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In un libro le virtù dell'uva da tavola

Un volume di 600 pagine che descrive l'uva da tavola, dagli aspetti strettamente agronomici a quelli del paesaggio, alle varie forme di utilizzazione artigianale e al mercato nazionale e mondiale. In primo piano anche l'alimentazione. Non mamcano ricette della migliore tradizione culinaria italiana

 
24 maggio 2010 | 10:10

In un libro le virtù dell'uva da tavola

Un volume di 600 pagine che descrive l'uva da tavola, dagli aspetti strettamente agronomici a quelli del paesaggio, alle varie forme di utilizzazione artigianale e al mercato nazionale e mondiale. In primo piano anche l'alimentazione. Non mamcano ricette della migliore tradizione culinaria italiana

24 maggio 2010 | 10:10
 

Non solo vino, ma croccanti bocconi di dolcezza: acino dopo acino l'uva conquista il palato e trova un posto d'onore a tavola portando allegria. Un alimento ricco di contenuti salutistici, dalle vitamine ai minerali fino ai mitici polifenoli, consigliato in ogni dieta e a qualsiasi età. E a differenza del vino, se ne può abusare.

A questo prodotto d'eccellenza del nostro agroalimentare e ai suoi legami con il territorio è dedicato il decimo e ultimo volume della collana Coltura & Cultura della Bayer CropScience 'L'uva da tavola” che arriva dopo 'La vite e il vino”, 'Il grano”, 'Il pero”, 'Il mais”, 'Il pesco”, 'Il melo”, 'Il riso”, 'L'ulivo e l'olio” e 'Il carciofo”.

In questo come in tutte le altre pubblicazioni - come spiega nell'introduzione il curatore dell'intera collana Renzo Angelini - sono stati affrontati i diversi aspetti, da quelli strettamente agronomici a quelli del paesaggio fino alle varie forme di utilizzazione artigianale e al mercato nazionale e mondiale.

In primo piano anche l'alimentazione, per l'importanza di ciascun prodotto nella dieta per i suoi valori nutrizionali e salutistici. Questi elementi vengono completati con la presentazione di ricette che si collocano nella migliore tradizione culinaria italiana. Non casuale è stata la presentazione del libro a Bari, al convegno 'Valori e valore dell'uva italiana”. I vigneti di uva da tavola hanno infatti trovato in Puglia le condizioni ideali di sviluppo e costituiscono un elemento caratteristico del paesaggio agrario. Nel nostro paese questa coltivazione è andata man mano crescendo dai primi decenni del Novecento, incoraggiata anche dal potenziamento della rete ferroviaria nazionale in grado di garantirne il trasporto in tempi brevi.

è soprattutto la Puglia la maggiore produttrice con il 70% del totale nazionale, seguita dalla Sicilia e dalla Basilicata. In queste regioni la tradizione, le conoscenze e le professionalità hanno potuto realizzare un proficuo sfruttamento del suolo calcareo e delle opportunità offerte dai particolari microclimi. Il risultato si deve alla combinazione delle forze della natura e dell'uomo, secondo Donato Antonacci che con Attilio Scienza è il coordinatore scientifico del libro. In risalto anche l'evoluzione del mercato e della società. «Destinata in passato alla mensa dei ricchi - ha detto - l'uva da tavola è divenuta produzione industriale ad uso diffuso al di là di ogni barriera religiosa e culturale, a differenza del vino». I tanti autori rappresentano le migliori competenze delle università, degli enti di ricerca, della filiera e della comunicazione.

La 'cultura” di questa coltura italiana è raccontata in modo rigoroso ma anche semplice da leggere, sia per linguaggio che per scelta dei temi. Altrettanto impegno è stato messo nel corredo iconografico, particolarmente ricco di fotografie, illustrazioni, schemi di sintesi, non generici ma sempre puntuali. Il grappolo d'uva in tutti i tempi ha avuto una forza simbolica sia pagana che cristiana, al di là della semplice rappresentazione di un frutto, e il libro sa cogliere anche questo spunto. Bellissime le immagini nelle rappresentazioni artistiche: dalle anfore romane decorate ai mosaici ai giovani gaudenti del Caravaggio fino alla preziosa tela di Bartolomei Bimbi che alla fine del '600 raffigura in quattro grandi dipinti 77 grappoli di altrettante varietà, da tavola e da vino, di cui oggi si è persa la memoria.

«In un momento economico difficile anche per l'uva italiana - ha detto Frank Terhorst, amministratore delegato di Bayer CropScience in Italia - intendiamo rinnovare la fiducia su questo importante settore che rappresenta un fiore all'occhiello del made in Italy in tutto il mondo. Da oltre cento anni offriamo all'agricoltura italiana l'innovazione tecnologica della protezione delle colture, ma il nostro impegno vuole anche rispondere alla nuova domanda del consumatore sui temi della sicurezza alimentare e della tutela dell'ambiente».


L'uva da tavola - Valori e valore dell'uva italiana
Bayer CropScience
600 pagine
69,00 euro

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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