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Più professionalità e sicurezza Verso la riforma del turismo montano

Più professionalità e sicurezza Verso la riforma del turismo montano
Più professionalità e sicurezza Verso la riforma del turismo montano
Pubblicato il 06 febbraio 2010 | 19:38

Lo ha annunciato il ministro Michela Vittoria Brambilla a Bormio. Si deve superare la frammentazione creata da troppe norme regionali diverse fra loro. Nel 2009 il settore ha tenuto meglio in Italia che in Europa e quest'anno ci sono sintomi interessanti di una ripresa generalizzata

Il turismo tiene nonostante la crisi. Il 2009 ha chiuso con un calo complessivo di presenze pari solo al 3,1%. Flessione molto contenuta se paragonata con quanto accaduto in altri paesi europei  dove la diminuzione non è stata inferiore al 10-15% . La montagna conferma di essere una punta di eccellenza registrando un aumento del 3% rispetto agli ultimi due anni sulle presenze previste per il mese di febbraio 2010. è quanto emerge dal Rapporto sul 2009 presentato oggi dal ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla (nella foto), in occasione del II Forum del Turismo invernale in corso a Bormio (So). In questo scenario si colloca il disegno di legge del ministero del Turismo per il riordino della professioni legate al turismo montano. La nuova regolamentazione servirà a dare più garanzie ai professionisti della montagna e maggior sicurezza ai turisti. «Ho sentito come mio preciso dovere - ha commentato il inistro Brambilla - quello di mettere in campo iniziative legislative volte alla tutela e alla valorizzazione delle professioni che contribuiscano a fare della montagna un punto di forza del nostro comparto. L'esperienza accumulata dal maestro di sci, dalla guida alpina, dagli accompagnatori della montagna, è un patrimonio prezioso ed è giunto il momento di valorizzarlo appieno.»

Michela BrambillaIn concreto il disegno di legge si basa su due premesse. Una è di carattere istituzionale. «Le Regioni, com'era giusto e com'era nel loro diritto, hanno legiferato ampiamente in materia - ha spiegato la Brambilla. - Ma proprio perché ciascuna ha preso l'iniziativa per conto suo, ne deriva a livello nazionale un panorama disarmonico. Certe figure professionali sono previste e disciplinate da alcune Regioni, ma trascurate da altre. Diversi anche i requisiti richiesti, mentre è necessario che vi sia parità di trattamento, a garanzia tanto dei professionisti quanto dei consumatori.» La seconda ragione è legata all'alto contenuto tecnico richiesto dai profili professionali di chi opera in montagna, dove  l'imperizia può avere conseguenze gravissime per l'incolumità delle persone. «Lo Stato ha il dovere di garantire che quanti esercitano le professioni legate al turismo montano possiedano le necessarie competenze. - ha precisato il Ministro - e quindi che lo specifico percorso formativo che porterà all'abilitazione risponda a criteri omogenei, tra cui il rispetto di un codice deontologico, il costante aggiornamento, l'applicazione di tariffe determinate da organi collegiali e la soggezione ad un insieme di norme disciplinari ».

Entrando nel merito, il ddl prevede che siano di esclusiva competenza statale l'individuazione di nuove figure professionali del turismo montano e la fissazione dei requisiti per l'esercizio della professione, mentre è rimessa alla competenza regionale la formazione delle figure professionali individuate con la legge dello Stato. Il provvedimento proposto dal Ministro Brambilla individua poi una figura del tutto nuova: il maestro di arrampicata, che possiede solo competenze specifiche sui terreni rocciosi. Ora il testo sarà sottoposto alle regioni come l'iter istituzionale prevede.

«I dati del nostro comparto - ha commentato invece il ministro Brambilla sul settore - confermano le sostanziali capacità di tenuta di questo settore economico, direi forse l'unico che abbia saputo superare la pesante crisi che ha sconvolto i mercati  per più di un anno e mezzo  senza subire significativi contraccolpi sul versante occupazionale». Tre le ragioni di questa performance indicate dal Ministro: «L'Italia ha tenuto innanzitutto grazie alla politica di prezzi di molte imprese che hanno saputo soddisfare le esigenze del cliente in questo momento difficile per l'economia. Si aggiunge poi un sistema d'offerta che, per qualità, quantità e varietà di servizi, continua ad essere fortemente concorrenziale rispetto ad altri paesi e che ha determinato la scelta dell'Italia quale meta preferita dagli stessi italiani, compensando le prevedibili flessioni di flussi dall'estero.»

Il Ministro sottolinea poi il primato del prodotto turistico montano proprio da Bormio: «sono felice di poter dire qui, tra le montagne della Valtellina che io considero un'eccellenza italiana, che la stagione invernale 2010 si prevede mantenga un buon risultato fino alla fine del mese di aprila. Questo dato è una conferma della vitalità ma anche delle potenzialità di crescita di questo comparto economico.»

© Riproduzione riservata

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