenza, nell'ambito del quale si è svolto il talk show 'Turisti in distilleria”, al quale hanno partecipato i produttori Paolo Brunello, Jacopo Poli, Vittorio 'Gianni” Capovilla, Elena Schiavon e Ivan Dal Toso, insieme ad un outsider, il produttore vinicolo Fausto Maculan. Moderatore, il giornalista Alberto Lupini, direttore di "Italia a Tavola".Vittorio Capovilla

Proprio da Vicenza partì nel 1997 la formula delle 'Distillerie aperte”, con una  settimana di apertura delle Elena Schiavonaziende per mostrare al pubblico tutte le fasi della distillazione, direttamente tra gli alambicchi. Un successo per molti anni, ripreso in tutta Italia dove sono nate le 'Grapperie Aperte”. 'Una formula che negli ultimi tempi sta conoscendo una fase di stanca, con un calo di presenze” ha ammesso Ivan Dal Toso, titolare dell'omonima distilleria. E c'è anche chi come Vittorio Capovilla da due anni ha abbandonato l'iniziativa. Un fenomeno che ha permesso di sostenere la fase di rilancio, anche qualitativo, della grappa, che negli ultimi anni è decisamente cambiata in tutta Italia tanto da poter competere coi più celebrati distillati italiani. Un settore che, al di là degli aspetti congiunturali, soffre però di divisioni e rivalità interne, a tal punto che a fianco dell'iniziativa di distillerie aperte si è aggiunta quella di "grapperie aperte" in altre parti d'Italia col rischio di creare solo confusione. Da qui l'invito di Alberto Lupini perchè in tutta Italia si partecipi ad un'unica iniziativa che potrebbe essere proprio "distillerie aperte".Ivan Dal Toso

La promozione della grappa si inserisce nel contesto di un calo generalizzato dei consumi di alcolici fuori casa per le ricordate questioni legate ai limiti per la guida. Come superare l'empasse? Fausto MaculanPer Capovilla la strada è quella di una crescita qualitativa nella produzione di distillati che possa interessare un pubblico di veri appassionati. Dissente Jacopo Poli, per il quale la grappa ha conosciuto un notevole incremento qualitativo negli ultimi decenni, legato sia alla tecnologia di produzione che alla qualità delle materie prime, ovvero ai progressi delle aziende vinicole e allo stato delle vinacce fornite da queste ultime (vedi intervento in video più sotto). «Il vero problema - ha puntalizzato per parte sua Paolo Brunello - sta nella mancanza di trasparenza in etichetta: è difficile comprendere se il venditore è anche produttore oppure solo un imbottigliatore» (video intervento in video più sotto).

«Questo - gli fa eco Poli - comporta una parcellizzazione dell'offerta con oltre 1500 imbottigliatori a fronte di 120 distillatori e l'incapacità di competere nel mondo con gli altri distillati, come Tequila e Rum. Prodotti dal gusto più facile e in grado di comunicare in modo più efficace il proprio territorio di origine». Da qui la proposta, rilanciata anche dal direttore di "Italia a Tavola", di norme a tutela dei consumatori che prevedano in etichetta una precisa indicazione di chi ha distillato e dove, chi ha eventualmente imbottigliato e qual'è esattemente il contenuto della bottiglia in presenza di distillati aromatizzati. Una tracciabilità rigorosa che permetta al consumatore di fare scelte consapevoli e sicure. 

Jacopo Poli e la grappa nel confronto con gli altri distillati
 

L'apertura alle visite del pubblico per mostrare i luoghi in cui si produce 'per davvero” la grappa è stato identificato in ogni caso come il punto centrale. Per questo, è stato concordato, la visita deve essere destagionalizzata. Iniziative come il Museo della Grappa di Poli a Bassano (a cui si aggiunge un portale deicato alal grappa) o l'accoglienza agrituristica, per Brunello, vanno esattamente in questa direzione. Per la promozione, la proposta arriva da Fausto Maculan: creare una sinergia nel territorio, tra distillerie, ristoranti e cantine. Unire le produzioni di eccellenza in un circuito turistico nel quale in ogni tappa si possano trovare informazioni che rimandano alla successiva. E ancora, internet, identificato quale strumento in grado di informare e coinvolgere pubblici anche molto lontani.

Palo Brunello e la tracciabilità della grappa[20.03.36] Bernd Rehm:

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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26/10/2009 12:12:00
2) Grazie per la tutela del settore
Superfluo dire che condivido interamente la Vostra linea, chiedo solo scusa di non poter entrare nel merito dei temi trattati perchè sono in piena distillazione e le continue attenzioni che mi chiede l'Impianto, non mi permetterebbero una serena, organica e possibilmente costruttiva analisi. Grazie per il proficuo lavoro che Voi tutti state svolgendo a tutela del settore, ed appena finito questo mio "tour de force" tornerò a farmi viva.


26/10/2009 12:12:00
1) Grazie per la tutela del settore
Superfluo dire che condivido interamente la Vostra linea, chiedo solo scusa di non poter entrare nel merito dei temi trattati perchè sono in piena distillazione e le continue attenzioni che mi chiede l'Impianto, non mi permetterebbero una serena, organica e possibilmente costruttiva analisi. Grazie per il proficuo lavoro che Voi tutti state svolgendo a tutela del settore, ed appena finito questo mio "tour de force" tornerò a farmi viva.



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