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Prodotti agricoli a km zero
In Veneto la prima legge regionale

Primo Piano del 13 gennaio 2010 | 15:19

Con il via libera dell’Ue è operativa la 1ª legge sui cibi a km zero approvata dalla regione Veneto. Il testo innovativo introduce la definizione di prodotti agricoli a km zero, prevede spazi per gli agricoltori nei mercati rionali e la promozione del patrimonio agroalimentare regionale nelle mense



Con il via libera dell'Unione europea è finalmente operativa la prima legge sui cibi a chilometri zero approvata dalla regione Veneto su iniziativa della Coldiretti che ha raccolto le firme in suo sostegno. L'aumento del costo dei carburanti incide pesantemente sulla spesa alimentare visto che ogni pasto percorre in media 1.900 chilometri prima di giungere sulle tavole e l'operatività della legge consentirà di far arrivare più facilmente sulle tavole prodotti locali che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi inquinanti.

Il testo innovativo introduce per la prima volta la definizione di 'prodotti agricoli a km zero” individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalità, sostenibilità ambientale, qualità organolettiche e legame con la tradizione culinaria. In un Paese come l'Italia dove oltre l'86% dei trasporti commerciali avviene su gomma e la logistica incide per quasi un terzo sui costi di frutta e verdura, la nuova norma promuovendo il consumo di prodotti locali aiuta le tasche ma anche -la salute e l'ambiente in quanto riduce le emissioni di gas ad effetto serra che provocano cambiamenti climatici.

L'iniziativa risponde al bisogno di un numero crescente di consumatori che vuole condurre uno stile di vita attento all'ambiente e alla salvaguardia del clima anche a tavola. Dopo la pubblicazione nel Bur (Bollettino ufficiale della Regione) la normativa sarà applicabile a tutti gli effetti autorizzando anche gli enti locali a promuovere l'orientamento del consumo dei prodotti di provenienza regionale in mense pubbliche, nella ristorazione collettiva e in tutti i supermercati.

Tra gli obiettivi della legge vi è la promozione del patrimonio agroalimentare regionale nei pasti di scuole elementari, istituti scolastici superiori, università, ospedali e caserme nella misura del 50%, una percentuale che non discrimina il prodotto di origine extraregionale o straniera ma valorizza le tipicità locali consentendo ai consumatori di fare scelte consapevoli, sostenibili in termini di prezzo e meno impattanti sull'ambiente.

L'articolato prevede inoltre spazi riservati agli agricoltori nei mercati rionali, che non andranno a ledere gli interessi di altre categorie, ma integreranno la gamma delle offerte stagionali  ai consumatori attraverso la filiera corta. Significativa l'adozione di "menu a km zero" da parte di alcuni ristoratori che impiegano  ricette a base del 30% di specialità provenienti dalle campagne circostanti.

In Veneto sotto lo 'slogan km zero” sono operativi 100 mercatini agricoli, una mensa ospedaliera (la seconda d'Italia) ad Adria (Ro), un circuito di 30 ristoranti che adottano menu a breve distanza utilizzando le tipicità delle campagne limitrofe e oltre 36mila pasti all'anno nelle scuole dei comuni di Vittorio Veneto , Tombolo, Galliera Veneta, Rosolina e Porto Tolle sono realizzati con prodotti locali, ma iniziative sono presenti in tutta Italia. Sono circa 500 i mercati degli agricoltori di campagna Amica presenti in tutte le province nazionali ed oltre 60mila i punti di vendita diretti delle aziende agricole dove comprare formaggi, vino, salumi, extravergine e ortofrutta del territorio.

Franco ManzatoIl vicepresidente della Giunta di palazzo Balbi Franco Manzato (nella foto a sinistra) è soddisfatto per l'approvazione da parte del Consiglio delle modifiche che recepiscono le osservazioni della Commissione europea al testo della legge regionale finalizzata ad orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli di origine veneta.

«La legge regionale sul km zero è la miglior risposta a chi dice che il federalismo costa e che l'Italia non se lo può permettere: la nostra legge rappresenta per i produttori veneti un guadagno, non una spesa. La spesa aggiuntiva si ha quando si concede qualcosa al territorio lasciando intatto l'apparato centrale: allora sì che si ha un costo aggiuntivo, ma quello non è federalismo, bensì un'altra cosa».

«Ora non dovrebbero esserci più problemi e la norma dovrebbe diventare presto operativa. Il mio grazie va a Coldiretti – ha affermato Manzato – che per prima ha dato avvio al km zero e al processo legislativo che ora giunge al traguardo. Ringrazio inoltre i dirigenti e funzionari regionali che hanno risolto ogni empasse con Bruxelles. Se c'è una legge che è già 'sentita” prima ancora della sua promulgazione è proprio questa: ricordo casi emblematici di "utilizzo" dei suoi principi da parte di soggetti pubblici come il Comune di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, che ogni giorno distribuisce 1500 pasti "locali" nelle sue scuole, o come l'Usl 19 di Adria che ha inserito i prodotti del territorio nel menu ospedaliero. Mi auguro che queste realtà siano d'esempio al resto del Veneto».

«La legge veneta non è solo la prima in Italia sui prodotti a km zero – ha ribadito Manzato – ma è un esempio di federalismo applicato: rispetto ad una omogeneità che rischia solo di appiattire tutto, esaltiamo le qualità, le eccellenze e le capacità di ogni singolo territorio per promuoverne uno sviluppo dal basso. Viene insomma dato il via libera alla politica di contrasto ad una mondializzazione che penalizza le nostre aziende trasformandosi in banalizzazione e omogeneizzazione del gusto e dei sapori a scapito della tipicità e delle imprese che lavorano meglio: una politica che abbiamo sempre perseguito e non solo come amministrazione regionale».


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